Archive for 26 novembre 2010

Per il futuro delle nuove generazioni. Per il lavoro, i diritti, la democrazia. L’Arci in piazza con la Cgil il 27 Novembre.

 

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L’Arci aderisce e partecipa alla manifestazione promossa dalla Cgil per sabato 27 novembre con le parole d’ordine “Il futuro è dei giovani e del lavoro”.

Siamo infatti preoccupati per le condizioni in cui versa il Paese. L’aumento della disoccupazione, l’impoverimento e la precarietà di strati sempre più ampi della popolazione segnalano una vera emergenza sociale. Anziché rafforzare le tutele sociali e il carattere universalistico del welfare, il governo ha scelto di scaricare il costo della crisi sui più deboli, chiedendo nuovi sacrifici ai lavoratori, agli anziani, ai precari. Anziché operare per una necessaria redistribuzione delle risorse, ha scelto di non toccare rendite e grandi patrimoni.

Al di la delle promesse, di concreto c’è solo l’attacco generalizzato ai diritti, l’azzeramento delle politiche sociali, la mortificazione della scuola pubblica e della cultura, i tagli a Regioni e Comuni che priveranno milioni di famiglie dei servizi essenziali, il tentativo di smantellare i contratti collettivi di lavoro, isolare e delegittimare i sindacati. Scelte irresponsabili, perché se crescono le diseguaglianze e arretrano le conquiste sociali, è tutto il vivere civile che viene messo a rischio.

Eppure il paese avrebbe le risorse per uscire dalla crisi migliorato. Basterebbe invertire la rotta di un modello di sviluppo fallimentare, che ha cercato di competere riducendo il costo del lavoro anziché innovare i processi produttivi, che ha favorito la speculazione finanziaria a danno dell’economia reale. Basterebbe investire nel protagonismo dei giovani, puntare sulla ricerca e la formazione, sulla riconversione ecologica dell’economia, su nuove politiche energetiche, sullo sviluppo dell’economia sociale, sulla cura dei beni comuni e dei patrimoni culturali e ambientali. Sul valore sociale del lavoro come base del patto di cittadinanza.

Basterebbe seguire la bussola dei principi costituzionali che stanno alla base della nostra democrazia. In gioco c’è il futuro della nostra società. Ciascuno è chiamato alle proprie responsabilità, e l’associazionismo può offrire un contributo decisivo, sul piano sociale e culturale, al cambiamento di cui il Paese ha bisogno.

Una presenza forte e visibile delle organizzazioni della società civile a fianco della Cgil il 27 novembre sarà la conferma di quanto sia grande e plurale il fronte delle energie da mettere in campo per uscire dalla crisi nell’orizzonte dei diritti e dell’equità sociale, per costruire un paese migliore, più democratico, più giusto e solidale.

www.arci.it

Festival delle altre economie!

CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA
NON FERMATE IL PROGETTO !!

26, 27, 28 Novembre dalle ore 10.00 al tramonto

Prima edizione a Roma

“FESTIVAL DELLE ALTRE ECONOMIE”

Percorsi comuni per impedire la chiusura della CAE e lanciare un percorso di progettazione partecipata e aperta

Si parlerà di “crisi e non crisi”, di strategie di risposta solidale, di beni comuni e limiti del pianeta, di cooperazione sociale sul territorio.
Laboratori, incontri, musica, teatro, presentazione di libri, sfilate di moda riciclosa, mercato biologico, baratto, mostre fotografiche, stand di associazioni e artigiani, guideranno i visitatori attraverso proposte e risposte della finanza etica, del turismo responsabile, del software libero, del riuso e riciclo dei materiali, del commercio equo e solidale, delle energie rinnovabili, dell’agricoltura e della cucina biologica, della cooperazione e della solidarietà sociale.

