Iniziata «Roma Incontra il Mondo»
prezzi contenuti per una rassegna irripetibile, con grandi e piccoli gruppi
ROMA
Hanno sfidato la pioggia e le temperature non proprio estive i fedelissimi di «Roma incontra al mondo», il festival che – giunto alla 17sima edizione – ha aperto i battenti accanto al laghetto di Villa Ada. Artisti e il pubblico hanno ripreso possesso dell’area che da anni fa da cornice a una rassegna che porta a Roma il meglio della musica etnica, e non solo.
DAGLI AFRICA UNITE A SEPE
Il palco in mezzo alla penisola del laghetto della villa che prima fu dei Pallavicini e poi dei Savoia è diventato il crocevia dei suoni del mondo e anche quest’anno il programma è tra i più ricchi ed eterogenei. Il calendario dei concerti è fitto: dopo il concerto del romanissimo Brusco – che con i Rooz in the sky rende omaggio al reggae in chiave locale – una lunga teoria di artisti noti e meno noti.
Domenica 27 tocca al reggae italiano degli Africa Unite – 15 dischi e un trentennio di carriera costellato da migliaia dei concerti – che portano ritmo, calore e buone vibrazioni come quelle del nuovo lavoro «Rootz», in cui tornano alle origini del loro inconfondibile stile.
L’appuntamento del 7 agosto con Daniele Sepe, accompagnato dalla sua Brigata Internazionale, chiuderà in bellezza con una festa che ha in scaletta un’attenta scelta dei brani più significativi delle tradizioni popolari di tutto il pianeta. Da non perdere, il 30 giugno, Toots: la storia vuole sia lui ad avere inventato il termine reggae ma a parte questo Toots and The Maytals (12€) rimarrà nella storia della musica per i suoi dischi che sono veri capolavori del genere nato in Giamaica.








Milano, 8 giugno 2010. Due giovani algerini hanno tentato poche ore fa di impiccarsi al Cie di Ponte Galeria, alla vigilia della loro deportazione. I due ragazzi hanno riportato seri danni fisici, ma uno solo è stato condotto all’ospedale in ambulanza. “In Algeria la situazione per chi viene rimpatriato dopo aver abbandonato il Paese illegalmente,” commenta il Gruppo EveryOne, “per sottrarsi a una pesante emergenza umanitaria, è a grave rischio di detenzione, trattamenti inumani e degradanti, tortura. Nonostante un periodo in cui il governo si è impegnato per recuperare la via dei Diritti Umani, qualche anno fa, oggi tali diritti non esistono per i soggetti più deboli, fra i quali vanno annoverati senza ombra di dubbio i deportati dall’Europa”. Conferma la pesante situazione umanitaria in Algeria il recente Rapporto di Human Rights Watch. “Purtroppo nessun monitoraggio viene effettuato in seguito al rimpatrio coatto. E’ cosa certa però,” prosegue EveryOne, ” che i detenuti subiscono i più pesanti abusi da parte delle autorità. E’ auspicabile che l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati e quello per i Diritti Umani, di fronte alle deportazioni indiscriminate, si prodighino affinché siano rispettate le leggi internazionali che tutelano i diritti e la dignità di chi abbandona Paesi in cui esiste persecuzione e si verificano tante violazioni”.