Archive for 28 aprile 2011

Venerdì 29 Aprile:H2O Turkish Connection. Il Tempo dell’acqua è arrivato!

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Dopo Il Nucleare Tocca All’acqua. Il Governo Teme Il Voto E Tenta Di Scippare I Referendum

Dopo il nucleare tocca dunque all’acqua. Ma se nel primo caso la moratoria, lunga o breve che sia, comporta per ora il blocco del progetto nucleare, nel secondo le cose stanno in modo molto diverso. Qui si vorrebbe, dando vita all’ennesima Authority per vigilare sulle tariffe, aggirare in modo sostanziale la volontà di quel milione e mezzo di cittadini che sono corsi a firmare la richiesta referendaria. La pensata del governo consisterebbe in questo: con un decreto che istituisce il nuovo organismo si vorrebbe aggirare sia la norma che è contenuta nella legge Ronchi, in base alla quale tutte le società pubbliche che gestiscono l’acqua devono arrivare entro l’anno a una partecipazione privata almeno del 40%; sia quella contenuta nel decreto legislativo 152 del 2006 ove si prevede che le tariffe siano definite in modo da garantire un guadagno per il capitale investito.

Secondo il progetto governativo, l’azione dell’Authority derubricherebbe a questione secondaria il carattere pubblico o privato delle società e d’altro canto introdurrebbe criteri di moderazione sulla remunerazione del capitale privato investito. Come si può facilmente constatare si tratta di un meccanismo assai debole, ma soprattutto truffaldino. Infatti in questione non è la congruità o la moderazione dei prezzi di mercato, ma la sua estromissione dalla proprietà e dalla gestione di un bene comune primario come l’acqua.

 

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Abbiamo visto Rom felici

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Abbiamo visto ruspe abbattere baracche di legno, plastica e pezzi di eternit.

Abbiamo visto uomini, donne e bambini, trascinarsi per le strade della città con carrelli e carrozzine carichi di tutti i loro averi.

Abbiamo visto famiglie preferire la strada alla separazione dei propri nuclei proposta dall’Amministrazione Comunale.

Abbiamo visto un popolo scappare dalla persecuzione e chiedere rifugio alla Chiesa.

Abbiamo visto la Basilica di San Paolo a Roma riempirsi di questi uomini, di queste donne, di questi bambini.

Abbiamo ascoltato il loro rispettoso silenzio nella Chiesa in cui si erano rifugiati.

Abbiamo ascoltato le vane promesse, le minacce, le false proposte.

Abbiamo ammirato l’orgoglio e la tenacia di un Popolo vessato che smetteva di subire, iniziava a resistere e rivendicava la propria Esistenza.

Abbiamo esultato quando si sono aperte le porte dei saloni di San Paolo.

Abbiamo visto giornalisti e telecamere illuminare e affollarsi intorno a chi per anni ha vissuto nel disprezzo e nell’invisibilità.

Abbiamo ammirato attoniti la tenacia dei rom nella loro lotta.

Abbiamo osservato i cancelli della Basilica chiudersi alla veglia di Pasqua e genitori di piccoli battezzandi rifiutarsi di entrare in una chiesa dove i rom venivano lasciati fuori.

Abbiamo perso la voce, ma mai la speranza, assieme ai tanti ragazzi e alle tante ragazze dell’Arpj, dell’Arci, dei BPM, di Stalker, del CSOA la Strada, di A buon Diritto e di tutte le associazioni e i movimenti che ci sono stati.

Abbiamo trascorso infinite ore di stallo in cui la speranza poteva cedere alla stanchezza.

Abbiamo ammirato la forza dei Rom non cedere alla stanchezza.

Abbiamo montato e smontato tende per ripararci dalla pioggia e dalla umidità.

Abbiamo ascoltato le parole di Don Franzoni davanti ai cancelli della Basilica.

Abbiamo fatto il pranzo di Pasqua tutti assieme.