Invitiamo tutte le organizzazioni interessate a partecipare con uno stand il giorno 28 comunicando tale decisione inviando una mail a: consorziocae@cittadellaltraeconomia.org

IL PROGRAMMA “FESTIVAL DELLE ALTRE ECONOMIE”  SARA’ VISIBILE DA LUNEDI 22 NOVEMBRE AI SEGUENTI INDIRIZZI:

www.cittadellaltraeconomia.org

www.altradomenica.org

gruppo evento su facebook 

 

Appello alle istituzioni: non tagliate il 5 per mille e i fondi per i servizi sociali

FAX SIMILE APPELLO ALLE ISTITUZIONI DA COPIARE SU CARTA INTESTATA E INVIARE AI CONTATTI SEGNALATI DI SEGUITO AL TESTO DELLA LETTERA

 

S.E. Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica

On. Giuseppe Schifani, Presidente del Senato

On. Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei Deputati

On. Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

On. Gianni Letta, Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri

On. Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e Finanze

Sen. Maurizio Sacconi, Ministro Lavoro e Politiche Sociali

Onorevoli Capigruppo, Senato della Repubblica

Onorevoli Capigruppo, Camera dei Deputati

 

…….., … novembre 2010

Appello alle Istituzioni:

non tagliate il 5 per mille e i fondi per i servizi sociali

Abbiamo appreso che la Camera dei Deputati nelle votazioni del Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2011 e per il triennio 2011-2013 ha ridotto il 5 per mille limitandolo da 400 a 100 milioni di euro e ha ridotto il fondo per le politiche sociali e altri fondi inerenti le tematiche sociali.

 In questo modo quasi quindici milioni di cittadini contribuenti che hanno scelto di sostenere il volontariato e il Terzo Settore con il 5 per mille, vengono traditi nella loro libera scelta.

Pur comprendendo le difficoltà economiche che il nostro paese sta vivendo, riteniamo profondamente errato ridurre in maniera così drastica le risorse per i servizi sociali e per lo strumento del 5 per mille, forma di sussidiarietà fiscale che sostiene il ruolo fondamentale del volontariato e del terzo settore nella missione di risposta ai bisogni e di promozione della coesione sociale.

Alla vigilia del 5 dicembre 2010, Giornata Internazionale del Volontariato e del 2011, Anno Europeo del Volontariato e della cittadinanza attiva, desideriamo ricordare con gratitudine le parole pronunciate quasi un anno fa dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel salutare il mondo del volontariato al Quirinale: “Il volontariato produce, certo, beni materiali di aiuto e di sostegno al disagio, alla malattia, alla disabilità, alla dipendenza. Ma, proprio per la capacità di superare i confini di una solidarietà spontanea, familiare e amicale, esso produce pure beni immateriali, comportamenti virtuosi, esempi e modelli degni di essere imitati. [...]

La legge ordinaria, poi, favorisce fiscalmente e finanziariamente le organizzazioni di volontariato, sia attraverso favorevoli regimi fiscali [...], sia attraverso il funzionamento del 5 per mille di cui oggi il Ministro Sacconi ha garantito l’effettività, non solo nell’immediato ma anche in prospettiva, e lo ha fatto con motivazioni e con parole d’impegno che ho molto apprezzato.”

Chiediamo al Governo e al Parlamento di onorare gli impegni, di ascoltare le organizzazioni della socieyà civile, di non colpire ancora una volta le organizzazioni della società civile, di non colpire ancora una volta i servizi sociali, di non togliere quelle risorse che in applicazione del principio di sussidiarietà i cittadini danno al volontariato e al terzo settore. Chiediamo di compiere un atto di responsabilità, reintegrando il 5 per mille e i fondi per i servizi sociali.

Firma della Organizzazione

 

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25 Novembre: Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne

VIOLENZA ALLE DONNE

Un nastro bianco contro la paura
Ad uccidere sono mariti e fidanzati

Una grande mobilitazione per la Giornata mondiale contro gli abusi sul mondo femminile. Un impegno che durerà 16 giorni fino al 10 dicembre nella Giornata dei diritti umani. L’obiettivo è raccogliere 8.000 firme al giorno, tante quante sono le bambine sottoposte quotidianamente alle mutilazioni genitali nel mondo, Un problema che riguarda anche 500.000 donne e ragazze in Europa.

