Editoriale di Paolo Beni, Presidente Nazionale Arci
Tre buone ragioni per votare il 6 e 7 Giugno
La prima. Il rinnovo delle amministrazioni comunali e provinciali sarà un banco di prova decisivo per la conferma di molti governi locali del centrosinistra. E’ bene impegnarsi, perché - anche dove ha fatto buone cose - la sinistra rischia di pagare la deriva reazionaria che attraversa le comunità locali segnate dalla crisi, dal disagio sociale e della sfiducia nelle istituzioni.
La seconda. Le elezioni europee possono spostare equilibri in Europa ed aprire nuove prospettive anche in Italia. Se n’è parlato troppo poco in una campagna elettorale tutta ripiegata sulle vicende interne e segnata dal provincialismo della nostra politica. L’Unione europea è invece una necessità e un’opportunità: ha poteri che incidono sulle scelte degli Stati membri e sulle condizioni di vita delle popolazioni, è il terreno del confronto fra destra e sinistra, fra due idee diverse di sviluppo economico, di modello sociale, di democrazia. Il Parlamento eletto dai cittadini può bilanciare il deficit democratico di un’Europa costruita solo dall’alto, coi trattati intergovernativi economici e finanziari. Dare più peso alla sua componente progressista significa rafforzare il processo democratico europeo e le prospettive dei diritti sociali e dello sviluppo sostenibile.
Terzo. Queste elezioni ci diranno se il Paese avrà la forza di reagire alla più grave crisi democratica della sua storia recente. Il populismo autoritario delle destra trova terreno fertile in una società sofferente. Il governo non fa niente per risolvere i problemi del Paese, ma usa la paura per svuotare lo spazio pubblico, demolire i diritti, smantellare il welfare, attaccare la magistratura e la stampa, mortificare il Parlamento e la Costituzione. Un premier che si crede imperatore esibisce senza pudore ricchezza e arroganza del potere, disprezza il confronto civile, offende e minaccia chiunque dissenta, evoca derive plebiscitarie di triste memoria. Quell’uomo va fermato, è un pericolo per la democrazia. Il diritto di voto ancora non l’ha tolto, usiamolo bene prima che sia troppo tardi.











