Iniziata «Roma Incontra il Mondo»
prezzi contenuti per una rassegna irripetibile, con grandi e piccoli gruppi
ROMA
Hanno sfidato la pioggia e le temperature non proprio estive i fedelissimi di «Roma incontra al mondo», il festival che - giunto alla 17sima edizione - ha aperto i battenti accanto al laghetto di Villa Ada. Artisti e il pubblico hanno ripreso possesso dell’area che da anni fa da cornice a una rassegna che porta a Roma il meglio della musica etnica, e non solo.
DAGLI AFRICA UNITE A SEPE
Il palco in mezzo alla penisola del laghetto della villa che prima fu dei Pallavicini e poi dei Savoia è diventato il crocevia dei suoni del mondo e anche quest’anno il programma è tra i più ricchi ed eterogenei. Il calendario dei concerti è fitto: dopo il concerto del romanissimo Brusco - che con i Rooz in the sky rende omaggio al reggae in chiave locale - una lunga teoria di artisti noti e meno noti.
Domenica 27 tocca al reggae italiano degli Africa Unite - 15 dischi e un trentennio di carriera costellato da migliaia dei concerti - che portano ritmo, calore e buone vibrazioni come quelle del nuovo lavoro «Rootz», in cui tornano alle origini del loro inconfondibile stile.
L’appuntamento del 7 agosto con Daniele Sepe, accompagnato dalla sua Brigata Internazionale, chiuderà in bellezza con una festa che ha in scaletta un’attenta scelta dei brani più significativi delle tradizioni popolari di tutto il pianeta. Da non perdere, il 30 giugno, Toots: la storia vuole sia lui ad avere inventato il termine reggae ma a parte questo Toots and The Maytals (12€) rimarrà nella storia della musica per i suoi dischi che sono veri capolavori del genere nato in Giamaica.
STORIA DI UN FESTIVAL
Quando naque il progetto del festival, la cosiddetta world music era diventata una moda e - grazie alla Real World, etichetta discografica di Peter Gabriel, che sfornava senza tregua dischi di artisti fedeli alle tradizioni musicali locali - il grande pubblico aveva scoperto che non esisteva solo il rock e che c’era un mondo di musica da riscoprire. Meravigliose sorprese riuscivano a valicare i confini e così i sardi Tenores de Bitti o la lappone Mari Boine facevano capolino anche nei negozi di dischi.
A Roma l’Arci e Multikulti presero la palla al balzo e una volta individuata la sede, tra le più suggestive della capitale, era iniziata a Villa Ada l’avventura di quella che, ad oggi, è la più importante vetrina della musica etnica.
PISCHEDELICA E GONG
I nostalgici della psichedelia storica prenderanno d’assolto il palco di Roma Incontra il Mondo per il concerto dei rinati Gong che l’8 luglio (13€) festeggiano il quarantennale del loro primo album «Magick Brother, Mystic Sister». Ma la visione a 360′ è così ampia che il 13 luglio (25€) i dj austriaci Kruder & Dorfmeister, re indiscussi della scena «downtempo» - un mix tra trip hop e ambient - sbarcano a Roma con le loro sonorità ipnotiche e ultra raffinate.
La scelta diventa, a volte, difficile e quindi sera dopo sera gli appuntamenti si susseguono senza tregua perché si va dal francese Yann Tiersen che il pubblico conosce per la colonna sonora del «Il favoloso mondo di Amelie» e di «Goodbye Lenin» (15 luglio.13€) al grande artista giamaicano Luciano (16 luglio. 16€) per non parlare del duo Petra Magoni & Ferruccio Spinetti (14 luglio. 12€) e delle sorelle Cocoroise (18 luglio. 13€).
GIRO DEL GLOBO LOW COST
Va detto, però, che i biglietti non sono cari e quindi Roma Incontra il Mondo offre il giro del mondo in musica a prezzi da low cost. Da non perdere neanche l’Australia che ha il suo rappresentante nel cantautore Xavier Rudd e la Finlandia con l’eccentrico e poliedrico Jimi Tenor .
Anche l’Italia offre del suo con gli Almamegretta (30 luglio. 10€), grazie ai quali la contaminazione tra la tradizione e la ricerca si rinnova senza sosta. Stesso discorso per Eugenio Bennato (2 luglio. 10€) o Massimo Ferrante e E’ Zezi Gruppo Operaio (4 luglio. 8€). La chiusura del festival, come detto, è stata affidata al progetto di Daniele Sepe e la Brigata Internazionale intitolato «Nostra patria è il mondo intero» (7 agosto. 10€): un concerto che vuole essere il manifesto di Roma Incontra il Mondo, crogiuolo di sonorità e tradizioni che continuano a rinnovarsi pur rimanendo ben ancorati alla memoria dell’antico.
Di Federico Borzelli
Corriere della Sera.It
27 giugno 2010