ROMA  – Donne uccise  -  quasi sempre da mariti e compagni – ma anche picchiate, stuprate e sottoposte a mutilazioni genitali. E’ pensando a loro che l’assemblea generale delle Nazioni Unite, nel 1999, ha indicato nel 25 novembre la giornata in cui ci si mobilita (indossando un nastrino bianco sul bavero della giacca) contro quella che il segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, ha definito “la violazione dei diritti umani più vergognosa. Essa non conosce confini né geografia, cultura, povertà o ricchezza. Fintanto che continuerà, non potremo pretendere di aver compiuto dei reali progressi verso l’uguaglianza, lo sviluppo e la pace”.

Sedici giorni di impegno. Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, è stato scelto per ricordare il brutale assassinio delle tre sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana, ordinato nel 1961 dal dittatore Rafael Trujillo. Governi, amministrazioni locali e Ong hanno messo in campo iniziative che segnano l’avvio di una mobilitazione di 16 giorni contro la violenza di genere e che culmineranno il 10 dicembre nella Giornata dei diritti umani.

130 milioni di vittime. In Italia Amnesty International lega questa giornata alla campagna contro le mutilazioni genitali femminili in Italia, in Europa e nel mondo, sostenuta da Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, ed Emma Bonino, vice presidente del senato. L’obiettivo è raccogliere 8.000 firme al giorno, tante quante sono le bambine che rischiano di subire mutilazioni dei genitali femminili nel mondo, pari a 3 milioni l’anno, per chiamare la Commissione e il Parlamento europeo a definire una strategia complessiva. Sono 130 milioni nel mondo le donne che hanno subito tali pratiche, diffuse in 28 paesi dell’Africa subsahariana e in alcuni paesi asiatici e del Medio Oriente. Il problema riguarda anche 500.000 donne e ragazze in Europa: Amnesty stima che siano 180.000 le bambine residenti in Europa che rischiano di subire questa pratica.

Fenomeno in crescita. Aumentano i “femminicidi” in Italia e il primato è del Nord. L’ultima è Emiliana Femiano, 25 anni, uccisa dall’ex fidanzato domenica scorsa. Nel 2010 sono già 115 le donne ammazzate, stando a un’indagine della Casa delle donne di Bologna, che definisce le vittime “donne uccise in quanto tali”. I femminicidi erano stati 101 nel 2006, 107 nel 2007, 112 nel 2008, 119 nel 2009. Responsabili i mariti nel 36% dei casi, i conviventi o i partner nel 18%, gli ex compagni nel 9%, i parenti nel 13%. Per lo più italiane le vittime (70,8%) e gli assassini (76%). Secondo l’indagine, dal 2006 al 2009 le donne uccise sono state 439. L’allarme si focalizza sulla violenza domestica, perché le relazioni familiari e tra i sessi risultano essere quelle più “rischiose” per la donna.

 

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Festival delle altre economie

Domenica 28 Novembre Ore 10.30 – 13.00

«Roma in movimento» Il Consorzio della Città dell’Altra Economia, Carta, Action, promuovono, in occasione della presentazione del libro «Roma acqua e sapone» (curato da Annarita Sacco in collaborazione con Carta per le edizioni Intra Moenia, «fotografia» sulla società civile con oltre mille schede su organizzazioni sociali), una tavola rotonda dal titolo «Roma in movimento».
Uno spazio per ragionare insieme delle trasformazioni sociali della città e di come favorire nuove legami tra organizzazioni sociali e tra organizzazioni e cittadini, a cominciare dall’esperienza della Città dell’Altra Economia.
Coordinano:
Riccardo Troisi (Presidente Città dell’altra economia), Gianluca Carmosino (Carta)

Intervengono:
Alberto Castagnola (economista), Cristina Formica (Arci), Alessia Montuori (Senza Confine), Mauro Gaggiotti (Energetica), Andrea Alzetta (consigliere comunale per Roma in Action)
Sono stati invitati, tra gli altri, Carlo De Angelis (Cnca), Enrico Fontana (Equorete), Marta Bonafoni (Radio popolare Roma).

«Roma acqua e sapone»

(di Annarita Sacco, in collaborazione con Carta, ed. Intra moenia 2010)
Una bussola sulla società civile Mille schede su associazioni, cooperative, reti, gruppi romani, tra altra economia e culture indipendenti
È possibile conoscere una città complessa come Roma attraverso esperienze, luoghi e gruppi di cittadini che ogni giorno disegnano un punto di vista sociale, culturale ed economico «altro»?

