Archive for 25 gennaio 2011

Tra le macerie della democrazia…Io sciopero!

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Mercoledì 26 Gennaio Ore 17.00 – 23.00

Circolo Arci Fanfulla 101

Via Fanfulla da Lodi 101 (Pigneto)

A due giorni dallo sciopero nazionale indetto per protesta contro i ricatti della Fiat, una serata d’incontro per i diritti e la democrazia.

Con i comitati aquilani, che presenteranno la legge di solidarietà nazionale

(qui trovate il testo integrale: http://www.anno1.org/uploads/assets//legge/legge_aq.pdf)

e con la FIOM.

Intervengono:
Canio Calitri, FIOM Lazio
Giuseppe De Marzo, Portavoce Ass. A Sud
Alfredo Fegatelli, FIOM L’Aquila
FIOM nazionale
Sara Vegni, 3e32 L’Aquila

Sono stati invitati:
Andrea Alzetta, Consigliere Comunale di Roma
Gianluca Peciola, Consigliere Provinciale di Roma

A seguire APERITIVO con PRODOTTI TIPICI AQUILANI

Ore 21.00

proiezione del film COMANDO E CONTROLLO di Alberto Puliafito/IK Produzioni

Durante la serata sarà possibile firmare la legge d’iniziativa popolare proposta dagli aquilani.

Sette giorni di mobilitazione per salvare l’informazione, lo spettacolo, la scuola, l’università e la ricerca

Una settimana di mobilitazione a Roma dal 24 al 29 gennaio

per convincere il Parlamento a fermare la devastazione che si sta compiendo ai danni del comparto culturale italiano. Reintegrando attraverso il decreto Milleproroghe, in discussione al Senato, il Fondo unico dello spettacolo almeno ai livelli del 2008, il Fondo per l’editoria come previsto dalla Legge di Stabilità, il tax credit e il tax shelter con durata triennale e contestualmente la loro estensione a tutto lo spettacolo dal vivo.

È quanto annunciano i rappresentanti di oltre 50 sigle appartenenti al mondo dell’informazione, dello spettacolo, dell’istruzione e della ricerca che si sono riuniti stamattina in un’affollata conferenza stampa nella sede dell’Fnsi. Al centro della denuncia, oltre agli scriteriati tagli di bilancio operati dal governo che mettono fra l’altro a rischio 95 testate giornalistiche in cooperativa, l’attacco ad alcuni luoghi-simbolo della vita culturale italiana: come lo storico cinema Metropolitan occupato ieri sera a Roma da oltre 200 lavoratori per protestare contro la sua trasformazione nell’ennesima boutique. O come gli studi di Cinecittà che potrebbero presto diventare un mega centro commerciale.

«A rischio, oltre al diritto dei cittadini ad accedere alla cultura e alla conoscenza garantito dalla Costituzione, ci sono centinaia di migliaia di lavoratori, spesso nemmeno riconosciuti, che vedono negata la propria professionalità e il diritto alla sopravvivenza» fa sapere il “Comitato per la libertà, il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo”. «E’ uno smantellamento che prosegue quello già operato durante questa legislatura nei confronti dell’università, della ricerca e della scuola pubblica. Dobbiamo rimettere al centro delle politiche governative un comparto che produce annualmente valore per circa 40 miliardi di euro e che incide per il 2,6% sul Pil».

Il Comitato ha annunciato inoltre la ferma determinazione a organizzare, al di là della settimana programmata, mobilitazioni diversificate e sempre più incisive finché non si otterranno risultati concreti e impegni precisi da parte del governo per un radicale cambio di rotta nelle politiche per la cultura.

Comitato per la libertà, il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo

Info: Beppe Gaudino, 3318555932,

movem09@gmail.com; gaundri@tiscali.it

Ufficio Stampa: Andreina Albano, 3483419402

albano@arci.it

Info:

ww.arci.it

Precario il lavoro, precaria la libertà, precaria la democrazia

Comitato per la libertà, il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo

Precario il lavoro, precaria la libertà, precaria la democrazia

Il mondo della cultura, dello spettacolo, dell’informazione, della scuola, dell’università e della ricerca si mobilita in difesa della Costituzione

Roma, Mercoledì 19 Gennaio, ore 10.30

INCONTRO CON LA STAMPA

Presso la Federazione Nazionale della Stampa, Corso Vittorio Emanuele 349

Gli scriteriati tagli di bilancio da parte del Governo che colpiscono la Cultura, lo Spettacolo, l’Informazione, la Scuola, l’Università e la Ricerca pregiudicano non solo settori che generano una fetta rilevante del PIL nazionale e occupano migliaia di lavoratori, ma anche il futuro stesso del Paese e della Democrazia.