Abbiamo urlato, riso,discusso, pianto, ci siamo arrabbiati e ci siamo abbracciati.

Abbiamo provato commozione di fronte all’evangelica forza della Comunità Cristiana di Base di San Paolo.

Abbiamo apprezzato la vicinanza del Papa e particolarmente il coraggio e la forza di Monsignor Feroci, della sua CARITAS e di Sant’Egidio che, in mezzo a più fuochi, hanno saputo resistere e hanno consegnato ai Rom la loro meritata vittoria.

Abbiamo creduto di potercela fare tutti assieme.

Abbiamo compreso il vero senso della Passione e della Resurrezione Pasquale.

Abbiamo compreso il senso della Liberazione.

Abbiamo visto uomini, donne e bambini, salire sui pullman con le dita in segno di vittoria.

Abbiamo visto vincere i Rom e, con loro, tutti quelli che, come noi, sono rimasti umani.

POPICA ONLUS

www.popica.org

Roma è anche dei Rom, sconfitto Alemanno

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Dopo tre giorni di dura lotta, Roma solidale trova le risorse per garantire una prima reale, dignitosa accoglienza alle famiglie Rom sgomberate durante la Settimana Santa dalla giunta Alemanno. Assicurare un tetto, l’integritá dei nuclei familiari e il diritto alla permanenza sul territorio sono le condizioni minime per le politiche necessarie di qualsiasi paese civile e democratico. Per questo, diamo atto alla Caritas e alla Comunitá di Sant’Egidio dell’impegno col quale hanno contribuito a costruire una soluzione che per la prima volta ha accolto le richieste dei Rom.

Il nostro auspicio é che le giornate di S. Paolo segnino la fine del cosiddetto PIANO NOMADI, prodotto della politica confusa e contraddittoria della giunta Alemanno, fatta di sgomberi e “sicurezza-spettacolo”. Le associazioni e i movimenti che hanno collaborato con le realtá di base e i singoli cittadini per la felice conclusione di questa lotta, vigileranno per contrastare qualsiasi sgombero. Buona Pasqua e buon 25 aprile, quindi, a tutta la cittá di Roma ed ai Rom in essa ospitati. Ricordando Vittorio Arrigoni, RESTIAMO UMANI!

Coordinamento Tre Giornate Rom a San Paolo

LE TRE GIORNATE DI S. PAOLO

22 Aprile

Ennesimo sgombero dei Rom a Roma, a cui l’ARCI ed altre associazioni assistono impotenti. 150 Rom rumeni abitano in baracche a via dei Cluniacensi, una strada periferica di quasi campagna, e si andranno a sommare agli altri centinaia di Rom sgomberati in vista della beatificazione di Papa Woityla. A qualcuno viene in mente di alzare la testa rispetto alla solita prova di forza del Comune, e tutti si dirigono verso la seconda chiesa più importante di Roma, la Basilica di S. Paolo fuori le mura. Si entra velocemente, i bambini inziano a giocare mentre le donne pregano: la comunità è di religione ortodossa, festeggerà la Pasqua domenica come i cattolici. Le associazioni mediano l’accoglienza dei Rom all’interno della struttura vaticana, saranno ospitati in un capannone. Alcuni circoli ARCI portano alimenti e bevande. Il Comune di Roma propone di ricoverare solo donne e bambini, i Rom non accettano la divisione familiare.

23 Aprile

Alcuni Rom escono dal capannone per fare la spesa. Mentre le associazioni arrivano, la sicurezza vaticana impedisce il rientro di chi è uscito. Giungono anche la stampa e le televisioni, che riportano fedelmente quando accadrà in queste 3 giornate. Organizziamo un pranzo pasquale all’esterno di S. Paolo con i Rom rimasti fuori. La sera piove, durante la veglia pasquale la polizia impedirà l’entrata in chiesa anche ai fedeli, hanno paura che i Rom esclusi occupino ancora la chiesa. Il Comune non permette di piantare 4 tende per riparare i bambini dalla pioggia. La Comunità di S. Paolo ospiterà i Rom per la notte.