Questo libro – curato con la collaborazione del settimanale Carta – è una bussola che prova a rispondere a questa domanda. Una guida aggiornata che racconta, attraverso mille schede di facile lettura e gli interventi originali di un teorico della decrescita (Serge Latouche), di una sociologa (Maria Immacolata Macioti), di uno scrittore e musicista romano (Andrea Satta dei Tetes de bois) e di un economista “fuori coro” (Alberto Castagnola ), un punto di vista davvero diverso sulla città, quello della società civile.

Turismo responsabile, mobilità alternativa, locali di cucina vegetariana, mercati biologici, Gruppi di acquisto solidale, banche del tempo, botteghe del commercio equo, software libero, finanza etica, negozi di riciclo, cooperative sociali e Ong, spazi di cultura indipendente (centri sociali, librerie, biblioteche, case editrici, teatri, associazioni culturali e antirazziste…) ma anche parchi e verde nascosto: una preziosa e originale fotografia su Roma. Vista a testa in giù.

A partire dalle Ore 12.30

SFILATA RICICLONA

(presentazione collezione autunno-inverno) Davanti al Bar o se piove sala convegni.

Ore 14.30 – 16.30

“Presentazione Rapporto sul Riutilizzo in Italia ” (sala convegni)

L’iniziativa è stata inserita nella Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti e sono stati invitati i principali attori del riutilizzo in Italia provenienti anche da fuori regione http://www.ecodallecitta.it/menorifiuti/impegni.php?tipo=1&start=35#imessaggi

Per il futuro delle nuove generazioni. Per il lavoro, i diritti, la democrazia L’Arci in piazza con la Cgil il 27 novembre

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L’Arci aderisce e partecipa alla manifestazione promossa dalla Cgil per sabato 27 novembre con le parole d’ordine

“Il futuro è dei giovani e del lavoro”.

Siamo infatti preoccupati per le condizioni in cui versa il Paese. L’aumento della disoccupazione, l’impoverimento e la precarietà di strati sempre più ampi della popolazione segnalano una vera emergenza sociale. Anziché rafforzare le tutele sociali e il carattere universalistico del welfare, il governo ha scelto di scaricare il costo della crisi sui più deboli, chiedendo nuovi sacrifici ai lavoratori, agli anziani, ai precari. Anziché operare per una necessaria redistribuzione delle risorse, ha scelto di non toccare rendite e grandi patrimoni.

Al di la delle promesse, di concreto c’è solo l’attacco generalizzato ai diritti, l’azzeramento delle politiche sociali, la mortificazione della scuola pubblica e della cultura, i tagli a Regioni e Comuni che priveranno milioni di famiglie dei servizi essenziali, il tentativo di smantellare i contratti collettivi di lavoro, isolare e delegittimare i sindacati. Scelte irresponsabili, perché se crescono le diseguaglianze e arretrano le conquiste sociali, è tutto il vivere civile che viene messo a rischio.

Eppure il paese avrebbe le risorse per uscire dalla crisi migliorato. Basterebbe invertire la rotta di un modello di sviluppo fallimentare, che ha cercato di competere riducendo il costo del lavoro anziché innovare i processi produttivi, che ha favorito la speculazione finanziaria a danno dell’economia reale. Basterebbe investire nel protagonismo dei giovani, puntare sulla ricerca e la formazione, sulla riconversione ecologica dell’economia, su nuove politiche energetiche, sullo sviluppo dell’economia sociale, sulla cura dei beni comuni e dei patrimoni culturali e ambientali. Sul valore sociale del lavoro come base del patto di cittadinanza.

Basterebbe seguire la bussola dei principi costituzionali che stanno alla base della nostra democrazia. In gioco c’è il futuro della nostra società. Ciascuno è chiamato alle proprie responsabilità, e l’associazionismo può offrire un contributo decisivo, sul piano sociale e culturale, al cambiamento di cui il Paese ha bisogno.

Una presenza forte e visibile delle organizzazioni della società civile a fianco della Cgil il 27 novembre sarà la conferma di quanto sia grande e plurale il fronte delle energie da mettere in campo per uscire dalla crisi nell’orizzonte dei diritti e dell’equità sociale, per costruire un paese migliore, più democratico, più giusto e solidale.