Il risultato delle politiche di questi due anni è l’indebolimento di tutta la produzione culturale e artistica italiana, l’attacco alla libertà e alla pluralità dell’informazione, il ridimensionamento della ricerca e dell’università pubblica. Il decreto Milleproroghe, in discussione al Parlamento, anziché restituire risorse colpisce ulteriormente proprio quei settori, già in grave difficoltà, che la Costituzione protegge con enfasi.

Siamo convinti che anche il comparto culturale debba concorrere al processo di risanamento dell’economia nazionale, ma è necessario tener presente che esso rappresenta l’identità e il futuro del paese e che per questa ragione va promosso e sostenuto.

Mercoledì 19 gennaio, alle 10.30, presso la sede della Fnsi, in corso Vittorio Emanuele 349, a Roma, gli operatori di questo variegato mondo incontreranno la stampa per denunciare il proprio disagio e annunciare una serie di iniziative pubbliche.

Interverranno tra gli altri: Gaetano Azzariti, ordinario di diritto costituzionale all’Università La Sapienza di Roma; Gisella Belgeri, presidente del Cemat (Centri musicali attrezzati); il regista Emidio Greco; l’attrice Paola Gassman; Massimiliano Tabusi, ricercatore, della Rete29aprile; Roberto Natale, presidente della Fnsi. Modera Santo della Volpre, giornalista Rai.

www.arci.it

L’Arci esprime la propria solidarietà all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia per le provocatorie scritte naziste che hanno imbrattato i muri della sua sede nazionale

Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci

Si tratta di un atto vergognoso, che condanniamo con la massima fermezza.

Da tempo in Italia si assiste alla ripresa di una cultura di marca neofascista, che trae alimento anche dai ripetuti tentativi di fornire una lettura della storia del nostro paese in chiave revisionista, negando il ruolo della Resistenza e della lotta di Liberazione nella costruzione della nostra democrazia e della nostra Costituzione che su quei valori si fondano.

Purtroppo sempre più spesso le istituzioni dimostrano un’eccessiva tolleranza verso dichiarazioni, atteggiamenti o azioni che, in base alle norme vigenti, andrebbero invece perseguite e represse.

La memoria degli orrori che hanno segnato il novecento deve continuare a rappresentare un monito per quanti non accettano nessun arretramento sul piano dei diritti e della civiltà di questo paese. Da parte nostra ci impegniamo a mantener viva quella memoria e a vigilare perché nessuno possa ‘imbrattarla’.

www.arci.it

Promozione Teatro Parioli

 Dal 12 Gennaio 2011

La Baronessa di Carini

Un musical di Tony Cucchiara

Ispirato alla omonima leggenda popolare siciliana del XVI secolo, lo spettacolo nasce nel 1980 prodotto dal Teatro Stabile di Catania. Negli anni successivi è stato in tournèe nazionale e internazionale nei maggiori teatri.

La “baronessa” ardente gentildonna dei Lanza di Trabia, che, esiliata da Palermo per volontà del padre (la ragazza dava scandalo, pare),si invaghisce nel confino campagnolo di un suo avvenente cugino. Tresca segreta, naturalmente, fino a quando, per la spiata di un fraticello scandalizzato, il vecchio barone decide di “fare giustizia”.

Precipitata all’inferno (così la leggenda e così il musical di Cucchiara) donna Laura viene raggiunta dall’amante: ambedue destinati a farsi diavolesca compagnia per l’eternità.

Tutto questo viene allegramente raccontato tra balli e canzoni che ammiccano all’epica popolare e con felice ironia la traducono in Opera Rock, attraverso un’operazione che prende spassosa distanza dall’antico e si raccomanda ai gusti musicali di oggi.

