
Sabato, a seguito di una lunga malattia, è scomparso Mario Schiano.
L’Arci di Roma lo ricorda con grande affetto e, con profondo dolore, porge le sue condoglianze alla famiglia.
Una famiglia grande, composta da tanti amici del mondo del jazz italiano, gli stessi che in questi anni lo hanno amato e coccolato.
Noi, che lo conoscemmo in veste di funzionario della Regione Lazio, abbiamo imparato ad apprezzarlo nel corso delle edizioni della sua manifestazione “Controindicazioni”, organizzata per due anni dall’ARCI di Roma in collaborazione con Claudio Fusacchia. Mario si è dedicato alla manifestazione con tenacia e passione, ha investito su di essa, senza percepirne alcun guadagno, rifiutando persino i rimborsi spese. Tutti i suoi sforzi erano legati alla promozione ed alla valorizzazione sia di giovani jazzisti che della sua ” Instabile Orchestra “.
Soprattutto con Gigi Martella arrivammo a poterci definire suoi amici.
Di Mario, jazzista per una vita, attore per gioco, ci mancheranno l’ ironia raffinata e tagliente; l’amore per la vita, le cene in allegria con Massimo Tiberi e Pasquale Innarella da ” Severino il pugliese”.
Riascoltare un suo brano, o rivederlo in “Palombella Rossa” o in “Caro Diario”, saranno occasioni speciali per ricordarlo e per riascoltare la sua voce irripetibile che la malattia, da tempo, gli aveva tolto.
Ciao Mario. Un bacio.