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Sabato 20 Novembre 2010: Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Sabato 20 Novembre 2010

Perché festeggiare i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, nonostante tutto

Il 20 Novembre è la giornata internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. 21 anni fa, nel 1989, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha promulgato la Convenzione dei diritti, che è diventato il Trattato più ratificato nella Storia dell’umanità. L’Italia l’ha ratificata 19 anni fa, con la Legge 176/91. Da quel momento i diritti dei bambini e dei ragazzi sono Legge, obbligo dello Stato.

Noi festeggiamo con amarezza questa ricorrenza, a pochi giorni dall’approvazione da parte del Governo di un “Piano Infanzia” su cui abbiamo espresso in più sedi il nostro dissenso perché carente su punti a nostro avviso fondamentali:

mancano le risorse per attivarlo;

si ignora il tema della partecipazione, a parte un breve passaggio (nemmeno ben definito) sull’ascolto;

non c’è una chiara individuazione dei soggetti attuatori e di strumenti, tempi di realizzazione, attività di monitoraggio e di valutazione;

non si prevedono azioni orientate all’attivazione di “Patti generazionali”;

non si prevedono azioni rivolte ai minori stranieri;

manca la definizione dei livelli essenziali, definiti e garantiti, di tutti i servizi rivolti all’infanzia e all’adolescenza.

Nella società italiana è in atto un progressivo processo di emarginazione e ghettizzazione nei confronti dei ragazzi e delle ragazze, quasi una segregazione di stampo securitario, che propone luoghi, tempi e spazi protetti e isolati, perché il resto del mondo è ormai percepito come “fuori controllo”. Questo comporta una pericolosa deriva verso la logica esclusiva dei servizi per l’infanzia, considerati i soli a poter essere educativi. Noi pensiamo invece che la funzione educante dovrebbe poter essere svolta con competenza – dando a ciascuno il suo – da tutti gli attori adulti delle nostre comunità (dai vigili agli spazzini, dai nonni alle cassiere, dagli architetti agli amministratori locali, fino ai legislatori).

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L’Aquila chiama Italia. Macerie di democrazia. La manifestazione il 20 novembre

Sabato 20 Novembre Ore 14.00

si terrà a L’Aquila la manifestazione nazionale “Sos. L’aquila chiama Italia. Macerie di democrazia”.
Un’iniziativa di mobilitazione per denunciare che la ricostruzione è ancora ferma, che la crisi economica in città insieme al terremoto sta avendo effetti devastanti, con il rischio di un vero spopolamento del territorio. Il governo italiano sta riservando agli aquilani un trattamento fiscale incredibile chiedendo l’immediata e totale restituzione dei tributi non versati e trattando i terremotati alla stregua di evasori fiscali.

Il 20 novembre inizierà anche la raccolta delle 50mila firme necessarie alla presentazione delle legge di iniziativa popolare elaborata dai cittadini aquilani per la ricostruzione della città e per la prevenzione dei disastri ambientali e sismici. Diventa infatti fondamentale l’esigenza di una legge per la ricostruzione, visto che finora sono state varate solo ordinanze e nominati commissari che non rivestono cariche elettive.

E’ possibile aderire andando sul sito www.anno1.org

oppure scrivere a anno1aq@gmail.com

Per ulteriori informazioni telefonare a Valentina Roversi 06 41609274 348 1523222.

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Il 18 novembre in tutta Italia Giornata di mobilitazione per i diritti dei migranti

Le ingiustizie prodotte dall’incapacità del Governo di gestire le questioni legate all’immigrazione si stanno acuendo fino a produrre una vera e propria emergenza. Quanto accaduto in questi giorni a Brescia e Milano testimonia come l’ingiustizia di cui i cittadini stranieri sono vittime stia producendo disperazione ed esclusione.