Pasqua

Allestiamo il pranzo, mentre i romani porteranno pasta, salame, colombe, cioccolato. Gli avanzi vanno alla Caritas per i Rom rimasti dentro. La situazione è tesa, ma fino a che non si troverà una soluzione non ce ne andremo. Pochi provano a polemizzare, arrivano anche 2 giovanissime famiglie fasciste urlando contro noi ed i Rom, che reagiscono con orgoglio. Alle otto di sera, rientrano i Rom rimasti all’esterno, dei pullman li trasferiscono in una struttura della Caritas. A Roma esiste ancora la solidarietà: Alemanno è costretto a sospendere gli sgomberi dei Rom. Ricordando Vittorio Arrigoni, siamo restati umani. (C.Formica)

 

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25 aprile 1945, la Resistenza per una nuova Costituzione – 25 aprile 2011 la Costituzione per una nuova resistenza

Come ogni anno l’Arci e i suoi circoli saranno impegnati nelle celebrazioni del 25 aprile. Una data che assume quest’anno particolare significato per la coincidenza con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Mai come oggi, infatti, c’è bisogno di tornare ad attingere ai valori che animarono la Resistenza per ritrovare il senso della coesione e dell’unità del Paese attorno ai principi della sua Costituzione democratica.

A questo scopo l’Arci ha realizzato una piccola pubblicazione chiamata W la Costituzione, con alcuni degli articoli fondamentali della nostra Carta Costituzionale illustrati a fumetti, che verrà distribuita nel corso delle tante iniziative promosse dai comitati e dai circoli di tutta Italia.

Tra queste, a Reggio Emilia, presso il Museo Cervi, si terrà una giornata di festa dove partigiani, artisti, esponenti di associazioni e di istituzioni nazionali e locali, celebreranno questa importante data insieme a tutti coloro che non vogliono dimenticare i valori dai quali è nata la democrazia nel nostro paese.

Il programma completo su

http://www.arcire.it/news/25-aprile-casa-cervi

www.arci.it

RICARICult “Io di domenica mi ricarico di cultura!”

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 L’Arci di Roma ha aderito e promuove la campagna della Filcam CGIL

La Festa non si vende.

Dai primi di febbraio è partita una campagna nazionale per combattere la totale liberalizzazione delle aperture domenicali e festive nel settore Commercio, che peggiora le condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti del settore distributivo, la maggioranza donne, che non possono più conciliare il loro lavoro con la propria vita.

L’obiettivo è quello di programmare e definire un calendario di aperture domenicali con la collaborazione di istituzioni e associazioni di consumatori.

La campagna, che ha preso il via proprio da Roma il 16 febbraio 2011, toccherà varie regioni ed avrà il suo culmine con l’organizzazione di un evento a livello nazionale, a Firenze, il 1° maggio.

A Roma, dal 9 aprile, in occasione della prima tappa della Campagna “La Festa Non Si vende”, è stata lanciata la Ricaricult, Io di domenica mi ricarico di cultura”, una card di adesione all’iniziativa che sarà distribuita gratuitamente e che darà la possibilità di avere sconti e agevolazioni per  eventi culturali legati  alla rete dell’ARCI Roma.
Nelle prossime settimane la Filcams Cgil Roma Lazio organizzerà alcune giornate promozionali, durante le quali distribuirà gratuitamente circa 2000 Ricaricult ai consumatori che aderiranno alla campagna.

I possessori di Ricaricult potranno accedere a prezzo scontato in alcuni teatri e musei del circuito convenzionato con l’Arci Roma

Info su:

www.filcams.cgil.it

Spot:

http://www.youtube.com/watch?v=dmx7npUKIu0

 

Inoltre i possessori di Ricaricult numerate, che si presenteranno presso le quattro sedi dell’Arci Roma potranno ritirare, sempre gratuitamente, la tessera associativa ARCI che dà la possibilità di accedere a tutti i circoli di Roma.

