Giusto e solidale, il futuro che ci piace

Arci Roma aderisce all’appello della Rete Genova 2021. Le nostre vite valgono più dei loro profitti. Apriamo una stagione di mobilitazione sociale contro le politiche del governo Draghi e i bla-bla-bla dei potenti della Terra

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Ci avevano detto che niente sarebbe stato più come prima, ma la pandemia non sembra aver insegnato nulla ai “potenti della terra”, ai governi, ai banchieri, ai grandi gruppi industriali e finanziari.

L’ambiente e i beni comuni continuano ad essere terreno di sfruttamento; le grandi imprese continuano a delocalizzare le produzioni, precarizzare il lavoro ed evadere le imposte; i diritti delle persone, a partire dalle più vulnerabili, continuano ad essere calpestati.

I negoziati internazionali tra i governi (G20, Cop 26 etc.) si chiudono senza decisioni per non cambiare nulla e intanto i paesi poveri rimangono senza vaccini né cure sanitarie; aumentano i conflitti armati scatenati per l’accaparramento delle materie prime, dell’acqua e dei suoli fertili; enormi territori diventano inabitabili a causa del surriscaldamento del pianeta, generando imponenti flussi migratori e mettendo a rischio numerose specie animali e vegetali; chi vive del proprio lavoro perde diritti e dignità anche nei paesi ricchi; le giovani generazioni vengono condannate alla precarietà.

L’Unione Europea e altri Paesi continuano ad opporsi alla sospensione dei brevetti sui vaccini in vista della riunione della WTO a fine novembre, quando tenteranno di forzare le regole per svendere agricoltura e servizi e silenziare i Paesi più poveri e quelli non allineati.

Nel frattempo, al confine fra Bielorussia e Polonia si consuma un’ennesima tragedia della migrazione e della Fortezza Europa, in Libia continuano le violenze e le torture, e le relazioni fra le potenze continuano a produrre riarmo, nuovi conflitti e nuova guerra fredda.

A livello nazionale, l’indirizzo del governo Draghi, fra legge di bilancio, manovra fiscale, legge sulla concorrenza, sblocco dei licenziamenti e degli sfratti, restrizione della libertà di manifestare e altri provvedimenti, propone una prospettiva feroce sul versante sociale, ecologico, del lavoro.

Dopo averci detto per decenni che le risorse per dare risposte ai bisogni fondamentali delle persone non c’erano e aver giustificato su questa base sacrifici, compressione dei diritti e demolizione del welfare, oggi i soldi improvvisamente li trovano, ma, in attesa di farli ripagare a noi ripristinando l’austerità, li investono interamente a favore dei ricchi e delle grandi imprese, senza nessuna attenzione alla giustizia sociale e alla transizione ecologica.

Destinano oltre 100 miliardi alle imprese senza richiedere alcuna condizione relativa alla sicurezza sul lavoro, alla tutela sociale e ambientale e senza mettere alcun argine alle delocalizzazioni, e intanto sbloccano i licenziamenti, generalizzano la precarietà ed evitano ogni possibile grande piano per creare posti di lavoro stabili e utili dal punto di vista sociale e ambientale.

Finanziano i settori dell’agro-business e i grandi produttori e intanto lasciano morire decine di migliaia di piccole aziende agricole e non incentivano le esperienze di lavoro contadino basate sull’agroecologia.

Destinano otto miliardi ad abbassare le tasse dei ricchi e intanto confermano e rilanciano la controriforma Fornero/Monti delle pensioni, attaccano il reddito di cittadinanza, provano a restringere le indennità per le persone disabili, lasciano decine di migliaia di persone senza un tetto dove abitare.

Parlano di transizione ecologica ma finanziano i combustibili fossili e le grandi aziende zootecniche, il consumo di suolo, le grandi e meno grandi opere inutili e devastanti e rilanciano il nucleare.

Affermano il contrasto alla pandemia e intanto non potenziano i servizi esistenti e ampliano la privatizzazione del sistema sanitario nazionale, anche approvando l’autonomia differenziata delle regioni ricche a scapito di quelle povere e del Mezzogiorno.

Privatizzano l’acqua, i beni comuni e i servizi pubblici locali e stravolgono la funzione pubblica, collettiva e sociale assegnata dalla Costituzione ai Comuni e alle città.

Parlano di pace e di comune destino e intanto le porte sono sempre più chiuse in faccia ai migranti, mentre aumentano le spese militari.

Parlano di eguaglianza, ma investono poco e niente sui diritti e l’autodeterminazione delle donne, sulle infrastrutture sociali e sulle diseguaglianze territoriali, mentre affossano senza vergogna i diritti civili, perpetuando logiche patriarcali.

