Archive for 29 luglio 2010

Il 29 presidio in piazza Montecitorio in occasione del dibattito in aula alla Camera sul Ddl intercettazioni

Oggi, giovedì 29 luglio alle ore 16.00, in occasione dell’inizio della discussione in aula alla Camera sul Disegno di legge intercettazioni, l’Arci sarà al presidio di piazza Montecitorio insieme alla Fnsi, alle organizzazioni che fanno parte del Comitato per la libertà e il diritto all’informazione e alla conoscenza, alle cittadine e ai cittadini che in questi mesi si sono opposti a un provvedimento che inbavaglia l’informazione e la legalità.

Gli emendamenti approvati in Commissione ripristinano, sia pure con limiti e ambiguità, il diritto di cronaca, mentre resta fortemente compromessa l’agibilità delle intercettazioni da parte della Magistratura, con un grave danno per i principi di legalità.

Occorre quindi mantenere alta la vigilanza e la mobilitazione.

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La Fabbrica dei Sogni

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La Compagnia Excursus

dir. art. Ricky Bonavita e Theodor Rawyler

presenta

Lunedì, 26 luglio ore 21.15

La fabbrica dei sogni

Zeta – Cerbero – Le Gran Tango – La fabbrica dei sogni

Il programma contiene lavori riconducibili a un contesto metropolitano, linguaggi coreografici diversi, stratificazioni di differenti esperienze iscritte nei corpi che spaziano dalla ricerca del puro movimento alla contaminazione della danza contemporanea con forme di ballo da sala, dai ritmi elettronici alle note di un tango.

Per informazioni:

ITALI@RTE all’Aventino 2010

Istituto Nazionale di

Studi Romani

P.zza Cavalieri di Malta 2 (Aventino) – Roma

 Tel . 06 8413192

http://www.excursus.it/new/

Si scrive acqua, si legge democrazia!

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Più di un milione e quattrocentomila firme per i quesiti referendari in difesa dell’acqua pubblica: un risultato eccezionale, di gran lunga superiore alla soglia prevista dalla legge, il più alto mai registrato nella storia dei referendum. Le centinaia di scatoloni depositati ieri in Corte di Cassazione sono il frutto della più capillare mobilitazione sociale degli ultimi anni, animata da una miriade di comitati cittadini, Enti Locali, movimenti, associazioni, sindacati, parrocchie.

Un fenomeno in controtendenza con le difficoltà che in questa fase caratterizzano l’iniziativa sociale nel Paese, che si può spiegare solo con lo straordinario radicamento territoriale che il movimento per l’acqua pubblica ha saputo costruirsi in cinque anni di paziente e costante lavoro nelle comunità locali. Questa campagna referendaria è stata una bella prova di resistenza civile, un servizio alla democrazia italiana. Rappresenta anche una chance per la buona politica, la conferma che si può reagire alla sfiducia e tornare a credere nella capacità dei movimenti sociali di incidere sulle scelte che contano, spostare gli equilibri e cambiare le cose con la forza della partecipazione popolare.

Un successo che dovremmo analizzare e discutere a fondo. E’ stato possibile perché si sono scelti i contenuti giusti: obbiettivi concreti, capaci di legare forti idealità di giustizia globale al vissuto quotidiano delle persone. Ciascuno è in grado di capire che l’acqua è un bene indispensabile alla vita, diritto inalienabile da preservare e sottrarre alla logica del profitto garantendo a tutti la possibilità di accedervi.

Ma non bastano i buoni contenuti se non c’è un buon metodo per affermarli, e la campagna sull’acqua è stata un modello virtuoso anche in questo. Il movimento ha saputo resistere alle tentazioni politiciste, ha coinvolto soggetti diversi in una coalizione eccezionalmente ampia, in cui ciascuno ha fatto un passo indietro mettendosi al servizio della causa comune. Tutti hanno lavorato per includere e aggregare, anteponendo gli obbiettivi condivisi alla propria visibilità. Una bella lezione per la sinistra, se saprà raccoglierne il senso.

Da settembre dovremo lavorare molto per non disperdere la ricchezza di questa esperienza e garantire il rispetto della volontà popolare che si è così clamorosamente espressa. La battaglia per l’acqua pubblica non l’abbiamo ancora vinta, ma oggi ci sono molti buoni motivi per festeggiare un passo avanti importante.