PROMOZIONE SPECIALE SOCI ARCI

fino al 23 gennaio 2011

platea € 10,00 anziché € 22,00

balconata € 8,00 anziché € 14,00

 Per info:

Tel. 06.8073040/41

www.teatroparioli.it

Promozione Teatro Valle

In scena il monologo LA TERZA VITA

del regista cinematografico Vittorio Moroni

Vincitore della seconda edizione del Premio Siae.Agis.Eti per la drammaturgia contemporanea,  opera premiata in quanto capace di affrontare con sensibilità le tematiche sociali che percorrono l’anima del nostro Paese.

Al centro di una scenografia spoglia ed essenziale – un grande telo su cui appaiono immagini disegnate dal vivo, come richiamate da una memoria incerta e lontana – la tenace figura di Aisha, nata in un villaggio del Marocco che, prima eredita dal fratello prematuramente scomparso il privilegio di frequentare l’università, poi sposa Ahmed, con il quale inizia una nuova vita in Europa.

Dall’esperienza prima di donna, poi di madre, infine di vedova, inizierà per lei un profondo processo di trasformazione, un confronto inevitabile tra la propria identità culturale e la nostra società, tra l’antica condizione femminile di assoggettamento al maschio e la conquista del diritto di autodeterminare il corso della propria vita.


VENERDI 11 MARZO ORE 20,45

SABATO 12 MARZO ORE 20,45

DOMENICA 13 MARZO ORE 16,45

biglietti ridotti per i soci Arci

posto unico € 8,00

info e prenotazioni

066861180

www.teatrovalle.it

Speciale decreto flussi 2010/2011

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Domande al via dal 31 gennaio 2011.

I moduli per la compilazione disponibili dal 17 gennaio

Le informazioni, i consigli utili, i commenti, gli aggiornamenti, i documenti, le guide, le segnalazioni

In questi giorni che ci separano dal click day del 31 gennaio 2011 il Progetto Melting Pot Europa manterrà sempre aperta una finestra speciale ricca di informazioni, aggiornamenti, consigli utili e documenti sul decreto flussi per l’anno 2010 operativo nelle prossime settimane.

Inviate le vostre segnalazioni ed i vostri commenti all’indirizzo email

redazione@meltingpot.org

Attenzione!!! Le informazioni ed i consigli utili contenute di seguito sono fornite in attesa dell’emanazione di apposite circolari ministeriali che specificheranno in maniera più dettagliata le prcedure

Il presente articolo è in continuo aggiornamento.
Se copi sul tuo sito questa scheda, o la stampi, aggiornala continuamente con le novità e le precisazioni inserite quotidianamente.

http://www.meltingpot.org/articolo16151.html  

Gruppo d’acquisto solidale Fanfulla 101

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Nuovo gruppo di acquisto solidale per la città di Roma

Parte in questo mese di gennaio il nuovo Gas del fanfulla.  Per iscriversi basta scrivere all’indirizzo mail e si riceveranno tutti i listini con i prezzi e le istruzioni per pagare e ritirare la merce.

L’obiettivo è sostenere la produzione di alimenti biologici e minimizzare l’inquinamento provocato dal trasporto delle merci: tutti i prodotti del GAS  provengono dalla provincia di Roma o da zone immediatamente limitrofe e seguono il principio della filiera corta.

Il gruppo d’acquisto solidale si rifornisce di prodotti biologici da un’azienda agricola: singoli e famiglie si potranno unire per fare un ordine cospicuo e ammortizzare così le spese di trasporto.

Il prezzo, infatti,  è lo stesso dei prodotti che comunemente vengono acquistati al mercato ma la qualità è decisamente superiore.

Si può scegliere tra verdura, frutta, formaggi, uova, conserve, olio, miele, vino, succhi di frutta, yogurt. Presto anche carne.

Per info contattare l’indirizzo:

gasfanfulla@gmail.com

Roma c’è

13 Gennaio 2011

Acqua pubblica: Si della Consulta, adesso la parola ai cittadini

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La Corte Costituzionale ha ammesso due quesiti referendari proposti dai movimenti per l’acqua. A primavera gli uomini e le donne di questo paese decideranno su un bene essenziale. La vittoria dei “sì” porterà ad invertire la rotta sulla gestione dei servizi idrici e più in generale su tutti i beni comuni.

Attendiamo le motivazione della Consulta sulla mancata ammissione del restante quesito (quesito n. 2), ma è già chiaro che questa decisione nulla toglie alla battaglia per la ripubblicizzazione dell’acqua e che rimane intatta la forte valenza politica dei referendum.

