Archive for 30 giugno 2010

Dalla world music al reggae sul laghetto, tutti a Villa Ada per la musica etnica

Iniziata «Roma Incontra il Mondo»

prezzi contenuti per una rassegna irripetibile, con grandi e piccoli gruppi

ROMA 

Hanno sfidato la pioggia e le temperature non proprio estive i fedelissimi di «Roma incontra al mondo», il festival che – giunto alla 17sima edizione – ha aperto i battenti accanto al laghetto di Villa Ada. Artisti e il pubblico hanno ripreso possesso dell’area che da anni fa da cornice a una rassegna che porta a Roma il meglio della musica etnica, e non solo.

DAGLI AFRICA UNITE A SEPE 

Il palco in mezzo alla penisola del laghetto della villa che prima fu dei Pallavicini e poi dei Savoia è diventato il crocevia dei suoni del mondo e anche quest’anno il programma è tra i più ricchi ed eterogenei. Il calendario dei concerti è fitto: dopo il concerto del romanissimo Brusco – che con i Rooz in the sky rende omaggio al reggae in chiave locale – una lunga teoria di artisti noti e meno noti.
Domenica 27 tocca al reggae italiano degli Africa Unite – 15 dischi e un trentennio di carriera costellato da migliaia dei concerti – che portano ritmo, calore e buone vibrazioni come quelle del nuovo lavoro «Rootz», in cui tornano alle origini del loro inconfondibile stile.
L’appuntamento del 7 agosto con Daniele Sepe, accompagnato dalla sua Brigata Internazionale, chiuderà in bellezza con una festa che ha in scaletta un’attenta scelta dei brani più significativi delle tradizioni popolari di tutto il pianeta. Da non perdere, il 30 giugno, Toots: la storia vuole sia lui ad avere inventato il termine reggae ma a parte questo Toots and The Maytals (12€) rimarrà nella storia della musica per i suoi dischi che sono veri capolavori del genere nato in Giamaica.

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L’Arci il 1 Luglio a Roma in piazza Navona. Contro i tagli e i bavagli alla conoscenza e alla cultura

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Il 1 luglio saremo di nuovo in piazza, a Roma e in altre città italiane ed europee.

Il governo sembra infatti deciso stringere i tempi di approvazione del Ddl intercettazioni e a procedere, anche a colpi di fiducia, con i tagli alla cultura.

Il fronte della protesta è amplissimo. Giuristi, editori, giornalisti, sindacati, associazioni hanno con forza denunciato come il Ddl Alfano, se passasse senza sostanziali modifiche, limiterebbe sia i poteri investigativi di polizia e magistratura, sia il diritto/dovere a informare degli organi di stampa e dunque la possibilità dei cittadini a conoscere per formarsi liberamente un’opinione.

Verrebbero colpiti principi fondamentali della nostra Costituzione, per imporre il silenzio e l’impotenza ad agire nei confronti di un potere che si sta rivelando sempre più corrotto e privo di qualsiasi etica pubblica. Si tornerebbe al sistema delle autorizzazioni e censure, contro il quale i nostri costituenti stabilirono un argine con l’articolo 21 della Carta.

In realtà, sotto attacco c’è l’intero impianto costituzionale: l’articolo 21, come quelli che riguardano i diritti nel mondo del lavoro, l’articolo 3 sull’uguaglianza di tutti i cittadini, come il diritto all’istruzione, la tutela dei beni artistici come il diritto alla cultura. Né Berlusconi fa nulla per nascondere il fastidio verso una Costituzione che gli “impedisce di governare”, poiché impone il controllo del Parlamento e la separazione dei poteri come in tutte le democrazie.

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Lettera morta

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 Anche l’Italia ha celebrato la giornata del rifugiato. Ma nel 2009 le richieste d’asilo sono diminuite del 50 per cento.

Il 20 giugno in venti piazze di tutt’Italia si è celebrata la giornata mondiale del rifugiato. Chi subisce guerre, torture, persecuzioni e violenze nel suo paese d’origine ha il diritto di chiedere asilo altrove, come sancito dall’articolo 14 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, dall’articolo 18 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dall’articolo 10 della costituzione italiana.

A Roma quest’ultimo articolo è stato letto per strada, in varie lingue, nell’isola pedonale del quartiere Pigneto, uno dei più multietnici della capitale. In tutto il mondo sono più di venti i pae­si dai quali si continua a scappare. Ma le dichiarazioni rimangono lettera morta se non si può entrare in un altro stato.

