Una rete stabile del Terzo settore pronta a dialogare col Municipio su come e dove intervenire

 

Con una partecipata assemblea ospitata da un’associazione aderente all’Arci è entrato in dirittura Social community connection, un progetto dedicato al quartiere romano del Pigneto, da Arci Lazio Aps, NeXT Ats, nell’ambito di Comunità Solidali, un programma della Regione Lazio.

Nel corso dell’incontro è stata ricordata la lezione della pandemia. Il lockdown ha costretto cittadinanza e società civile a misurarsi con la chiusura di tutti i luoghi della socialità, spazi che si sono tornati a gremirsi non appena si sono allentate le misure di sicurezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Proprio in quei giorni la parte migliore del no profit si è messa a disposizione dei settori più fragili della città con azioni di mutualismo e volontariato. Le sedi che fino a poche settimane prima ospitavano eventi musicali e culturali si sono riconvertite in spazi per l’accoglienza dei senza dimora o per la distribuzione di mascherine e pacchi alimentari.

Il progetto è nato proprio per rispondere alla domanda di relazione stabile, strutturata, tra le reti dell’associazionismo e del volontariato e tra questi soggetti e i livelli istituzionali, emersa con forza in quei giorni. Il Forum del Terzo Settore,  il Csv si sono confermate come strutture trasversali, oltre la politicità classica, capaci dell’autorevolezza necessaria per confrontarsi con i municipi e le amministrazioni pubbliche.

Per questo il consorzio NeXT ha individuato due bisogni specifici. Il primo è quello di “misurare” il Terzo Settore, quali benefici e che tipo di impatto generano le associazioni. Per questo è stato elaborato uno strumento, NEXTINDEX, elaborato con i partner del consorzio anche in vista dell’entrata in vigore del Runts. Il secondo è un bisogno di amministrazione condivisa per eliminare il rischio di procedere solo per bandi, l’urgenza di superare le complessità della coprogrammazione (che, assieme alla coprogettazione, è uno dei cardini del Codice del Terzo Settore). Per questo il progetto lancia il Patto di rete di comunità per dare forma stabile alla coprogettazione e coprogrammazione di una serie di beni comuni del Municipio V, quello che comprende il Pigneto.

Social community connection si articola in 4 fasi: la mappatura (valutazione dei livelli di coesione e delle linee di progettazione), l’analisi qualitativa (con la somministrazione di un questionario a un campione mirato di cittadine/i), la formazione e l’accompagnamento delle associazioni al RUNTS, la sperimentazione dell’alleanza a partire dal patto di rete.

Questo municipio potrebbe vedere la nascita di un hub sperimentale e il progetto potrebbe poi svilupparsi a cerchi concentrici in altre tra le 18 aree (tra quartieri e zone urbanistiche) che compongono il complesso territorio del Municipio.

Al dibattito hanno preso parte non solo i circoli Arci del territorio ma anche altri soggetti della cooperazione e del volontariato, laiche o cattoliche, dentro e fuori il perimetro del Terzo settore e ciascuno a messo a disposizione il proprio know how condividendo un’esigenza di ritessitura di relazioni: Progetto Flex, Locus Aps, Noi Torpigna ODV, Genitori Scuola Toti, LuciOmbre, Progetto Flex_ Il cammino coop soc, Scuola Popolare di musica di Villa Gordiani, Caritas, Coop Nuove Risposte, Trenta Formiche Aps, Cdq Centocelle storica, La scuola che verrà_aps, Metro Core Aps, Fanfulla Aps, Flidon Ass. Culturale, Across Aps, Pianeta Sonoro Aps.

Da parte loro gli amministratori municipali, Edoardo Annucci (assessore ai fondi europei e regionali) e Filippo Riniolo (presidente della commissione Pari Opportunità) hanno ammesso che, nei mesi della pandemia, l’azione del Terzo settore ha supplito alle carenze della politica, e hanno ribadito che il progetto ricopre un valore politico in un contesto di crisi della rappresentanza. Per il governo del Municipio V, Social community connection è l’opportunità per una cessione di sovranità, per un approccio sistemico che, nel restituire senso alla politica, superando la logica delle consulte e la logica dei bandi che deforma l’azione stessa delle amministrazioni. La posta in gioco è un welfare di prossimità per intercettare le fragilità esplose dalla pandemia in poi.

Più in generale, Comunità solidali può creare le condizioni perché in V municipio nascano strumenti di coprogettazione-coprogrammazione per definire bisogni dei territori grazie al Patto di comunità.

Il prossimo incontro è in programma per il 7 dicembre, a seguire 13 dicembre, 9 gennaio ’23 e 16 gennaio 2023