Il Comitato Promotore oggi più che mai esige un immediato provvedimento di moratoria sulle scadenze del Decreto Ronchi e sull’abrogazione degli AATO, un necessario atto di democrazia perché a decidere sull’acqua siano davvero gli italiani.

Il Comitato Promotore attiverà tutti i contatti istituzionali necessari per chiedere che la data del voto referendario coincida con quella delle elezioni amministrative della prossima primavera.

Da oggi inizia l’ultima tappa, siamo sicuri che le migliori energie di questo paese non si tireranno indietro.

Info su:

www.acquabenecomune.org

La modernità di Marchionne: rinunciare ai diritti in cambio del posto di lavoro

 

Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci

Più che un accordo è un atto unilaterale imposto col ricatto quello su cui i lavoratori dello stabilimento Fiat di Mirafiori sono chiamati a pronunciarsi col referendum dei prossimi giorni. E’ inaccettabile che in un Paese civile e democratico le persone siano poste di fronte all’alternativa di dover scegliere fra perdere il posto di lavoro e rinunciare ai propri diritti, fra il diritto a lavorare e la dignità del proprio lavoro.

Un brutto accordo. Non solo per i molti punti discutibili che delineano un generale peggioramento delle tutele e delle condizioni di lavoro in fabbrica, annullando gli effetti del contratto collettivo nazionale. Ma soprattutto per l’inaudita pretesa di escludere le organizzazioni non firmatarie da ogni possibilità di esercitare la rappresentanza in fabbrica. Un atto discriminatorio che cancella il pluralismo sindacale negando ai lavoratori la libertà di scegliere da chi farsi rappresentare. Un vulnus ai diritti democratici, che pone seri problemi sul piano costituzionale.

E’ grave la scelta della Fiat di risolvere il rapporto con Confindustria per liberarsi dei vincoli posti dal contratto collettivo nazionale, un precedente destinato ad incidere pesantemente nel rapporto fra impresa e lavoro cancellando di fatto la storia delle relazioni industriali costruita in Italia dal dopoguerra ad oggi. E’ un salto nel passato, il ritorno ad un modello di produzione in cui non c’è posto per la soggettività sociale del lavoratore e per il suo ruolo attivo nell’organizzazione del lavoro.

E’ grave la sudditanza del governo di fronte all’arroganza e alla cecità imprenditoriale con cui il maggior gruppo industriale italiano pone la riduzione dei diritti come condizione per investire nel nostro Paese. Dove sta scritto che lavoro e sviluppo dovrebbero passare necessariamente per l’arretramento delle conquiste sociali, che per competere nel mercato internazionale l’unica strada sia quella di imporre ai lavoratori di accettare la perdita dei propri diritti? Non è questa la modernità di cui ha bisogno il Paese per risollevarsi. Non è questa la coesione a cui ci richiama il Capo dello Stato.
Si può salvare l’occupazione senza aggredire la dignità dei lavoratori. Si deve discutere di orari e organizzazione del lavoro, certo, ma anche di come elevare la competitività della nostra economia investendo sull’innovazione, sulla riconversione industriale verso produzioni sostenibili e di qualità. Guardare a ciò che si fa in altri paesi europei come la Germania.

Puntare sulla responsabilità collettiva delle forze produttive, sulla necessaria dialettica costruttiva fra lavoratori e imprenditori. Ma nella scelta autoritaria di Marchionne non c’è traccia di tutto questo. Quella strada non porterà i risultati economici promessi ma solo un inasprimento dei conflitti sociali, farà arretrare l’economia italiana e il Paese.
Se si usa la crisi per alimentare le diseguaglianze e annullare le conquiste sociali, è tutto il vivere civile che viene messo a rischio. Far leva sulla paura della disoccupazione e la preoccupazione del futuro per dividere i lavoratori è un disegno irresponsabile e pericoloso, perché mette in discussione il principio costituzionale del valore sociale del lavoro come base del patto di cittadinanza e della convivenza democratica.

Per questo esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori della Fiat e il nostro sostegno alla battaglia della Fiom e della Cgil, che non riguarda solo i diritti di una categoria di lavoratori, ma i diritti di tutti insieme ai principi fondamentali che stanno alla base della nostra democrazia costituzionale.

www.arci.it