In Italia, come conseguenza della politica dei “respingimenti” adottata dal governo Berlusconi, le richieste di asilo sono diminuite da 30.492 nel 2008 a 17.603 nel 2009. E anche chi ha ottenuto asilo politico in Italia continua a non ricevere l’accoglienza necessaria per vivere in modo dignitoso.

La giornata del rifugiato non è stata una ricorrenza trionfale. In questa domenica di giugno il freddo inaspettato ha messo ancora più in evidenza le condizioni di vita drammatiche di chi vive di espedienti. “Ci siamo radunati per dare voce a chi non ne ha”, ha dichiarato Claudio Graziano, il responsabile dell’immigrazione dell’Arci di Roma.

Ma soprattutto, mancava la voce degli immigrati integrati, impauriti e minacciati dalle leggi sulla sicurezza e dalla crisi. Per rompere il silenzio e parlare di un diritto conquistato e sancito, ma non esercitato.

Di Helene Paraskeva

Da Internazionale

http://www.internazionale.it/home/?p=24486  

L’Arci il 25 giugno a fianco della Cgil e dei lavoratori. Contro la manovra economica del governo

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L’Arci sarà Il 25 giugno nelle piazze italiane, a fianco della Cgil che per quella giornata ha promosso uno sciopero generale del settore pubblico e privato con manifestazioni locali.

Anche la nostra associazione è infatti convinta che sia necessario contrastare con tutti i mezzi una manovra economica che avrà effetti sociali devastanti soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, che già soffrono gli effetti drammatici di una crisi economica che per due anni il governo si è ostinato a minimizzare.

Mentre sono cresciute cassa integrazione e disoccupazione, povertà e disagio sociale, le misure proposte da Tremonti colpiscono ancora una volta i dipendenti pubblici e privati, i precari, i pensionati. I tagli agli enti locali produrranno un drastico ridimensionamento dei servizi, mentre già la scuola, la ricerca, la sanità, la cultura sono state fortemente penalizzate.

L’attacco al lavoro e a quel che resta del nostro sistema di welfare, si accompagna a una campagna senza precedenti contro diritti fondamentali che hanno disegnato il profilo della nostra democrazia. E’ l’intero impianto costituzionale ad essere messo apertamente in discussione da Berlusconi e dalla sua maggioranza. C’è un filo che unisce l’attacco agli articoli della Carta che tutelano il lavoro, la libertà di informazione, il diritto alla conoscenza, l’uguaglianza di tutti i cittadini, l’ordinamento della giustizia. Di ciò bisogna avere consapevolezza per mettere in campo un’opposizione efficace.

Quel che oggi serve, In Italia e in Europa, per gettare le basi di un’alternativa vera è un movimento che tenga insieme le grandi questioni della democrazia e della libertà con quelle del lavoro e del reddito. Per questo il 25 noi ci saremo.

Un appello della “Musica contro il Razzismo” per la Festa della Musica 2010

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La Musica contro il razzismo per un Paese capace di immaginare un futuro felice.

“Tutti i cittadini hanno uguale dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

(art.3 della Costituzione Italiana).

Oggi in Italia ci sono invece milioni di persone che contano meno delle altre, anche se contribuiscono alla crescita culturale, sociale ed economica del Paese. Sono i migranti e i rom.

Le istituzioni pubbliche non sono in grado di rimuovere gli ostacoli di cui parla la nostra Costituzione.
Anzi gli impedimenti all’uguaglianza crescono e il senso comune sembra orientarsi in direzione opposta.
Il principio dell’uguaglianza, che è il cardine della democrazia, il nesso tra la libertà e la giustizia, va fatto vivere di nuovo nell’Europa del terzo millennio, per ridare un’anima e un futuro a questo continente. La liberta senza uguaglianza è infatti libertà di pochi.
La musica, essendo il più universale dei linguaggi, ha la capacità di promuovere l’incontro e il dialogo tra culture diverse.
Nel campo musicale, dall’incontro delle diversità, sono nati straordinari capolavori, innovazione, percorsi di crescita reciproca delle persone.
Per questo il mondo della musica è tra i più consapevoli dei rischi della diffusione del razzismo in Italia e nel mondo.
Noi, autori, musicisti, operatori culturali, ci impegniamo a combattere il razzismo in tutte le sue manifestazioni, a promuovere l’idea dell’uguaglianza come unico antidoto alla barbarie e all’ingiustizia.

Chiediamo a Governo ed istituzioni pubbliche di rafforzare le politiche culturali che sostengono inclusione sociale e dialogo tra le culture.

Una società che si chiude sempre di più in se stessa, che cede alla paura dello straniero e delle differenze, è una società meno libera, meno democratica, senza futuro.