Arci di Roma
Viale Giuseppe Stefanini n. 15
Tel 0641734712 – 0641734648 dalle 10 alle 19

Circolo Arci Babette
Via Fanfulla da Lodi n. 5 (zona Pigneto) dalle 10 alle 18

Circolo Arci Arcobaleno
Via Pullino 1, Roma (Zona Garbatella)

Circolo Arci 360°
Via degli Equi 57, Roma (Zona S. Lorenzo) dalle 20 in poi

 

 Le strutture convenzionate

Explora Museo dei Bambini di Roma

Bioparco

Libreria Mangiaparole

Libreria Pagina 272

Teatro Belli

Teatro dell’Angelo

Teatro dell’Orologio

Teatro Euclide

Teatro Parioli

Teatro Vascello

 

UNITI C’E’ PIU’ SENSO: la campagna 2011 dell’Arci

“Uniti c’è più senso”. E’ questo lo slogan della campagna di comunicazione che nei prossimi mesi accompagnerà l’iniziativa dell’Arci col compito di rappresentare l’identità e gli obbiettivi dell’associazione.

Da martedì 19 aprile, i video e le immagini della campagna, oltre che sui siti dell’Arci nazionale e di molti comitati regionali e territoriali, saranno pubblicati sui siti: repubblica.it; unita.it, il manifesto.it, vita.it, carta.org, il salvagente.it, terranews.it, novaradio.info, redattoresociale.it, liberazione.it, paneacqua.eu, valori.it, radiocage.it, radioarticolo1.it, radiolabo.it

Nell’anno dedicato al centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, dall’osservatorio privilegiato del suo insediamento sociale, l’Arci si sforza di leggere le trasformazioni del paese e vuole contribuire attivamente alla costruzione di un progetto che guardi al futuro.

Lo fa con cinque messaggi proposti da altrettanti testimonial, volti anonimi scelti fra i tanti che popolano l’universo dei suoi circoli. Per raccontare con poche e incisive parole il disagio di un’Italia che sta perdendo fiducia nel futuro, lacerata dalle divisioni e dalle ingiustizie, dal disagio sociale e dallo scempio dell’ambiente, preoccupata per la precarietà di tanti giovani, segnata dal vuoto culturale e dall’indifferenza. Ma anche per dire che crede nel futuro di questo paese perché ha fiducia nelle persone e nella loro capacità di riscatto. Per dire che dobbiamo ripartire dal nostro patrimonio di saperi e di culture, imparare a riconoscerci fra diversi e aprirci al mondo che cambia; trovare il coraggio di scommettere sui giovani, prenderci cura dei territori e delle comunità, tornare a praticare la democrazia. Ridare un senso a parole come libertà, diritti, giustizia sociale.

Soprattutto, questi messaggi ci dicono che dobbiamo provare a cambiare le cose se vogliamo ridare un senso alle parole: interrogarci sul tempo che viviamo, cercare le risposte e provare a praticarle insieme agli altri, con l’associazionismo.

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A Roma il 20 Aprile le proposte per rilanciare la Cultura

Abbracciamo la Cultura – Movem09 – Comitato dicembre010 – Comitato per la libertà e il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo

CONFERENZA STAMPA

LE PROPOSTE PER RILANCIARE LA CULTURA

Roma, mercoledì 20 aprile 2011, ore 10.30

Sala Santa Marta, Piazza del Collegio Romano 5

Abbracciamo la Cultura e Movem09 – Movimento Emergenza Cultura Spettacolo Lavoro, insieme al Comitato dicembre010 e al Comitato per la libertà e il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo (coalizioni che raccolgono più di 100 associazioni del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’informazione e della ricerca) presenteranno mercoledì 20 aprile le loro proposte per rilanciare il settore culturale, dallo spettacolo dal vivo alla tutela del patrimonio culturale e paesaggistico. Sarà l’occasione per commentare le recenti dichiarazioni programmatiche del Ministro Galan al Senato e i provvedimenti del Governo.