Per questo motivo l’Arci assieme alla Cgil e a tante altre associazioni della galassia antirazzista promuove per giovedì 18 novembre una giornata di mobilitazione nazionale per i diritti dei migranti che vedrà decine di iniziative in tutta Italia per chiedere al governo e alle istituzioni competenti di intervenire sulla situazione di emergenza in cui si trovano migliaia di migranti che vivono e lavorano nel nostro paese. Le città coinvolte saranno tante e il programma sarà ricco e articolato: dai presidi davanti alle Prefetture in oltre 20 città (tra le quali Roma, Milano, Palermo, Genova, Bologna….) alle tavole rotonde, dalle assemblee pubbliche alle iniziative di volantinaggio e sensibilizzazione, saranno centinaia gli operatori, gli esponenti di associazioni, i cittadini che si attiveranno per dare visibilità a quella parte del paese che rifiuta lo scontro di civiltà e che chiede un futuro dignitoso per tutte e tutti.

Inoltre, l’Arci assieme alle altre organizzazioni promotrici della mobilitazione (Acli, Antigone, Asgi, Cgil, Cir, Cnca, Emmaus Italia, Fcei, Libera, Terra del Fuoco, Progetto Diritti onlus, Sei-Ugl) ha inviato una lettera al Ministro dell’Interno Roberto Maroni e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi per chiedere un incontro urgente con l’obiettivo di aprire un tavolo di trattativa che individui soluzioni serie per i cittadini stranieri, in particolare per quelli rimasti vittime delle truffe dilagate a seguito della sanatoria e della circolare Manganelli.

Nella lettera le associazioni individuano tra le priorità più urgenti la creazione di un percorso di emersione strutturale che offra a centinaia di migliaia di migranti la possibilità di uscire dalla schiavitù e dallo sfruttamento, una proroga del permesso di soggiorno per chi oggi ha perso il lavoro e fatica a reperirne uno nuovo, senza che incomba la minaccia di espulsione, un intervento sulla situazione di estrema difficoltà economica in cui versano gli sportelli unici per l’immigrazione, costretti a licenziare 1300 operatori che rappresentano oltre il 50% del totale degli addetti.
E’ arrivato il momento che la politica si assuma l’impegno di garantire giustizia a chi viene sfruttato sul lavoro e a tutti quei migranti rimasti fuori dalla regolarizzazione della Sanatoria-truffa, dando un forte segnale contro le nuove forme di schiavitù e contro ogni forma di discriminazione.

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Inserimento lavorativo delle immigrazioni qualificate provenienti dai paesi dell’Est Europeo

Tavola rotonda

Roma, 16 Novembre 2010  ore 16:00

CNR, Aula Marconi – P.le Aldo Moro 7

La Tavola rotonda è organizzata in occasione della presentazione del numero monografico della Rivista “Studi Emigrazione” n. 179, a cura di M. Carolina Brandi, “Le migrazioni qualificate dall’Europa dell’Est verso l’Italia”.

L’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali (IRPPS-CNR), nell’ambito di un Progetto del Consiglio Nazionale delle Ricerche (approvato dal CNR come “Ricerca a tema libero” nel 2008) e il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Torino, in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali – Ires Piemonte hanno svolto una “Indagine sull’inserimento lavorativo delle immigrazioni qualificate provenienti dai Paesi dell’Est Europeo”.

I due gruppi di ricerca a Roma ed a Torino hanno lavorato in maniera autonoma, con propri finanziamenti, ma sullo stesso argomento ed utilizzando per le interviste il medesimo questionario. L’obiettivo del lavoro era quello di studiare la collocazione di questi migranti nel tessuto produttivo e sociale italiano, con particolare attenzione al corretto utilizzo delle loro competenze, ai problemi connessi con il riconoscimento del titolo di studio ed all’accesso alle professioni.

I risultati di questo lavoro sono presentati in questo numero di Studi Emigrazione, nel quale sono stati raccolti saggi che riguardano un confronto tra i modelli interpretativi proposti da diversi autori e le politiche di accoglienza adottate dalle diverse nazioni riguardo alle migrazioni qualificate, un approfondimento sui problemi del riconoscimento nel paese d’arrivo dei titoli di studio ottenuti dagli immigrati in patria ed i risultati di una Indagine pilota (con il sistema CAWI) rivolta ai cittadini dei paesi dell’Est europeo ad alta qualificazione residenti in Italia.

Una copia del volume sarà distribuita ai partecipanti.

Per info:
c.crescimbene@irpps.cnr.it