Archive for 23 febbraio 2012

Sabato 25 Febbraio: Girnata nazionale di mobilitazione contro gli F-35

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Martedì 28 febbraio: presentazine del libro”Diario di un precario (sentimentale)”

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Senatori, giù le mani dall’acqua e dalla democrazia! Una mail urgente per l’acqua pubblica

Testo della mail da inviare:

Oggetto: Senatori, giù le mani dall’acqua e dalla democrazia!

 

Gentile Senatrice, gentile Senatore,

Le scrivo per denunciare il tentativo di cancellazione dell’esito referendario del 12 e 13 giugnoscorsi in atto presso la 10ª Commissione (Industria, Commercio, Turismo) del Senato di cui Lei fa parte.

Infatti diversi emendamenti presentati al c.d. decreto sulle liberalizzazioni, modificandone l’art. 25, tendono ad intervenire riproponendo di fatto l’obbligo alla privatizzazione della gestione del servizio idrico integrato. In particolare vorrei attirare la Sua attenzione su quegli emendamenti che cancellano l’esclusione del servizio idrico integrato dall’art. 4 del decreto legge 13/08/2011 n. 138, o che puntano ad escludere dal patto di stabilità interno le sole società c.d. “in house”, mantenendo invece sotto i vincoli sanciti da tale patto l’unica vera forma di gestione pubblica, quella esercitata tramite aziende speciali e consortili.

Il 12 e 13 giugno scorsi oltre 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione.

Con la presente intendo ribadirLe che a questo nuovo e grave attacco agli esiti referendari, io non ci sto!

Nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano. Un atto simile, fortemente lesivo dei principi fondamentali della democrazia, metterebbe ulteriormente in crisi il rapporto tra l’elettorato e i suoi rappresentanti, già molto deteriorato in questa fase storica: intervenire per salvaguardare l’espressione del voto popolare potrebbe invece cominciare a restituire quella fiducia che ormai troppi cittadini non sono più disposti a concedere ai propri rappresentanti politici.

Alla luce di queste considerazioni, che confido Lei condivida,

- chiedo con determinazione a tutte le Senatrici e i Senatori della Commissione Industria, Commercio, Turismo di non approvare quegli emendamenti che ripropongono la privatizzazione del servizio idrico integrato;

- chiedo a tutte le Senatrici e tutti i Senatori della Commissione Industria, Commercio, Turismo di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano;

- chiedo a tutte le Senatrici e tutti i Senatori della Commissione Industria, Commercio, Turismo di approvare solo quegli emendamenti che, escludendo dal patto di stabilità interno le aziende speciali, rendono più agevole una gestione pubblica e partecipativa dell’acqua, dando seguito alla volontà popolare chiaramente espressa con i referendum.

 

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

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Roma, 19 febbraio: manifestazione nazionale di solidarietà con il popolo siriano

Manifestazione nazionale per la Siria

Fermiamo il massacro degli innocenti

Roma, 19 febbraio 2012

Raduno in piazzale dei Partigiani a partire delle ore 12:00

 

A 11 mesi dall’inizio della rivolta siriana contro il regime di Bashar Assad la conta dei martiri caduti in nome della libertà mostra numeri davvero agghiaccianti: oltre 8.000 morti, oltre 500 bambini uccisi, centinaia di donne sequestrate, stuprate, torturate e uccise, madri di famiglia e ragazzine, oltre 150.000 persone rinchiuse nelle carceri per reati di opinione.

Quello che sta accadendo a Homs, Hama, Dar’a e in tutte le altre città siriane, è un autentico massacro: i carri armati sono nelle città e bombardano i quartieri civili, i cecchini sono postati ovunque e non permettono la circolazione di medicinali, generi alimentari, e beni di prima necessità.

Il popolo siriano è sceso in piazza pacificamente per chiedere il rispetto dei diritti umani: la vita, la dignità, la libertà. Si sta ripetendo un scenario già tristemente noto, quello esattamente compiuto 30 anni fa, nelle città di Hama con 30.000 vittime, per mano del padre e dello zio del dittatore attualmente al potere.

Non è stato fatto alcun processo né è stata espressa alcuna condanna né tanto meno è stata resa giustizia alle vittime innocenti.

La famiglia Assad firma stragi sanguinarie da oltre 40 anni, nella totale impunità e indifferenza mondiale, anzi la Russia ora si avvale del veto per fermare ogni eventuale risoluzione e lasciare scorrere tanto altro sangue!

Dobbiamo fermare la strage degli innocenti in Siria!