L’incontro, al quale sono stati invitati il Ministro Galan, le forze politiche, l’Anci e i componenti delle Commissioni Cultura di camera e Senato, si svolgerà alle ore 10.30 presso la sala Santa Marta in Piazza del Collegio Romano 5 a Roma. A moderare la conferenza stampa il giornalista Santo Della Volpe.

 

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Per Vittorio Arrigoni, umano giusto

Non c’è neppure stato il tempo di iniziare a mettere in fila le firme sul primo appello per la sua liberazione, che arrivavano a valanga nella notte da ogni angolo di Italia.

Vittorio Arrigoni è stato ucciso a Gaza, a trentasei anni, poche ore dopo il suo sequestro.
Ogni giorno per anni ci ha raccontato la lotta per la sopravvivenza di due milioni di persone rinchiuse nell’assedio, bombardate, affamate, umiliate.

Aveva scelto di stare all’inferno per aiutare a rompere il silenzio.

Aiutava con immagini e parole, indipendenti e imparziali come la vita vera, chi volesse raccontare la verità.
A parte pochissimi, nessuno guarda a Gaza. E’ diventata ormai un buco nero nella cronaca e nella politica.
Una gigantesca macchia oscura nell’etica e nella morale collettiva, impastata di indifferenza e di enormi complicità con l’orrore.

Vittorio è morto ammazzato. La sua morte oggi strappa il velo sulla Striscia e parla.
Che possa parlare davvero a tutti, Vittorio, anche ora che non c’è più.
Che semini ancora l’insopportabilità dell’ingiustizia, delle doppie misure, dell’ipocrisia in cui viviamo immersi.
Abbracciamo i familiari, l’International Solidarity Movement, gli amici.

Ringraziamo le autorità palestinesi che si sono adoperate per la sua liberazione
Siamo a fianco della popolazione di Gaza e dei giovani che si sono mobilitati per salvagli la vita.
Rinnoviamo l’impegno contro l’assedio, contro l’occupazione israeliana, per una pace fondata sulla giustizia.
Continuiamo l’azione politica, culturale e umanitaria per rompere l’isolamento di Gaza.
L’omicidio di Vittorio non sia utilizzato come ulteriore pretesto per impedire la presenza nell’area di volontari, cooperanti e testimoni.

Restiamo umani, ci ha sempre ripetuto Vittorio. A qualunque latitudine, facciamo parte della stessa comunità.
Ogni uomo, ogni donna, ogni piccolo di questo pianeta, ovunque nasca e viva, ha diritto alla vita e alla dignità.
Gli stessi diritti che rivendichiamo per noi appartengono anche a tutti gli altri e le altre, senza eccezione alcuna.
Restiamo umani, anche quando intorno a noi l’umanità pare si perda.

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Errori, ritardi e ingiustizie nella gestione dell’accoglienza. L’Europa non riconosce lo stato d’emergenza

Mentre continuano gli sbarchi e scoppia la rivolta nel centro di Lampedusa alla notizia dei rimpatri di massa, il governo italiano continua a ricoprirsi di ridicolo a livello internazionale.
L’Europa boccia il piano italiano, mentre il centro destra continua a recitare il ruolo della vittima con un approccio al problema dell’accoglienza esclusivamente propagandistico.
Dopo aver rifiutato di accettare le procedure concordate in ambito europeo, è davvero poco credibile mostrare adesso indignazione.
La scelta del governo di concedere la protezione temporanea, applicando quanto previsto dalla nostra legislazione, è stata giusta ma assolutamente tardiva. Si poteva tranquillamente evitare di sgolarsi urlando all’invasione, per concentrarsi invece sulla soluzione di un’emergenza che è divenuta tale solo per l’incapacità e la testarda chiusura del governo a soluzioni di buon senso.

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