Tutto il mese di febbraio si è caratterizzato per le grandi proteste contro le minacce e gli sgomberi della giunta Alemanno, arrivata ormai senza più proposte e soluzioni rispetto all’emergenza abitativa di migliaia e migliaia di persone rispetto al territorio romano.
Dopo la morte dei 4 bambini Rom avvenuta il 6 Febbraio in un insediamento precario non troppo distante dal centro di Roma, le iniziative di protesta contro la politica emergenziale portata avanti dal Governo e dalla giunta Alemanno si sono susseguite giorno dopo giorno, sostenute dall’Arci di Roma e che hanno visto la sua partecipazione:
Giovedì 10 febbraio si è svolta la conferenza stampa su Casilino 900, per denunciare il fallimento dello sgombero effettuato l’anno scorso. I Rom sono ancora in situazioni più precarie dell’accampamento di Casilino stesso, oltre ad aver perso tutte le relazioni costruite negli anni, compresa la scolarizzazione dei bambini e delle bambine. Sabato 12 febbraio un gruppo di Rom del Kosovo, sgomberati proprio da Casilino 900 ed alloggiati presso il Camping River , hanno simbolicamente occupato uno stabile a Tor Sapienza rivendicando il diritto alla casa. Il successivo giovedì 17 febbraio si è tenuta la Manifestazione al Campidoglio contro il piano nomadi e per chiedere soluzioni abitative migliori per le comunità Rom presenti da anni a Roma, alloggiate nei campi attrezzati o nascosti in accampamenti senza luce e acqua, a rischio continuo di sgombero. In tutte le iniziative, le comunità Rom hanno sostenuto e direttamente manifestato insieme alle associazioni romane.
Altro filone di iniziative, ma sempre legate all’emergenza romana rispetto all’assistenza, sono state le conferenze stampa e gli incontri di denuncia sulla situazione dell’ex ambasciata somala, residenza di circa 100 rifugiati dalla Somalia, completamente abbandonati al loro destino benché abbiano tutti i diritti di essere sostenuti dal Sistema di Protezione dei Rifugiati. I posti finanziati sono qualche migliaio, e la maggior parte delle persone con protezione internazionale non hanno l’assistenza di cui avrebbero diritto. Il Comune di Roma si distingue anche qui per proporre sgomberi senza fornire alternative alloggiative alle precarie condizioni in cui sopravvivono queste persone.
L’Associazione “A buon diritto Onlus”, di cui è presidente Luigi Manconi, segue tutta la situazione di emergenza alloggiativa di Roma, ed ha convocato una conferenza stampa lo scorso 23 febbraio per presentare l’esposto fatto alla Procura di Roma. Con questa denuncia, il Sindaco Alemanno è stato formalmente indagato per non aver garantito l’incolumità dei 4 bambini Rom bruciati il 6 febbraio nella baracca in cui vivevano.
Resta da capire cosa succederebbe se, come già minacciato, venissero sgomberati i 150 immigrati di varie nazionalità che vivono nella zona di Pietralata in baracche auto costruite. 2 pullman della polizia li hanno avvertiti qualche giorni fa che dopo 2 settimane sarebbero tornati e avrebbero distrutto tutto. Altre 150 persone per strada, a chi giovano?