Per dire NO al massacro del popolo siriano, scendiamo di nuovo in piazza a far sentire la nostra voce e la voce di un intero popolo che chiede

Libertà,dignità, e diritto alla vita

Per info e adesioni:

libertasiria@yahoo.it

3490667464

www.arci.it

L’Italia sono anch’io: Dove firmare a Roma, da qui al 16 febbraio

DOVE FIRMARE A ROMA DA QUI AL 16 FEBBRAIO 2012

SOLO PER I RESIDENTI

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Lunaria

(dal lunedì al venerdì ore 10-18), via Buonarroti, 39 (traversa di piazza Vittorio Emanuele raggiungibile con la metro A).

Servizio Rifugiati e Migranti – FCEI

(dal lunedì al venerdì ore 10-16), via Firenze, 38 – 1° piano (metro A fermata Repubblica)

Arci nazionale

via Monti di Pietralata 16, ufficio immigrazione, dal lunedì al venerdì ore 10-16

Arci Roma

Viale Stefanini 15 metro b stazione di pietralata, lunedì-venerdì ore 11-18

CGIL

Via Ostiense 174, 14 febbraio ore  11- 16; 16 febbraio ore  14-17;

CGIL OSTIA

Via Isole Samoa 15, 15 febbraio ore 11-16

In via eccezionale sarà possibile firmare anche sabato 11 febbraio tra le 15 e le 18 presso la sede di Lunaria

Non si uccide così la libertà di informazione. Il manifesto deve continuare a vivere

Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci

Il manifesto in liquidazione coatta: una notizia che mai avremmo voluto sentire e che conferma quanto da tempo in tanti andiamo denunciando.

In Italia il pluralismo e la libertà di informazione stanno subendo un colpo pesantissimo. Non è più sufficiente parlare di ‘rischio’, come abbiamo fatto per mesi, illudendoci che il fondo per l’editoria, come era stato promesso, venisse almeno in parte ripristinato.

Dobbiamo purtroppo prendere atto che la volontà politica di assegnare le risorse indispensabili per consentire a più di cento testate di sopravvivere non c’è.

Hanno già chiuso giornali locali, ha chiuso Liberazione, e il manifesto si trova in una situazione difficilissima, forse la più drammatica della sua storia pur travagliata.

La nostra democrazia, già così malconcia, non può permettersi di perdere una voce che va considerata parte fondamentale del suo patrimonio storico e che ha rappresentato negli anni, per più di una generazione, un punto di riferimento politico, civile e culturale.

Il Governo non può aspettare. Deve intervenire adesso, in queste ore, dando seguito agli ordini del giorno approvati dal Parlamento, all’appello del Capo dello Stato, agli interventi dei sindacato dei giornalisti e di tutti coloro, associazioni o singoli cittadini, che da mesi denunciano gli effetti perversi dei tagli al fondo per l’editoria su un diritto costituzionalmente sancito.

Ci auguriamo che intorno alla vicenda del manifesto si determini la più ampia solidarietà, che si levi un’indignazione diffusa, che finalmente il Governo adotti quelle misure indispensabili per consentire a questo giornale e alle altre testate in crisi di continuare a vivere.

Da parte nostra chiederemo a tutta la rete Arci di dare, ognuno per quello che può e nelle forme che ritiene, un sostegno concreto perché questa voce non si spenga.

Campagna di obbedienza civile

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Applicare il referendum
Con la pubblicazione, in data 20 luglio 2011, del Decreto del Presidente della Repubblica n. 116 è stata sancita ufficialmente la vittoria referendaria e l’abrogazione della norma che consentiva ai gestori di caricare sulle nostre bollette anche la componente della “remunerazione del capitale investito”.

Se non saranno le istituzioni a far rispettare l’esito del referendum, saranno le cittadine e i cittadini a farlo. Per questo lanciamo la campagna di obbedienza civile: ovvero il rispetto della volontà popolare eliminando il profitto dalle bollette.

Perchè una campagna di “obbedienza civile”

 

La “remunerazione del capitale investito”, che ricordiamo, è pari al 7% della sommatoria degli investimenti effettuati nel periodo di affidamento al netto degli ammortamenti, nella generalità dei casi, incide sulle nostre bollette per una percentuale che oscilla, a seconda del gestore, fra il 10% e il 20%.

Il referendum era stato proposto per far valere un principio chiaro: nella gestione dell’acqua non si devono fare profitti! E la risposta dei cittadini (95,8% a favore della cancellazione del profitto) non lascia alcun dubbio sull’opinione, praticamente unanime, del popolo italiano. Oggi, a distanza di alcuni mesi, risulta che, in tutto il territorio nazionale, nessun gestore abbia
applicato la normativa, in vigore dal 21 luglio 2011, diminuendo le tariffe del servizio idrico. In altre parole tutti i gestori del servizio idrico italiano hanno ignorato con pretestuose argomentazioni l’esito referendario.
Questo non può essere accettato!
Perciò chiediamo a tutti i cittadini italiani utenti del servizio idrico di aderire alla campagna di “obbedienza
civile”.

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