Di Paolo Beni

Presidenza Nazionale Arci

“Roma incontra il mondo”. Stasera a Villa Ada Kruder & Dorfmeister

 

kruder2020dorfmeister_image.jpg Scorrete i programmi dei vari festival in giro per la penisola. Cercate il rock? Troverete diverse manifestazioni con nomi di punta e gruppi decisamente inutili circondati da molto hype. Potete ripetere l’esperimento con il reggae, il jazz, il blues, l’elettronica e perfino pizziche e tarantelle.Ma cosa succede se invece volete godere “semplicemente” di buona musica e pretendete “ingenuamente” di assistere a un degno concerto, a qualcosa che magari non vi cambia (forse) la vita, ma che almeno abbia un senso al di là del genere musicale, dell’etichetta o della “scena”? Succede, con molta probabilità, che siete costretti a peregrinare da una manifestazione all’altra o a dedicare la maggior parte del vostro tempo a girovagare con una birra sgasata per stand di magliette e spille. Se vi ritrovate in testa questa deprimente sensazione (e magari anche il bicchiere di birra sgasata in mano), rinfrancatevi. Esiste altro.

Per esempio la programmazione di uno dei più longevi e riusciti esperimenti della convalescente Estate Romana, la manifestazione “Roma Incontra il Mondo” al laghetto di Villa Ada. Un festival che si ispira all’”incontro” di civiltà, che cerca le tradizioni e le musiche di queste civiltà e che invece di chiudersi in una programmazione di genere si è lasciato contaminare da altri suoni senza perdere identità. Basta scorrere il programma per capire di cosa si tratta. Dal 18 giugno, inaugurazione celebrata dal duo romano Gabin accompagnato da Mia Cooper e dalle voci di Z-Star e Nadeah Miranda, sul palco si sono avvicendati nomi (e di conseguenza pubblici) che difficilmente i sacri custodi dell’ortodossia del “genere” metterebbero insieme in una playlist, figurarsi in un festival. Pensate ad esempio al doppio concerto di Luminal e Teatro degli Orrori (ovvero rock alternativo italiano o “indie”) con la cantautrice brasiliana Adriana Calcanhotto. O anche alla curiosa, intelligente e provocatoria dissertazione/chiacchiera di Margherita Hack accompagnata da Ginevra di Marco. Eppure, complice la luna che di solito cresce alle spalle del palco e i preziosi alberi di Villa Ada, ogni serata può riservare delle piacevoli sorprese.

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Musica, Ginevra di Marco e Margherita Hack raccontano ”L’anima della terra”

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Nel parco della capitale, uno spettacolo tra sonorità mediterranee e riflessioni civili e sociali.

Come ogni anno a Villa Ada si svolge la rassegna di musica internazionale dal titolo “Roma incontra il mondo”, giunta nel 2010 alla XVII edizione. Fino al 7 agosto si esibiscono all’interno del palcoscenico creato vicino al laghetto della villa romana, artisti provenienti da cinque continenti. I musicisti propongono musica rock, reggae, hip-hop e popolare. Ad inaugurare il mese di luglio la cantante Ginevra di Marco, affiancata dalla voce ruvida di una compagna d’eccezione: Margherita Hack.

Il primo luglio la rassegna musicale Roma incontra il mondo” a Villa Ada ha ospitato “L’Anima della terra (vista dalle stelle)”, uno spettacolo musicale dove la cristallina voce di Ginevra di Marco si è alternata alle riflessioni a tutto tondo di Margherita Hack. Uno spazio intimo quello creato nella cornice serale del parco capitolino, tra sonorità mediterranee e invettive civili, in un cammino progressivo, illuminato dalle brillanti melodie dell’ex cantante dei C.S.I. e P.G.R. e dalle parole sincere dell’astrofisica toscana.

La pacificazione tra i popoli
Una ricerca profonda delle suggestioni sonore, culturali e storiche dell’Anima della terra. Un excursus nel mondo e in aree del mar Mediterraneo, nella speranza di pacificazione tra popoli diversi che tarda ad arrivare. L’astrofisica toscana l’ha sottolineato con la sua proverbiale schiettezza: «Il Mar Mediterraneo è culla di civiltà e tomba di disperati», riferendosi alle annose condizioni di chi affronta tragiche traversate in cerca di condizioni migliori. Immigrazione ma non solo, nelle riflessioni dell’astrofisica, protagonista di un’invettiva accorata sullo stato della ricerca scientifica nel nostro Paese, portato allo sbando dai politicanti «padroni dell’azienda Italia».