Puoi firmare l’appello:

http://www.firmiamo.it/lamusicacontroilrazzismo

sul gruppo Facebook

http://www.facebook.com/group.php?gid=101488899901926&

o inviando una mail a

cultura@arci.it. 

Premio Tom Benetollo “Per le buone pratiche locali”

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Rompiamo il silenzio


Arci Comitato di Roma, Ufficio Immigrazione Arci e i circoli Arci Fanfulla 101, Arci No More T, Arci Darfur, Arci ex Smorzo vi invitano

20 Giugno
20 piazze speakers’ corners
per il diritto d’asilo e contro i respingimenti
ARCI ROMA

Isola pedonale del Pigneto – ore 11/13

Scopo della manifestazione è dare voce a chi si confronta, quotidianamente, con le difficoltà dell’esercizio del diritto d’asilo in Italia, attraverso l’installazione di piccoli palchi mobili in 20 piazze di 20 città italiane.

L’idea degli speakers’ Corners nasce dalla volontà di promuovere il protagonismo dei richiedenti e titolari di protezione internazionale nelle iniziative di sensibilizzazione e promozione del diritto d’asilo in Italia; dare voce a tutti/e coloro che si confrontano quotidianamente con l’esercizio del diritto d’asilo in Italia; rompere il silenzio sulle nefaste conseguenze delle politiche restrittive del governo, degli  accordi con la Libia e dei respingimenti in mare; ‘irrompere’ nello spazio pubblico con la cultura del diritto d’asilo.

Ad oggi hanno aderito Associazione Da Sud e   A.S.A.P.S .

Sul palco del pigneto si alterneranno richiedenti asilo, rifugiati/e, operatori del settore ed esponenti dell’associazionismo e della società civile.

Hanno confermato la loro presenza:

Igiaba Scego

Adriano Bono – Uke Against Racism

La banda jorona


Inoltre letture dai racconti di Tahar Lamri e dalla rivista Kùmà

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Monterotondo terra d’asilo

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Premio di Laurea Dino Frisullo

 Terza Edizione

Mercoledì 9 Giugno 2010

premio di laurea Dino frisullo

Sala della pace – Palazzo della Provincia di Roma via IV Novembre, 119

Il Premio di Laurea è stato istituito per mantenere vivo il ricordo di Dino Frisullo e del suo impegno in difesa dei diritti umani, per la libertà ed i diritti dei popoli. Il premio ha lo scopo di sostenere giovani laureati/e e di promuovere l’approfondimento delle tematiche relative alle migrazioni contemporanee.

Il premio è promosso dalle Associazioni Senzaconfine ed Azad, con la collaborazione scientifica degli Insegnamenti di Etnologia e di Antropologia Sociale dell’Università di Bari, di Critica Letteraria e di Letterature Comparate dell’Università di Roma Tor Vergata, del Master “Immigrati e Rifugiati. Formazione, Comunicazione ed Integrazione sociale”, La Sapienza – Università di Roma, ed è sostenuto da ARCI, ASGI-Associazione Studi Giuridici sull’immigrazione, CESV-SPES Centri di servizio per il volontariato della Regione Lazio, Provincia di Roma

Programma

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Due algerini tentano il suicidio nel Cie di Ponte Galeria prima della deportazione

due algerini..Milano, 8 giugno 2010. Due giovani algerini hanno tentato poche ore fa di impiccarsi al Cie di Ponte Galeria, alla vigilia della loro deportazione. I due ragazzi hanno riportato seri danni fisici, ma uno solo è stato condotto all’ospedale in ambulanza. “In Algeria la situazione per chi viene rimpatriato dopo aver abbandonato il Paese illegalmente,” commenta il Gruppo EveryOne, “per sottrarsi a una pesante emergenza umanitaria, è a grave rischio di detenzione, trattamenti inumani e degradanti, tortura. Nonostante un periodo in cui il governo si è impegnato per recuperare la via dei Diritti Umani, qualche anno fa, oggi tali diritti non esistono per i soggetti più deboli, fra i quali vanno annoverati senza ombra di dubbio i deportati dall’Europa”. Conferma la pesante situazione umanitaria in Algeria il recente Rapporto di Human Rights Watch. “Purtroppo nessun monitoraggio viene effettuato in seguito al rimpatrio coatto. E’ cosa certa però,” prosegue EveryOne, ” che i detenuti subiscono i più pesanti abusi da parte delle autorità. E’ auspicabile che l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati e quello per i Diritti Umani, di fronte alle deportazioni indiscriminate, si prodighino affinché siano rispettate le leggi internazionali che tutelano i diritti e la dignità di chi abbandona Paesi in cui esiste persecuzione e si verificano tante violazioni”.