MOSTRA ORTEGA – MATTATOIO EX MACRO

08/02/2018 - 22/03/2018 - Tutto il giorno

Mattatoio

Padiglione 9A

Luis Felipe Ortega. A Horizon Falls, a Shadow
A cura di Lucilla Meloni

Il Mattatoio ospita la prima esposizione personale in Italia di Luis Felipe Ortega (Città del Messico, 1966), che ha rappresentato il Messico (con Tania Candiani) alla 56.a Biennale di Venezia.

Attraverso una selezione di opere, tra video, fotografie, installazione, disegni, la mostra delinea la complessità della ricerca visiva dell’autore, tra i protagonisti di quella generazione di artisti emersa in Messico agli inizi degli anni Novanta, che ha fatto della multimedialità il fulcro del proprio procedere.

Le opere scelte per questa occasione segnano dei punti nodali nell’articolazione del suo percorso, attraversato, come una linfa sotterranea, da riferimenti tanto alla storia dell’arte, quanto alla filosofia, alla letteratura, alla poesia.

Entrando nello spazio espositivo si incontrano due opere della serie Horizons (2013-2017), che introducono il tema centrale dello sguardo, del punto di vista, di quell’ ”esercizio dell’osservazione” che sottende anche la serie fotografica Looking through Something that Appears to be Oneself (2001-2014) e che trova ulteriore compimento nel video Altamura (2016), posizionato alla fine del percorso.

Lavori che necessitano di una attenta, prolungata visione, come Horizons, dove il lapis compone le tonalità diverse di uno spazio reale quanto mentale; come Altamura, dove il paesaggio stesso è un luogo del pensiero, dove le immagini del video, accompagnate dal suono delle voci di poeti, scrittori e filosofi, scorrono lentamente quasi come fotogrammi, e hanno la qualità dei frammenti temporali. Looking through Something that Appears to be Oneself: 88 piccole stampe di 5 x 7 cm l’una, invita invece il visitatore a specchiarsi in quei minimi frammenti del reale.

La scrittura, per Ortega, di formazione filosofica e letteraria, ha un ruolo importante e di conseguenza i titoli che sceglie per le opere, siano essi evocativi o narrativi.

I 43 moduli che compongono Long Night in the Present (2016) sono dedicati ai 43 studenti di Ayotzinapa rapiti in Messico il 26 settembre 2014 e poi uccisi. Anche in questo caso assistiamo a una narrazione silenziosa, poiché per Ortega, che ha condiviso con la sua generazione, agli inizi degli anni Novanta, la volontà di voler partecipare ai processi democratici del suo paese anche attraverso la riappropriazione dello spazio pubblico e dell’opera collettiva, ogni opera è intrinsecamente politica.

Sto caricando la mappa ....