Il connubio tra musica ed astrofisica
Mentre la voce morbida e nitida di Ginevra spazia tra melodie popolari come in “La leggera”, canzone dedicata agli indigenti operai toscani e internazionali (“Gracias a la Vida”, rifacimento della canzone della cilena Violeta Parra), gli intermezzi di Margherita instaurano un dialogo a cuore aperto col pubblico. Un crescendo emotivo esploso infine nella sognante “Come un bambino”, dedicata dal gruppo all’astrofisica e nel lungo applauso di chi è stato incitato a «tirar fuori i denti» in un momento storico così problematico.

Agenzia Multimediale Italiana

 

Ì M P A R I XVI Edizione del Meeting Internazionale Antirazzista 10 – 17 luglio 2010 Livorno/Cecina Mare

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ÌMPARI, “inferiore per forza o per qualità”.Così il dizionario della lingua italiana.
In Italia oggi ci sono milioni di persone straniere, uomini e donne, che vivono, studiano, lavorano nel nostro paese ma contano meno delle altre. Cittadini di serie B, che godono di meno diritti e meno libertà. Il principio d’uguaglianza, stabilito dalla nostra Costituzione, nel loro caso subisce una sospensione, che le leggi ordinarie volute dalla maggioranza di centrodestra hanno sancito.

Questa violazione della legalità costituzionale è stata accompagnata da una martellante campagna culturale e mediatica, mirata a darne giustificazione e legittimità in base a una indimostrata pericolosità dei migranti, che rappresenterebbero una minaccia per l’ordine pubblico, per la sicurezza personale, per l’identità della nazione, per l’accesso al lavoro e ai servizi sociali.

La nostra associazione da tempo ha denunciato la illegittimità di tali provvedimenti e la strumentalità di posizioni che, facendo leva sul senso di insicurezza e di malessere diffuso, ha scelto di dare in pasto all’opinione pubblica un facile capro espiatorio, per nascondere le vere ragioni del disagio e costruire consenso politico sull’imbarbarimento culturale.

Al degrado civile non ci siamo arresi, puntando sulle potenzialità di un sistema associativo radicato sul territorio come il nostro per intraprendere una grande operazione di verità, di conoscenza, di controinformazione. Sono centinaia i circoli che, da Lampedusa ad Aosta, lavorano accanto ai migranti per fornire assistenza e costruire momenti di confronto, di formazione, di scambio culturale. Il lavoro sul territorio è stato accompagnato da importanti campagne e iniziative nazionali, spesso promosse insieme a una pluralità di altri soggetti e capaci di un forte impatto sull’opinione pubblica.

Il Meeting Internazionale Antirazzista negli anni si è sempre più qualificato come momento di sintesi e di ulteriore approfondimento delle buone idee e delle buone pratiche in materia.
Migliaia di attivisti e di operatori, italiani e stranieri, l’hanno attraversato in questi anni, contribuendo a farne un appuntamento unico nel panorama europeo.

L’edizione di quest’anno avrà una forte connotazione culturale, perché oggi è su questo terreno che la battaglia per i diritti dei migranti deve essere qualificata e vinta. Per questo abbiamo chiesto un impegno particolare al mondo della cultura e della formazione, con la preziosa collaborazione della Casa editrice Feltrinelli che al tema dell’antirazzismo ha dedicato la Campagna “Il razzismo è una brutta storia”.

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Caffeina 2010 Viterbo

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VITTORIA!
Malinconica e avventurosa vita di Pietro Rossi garibaldino

Mercoledì 7 Luglio ore 19.00

2 righebookbar in piazza San Carluccio, presentazione dell’albo a fumetti

(Disegni Alfonso Prota, testi Antonello Ricci, 32 pp. a colori, Davide Ghaleb editore)

Interviene Silvio Scorsi

a seguire: “Aperitivo Garibaldi… quando Garibaldi mangiava in Sud” a cura di Claudia Lombardozzi

 Giovedì 8 Luglio ore 21.30

piazza del Fosso, racconto teatrale di e con Antonello Ricci e Alfonso Prota e La Banda del Racconto

ValentanoVenerdì 9 Luglio ore 21.30

Chiostro Rocca Farnese, replica dello spettacolo

La Banda del Racconto: Michela Benedetti, Pietro Benedetti, Olindo Cicchetti, Domenico Coletta e Sara Grimaldi
Disegni live – Alfonso Prota
Costumi – Nicoletta Vicenzi, Silvia Felli e Luisa Mocci
Scenografie – Medea Labate e Elisa Formicola
Il dipinto Il garibaldino Alfio Pannega ferito a Viterbo è di Lella Biag