E dopo aver allineato la grande maggioranza del Parlamento, pensano di risolvere il conflitto sociale con la restrizione della libertà di manifestare e di accedere allo spazio pubblico.

Non è questa la società per cui, nella pandemia, abbiamo fatto e stiamo facendo enormi sacrifici personali e collettivi. Non vogliamo tornare alla normalità, perché la normalità era il problema.

Ma niente cambierà se non ci facciamo sentire, se non ci organizziamo, se non convergiamo per alzare insieme la voce e schierarci contro questo sistema distruttivo delle persone e della natura e per una società diversa e più giusta, basata sul mutualismo e relazioni di reciproco rispetto fra donne, uomini, popoli, altri animali e con la natura.

I giovani sono in piazza per il clima e il futuro, le donne contro la violenza e per la rivoluzione della cura, i lavoratori per difendere occupazione, diritti e dignità. Uniamo le forze, difendiamoci insieme, torniamo a prendere in mano la nostra vita. Le alternative ci sono, vanno progettate e portate avanti insieme.

Diamo vita, in tutto il paese, a una stagione di mobilitazione sociale per combattere le politiche del governo Draghi e i bla-bla-bla dei potenti della Terra, per dichiarare la totale insostenibilità di questo modello economico e sociale e affermare dal basso la rivoluzione della cura per un’alternativa di società.

Contro l’incubo di una società interamente votata al profitto, insorgiamo per un altro futuro, giusto e solidale.

Percorso di convergenza per la società della cura

Rete Genova 2021

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Ddl concorrenza, privatizzare come se non ci fosse un domani

Il ddl concorrenza, ovvero come privatizzare tutto – acqua, trasporti, sanità ecc… – alla faccia di un referendum che aveva deciso il contrario: ripubblicizzare tutto. Da che parte stanno gli eletti a Roma? [Vito Scalisi]

 

Il ddl concorrenza di fatto impone la privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali senza eccezione alcuna. Non era mai successo in questi termini. E prevede una procedura farraginosa e punitiva per i comuni che intendessero mantenere in house i propri servizi: dovranno dimostrare anticipatamente e successivamente, periodicamente, il perché della scelta, sottoponendola al giudizio dell’Antitrust, oltre a prevedere sistemi di monitoraggio dei costi, mentre al privato gestore di servizi pubblici locali viene richiesta solo una relazione annuale. E si prevedono incentivi per favorire le aggregazioni sul modello delle grandi società multiservizi quotate in Borsa che diventeranno i soggetti monopolisti, con buona pace della concorrenza.

Tutto ciò senza che una sola delle privatizzazioni fin qui imposte abbia mantenuto le promesse di efficienza mentre ogni volta abbiamo subìto aumenti delle tariffe, investimenti insufficienti, diminuzione dell’occupazione, diminuzione della qualità del servizio e delle infrastrutture, mancanza di democrazia.

Il Governo Draghi e i partiti che lo sostengono dicono che “è l’Europa che ce lo chiede” per via della condizionalità imposta dalla UE (ma scritta da Draghi e Merkel) per accedere ai fondi del PNRR. In realtà è Draghi che ce lo chiede. Ricordiamo bene quel 5 Agosto 2011, poco più di un mese dopo i referendum su acqua e nucleare, quando l’allora Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, insieme al Presidente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet, scrisse la famigerata lettera al Presidente del Consiglio Berlusconi in cui indicava come necessarie e ineludibili “privatizzazioni su larga scala” in particolare della “fornitura di servizi pubblici locali”.

Ma così è una pietra tombale su ruolo, competenze, bilanci dei Comuni che diventeranno gli esecutori dell’esproprio della ricchezza sociale, dunque sono in pericolo i diritti essenziali delle persone e delle comunità. Alla faccia di tutte le promesse postpandemiche sul rilancio della sanità pubblica e dei trasporti.

Mentre le reti di giuristi si stanno muovendo per sollevare eccezioni di anti-costituzionalità e scongiurare almeno gli articoli peggiori, il Forum dei movimenti per l’acqua pubblica lancia una manifestazione a Napoli per il 20 novembre e la rete delle Città in Comune sottopone un ordine del giorno che i consigli comunali possono adottare. Perché il dl concorrenza è l’ennesimo schiaffo al referendum vinto sull’acqua e su tutti i servizi pubblici. Una misura che vanifica qualsiasi tentativo di usare la fase della ricostruzione post-pandemica per ricostruire welfare pubblico e partecipato. Arci Roma ha a cuore i beni comuni e i servizi pubblici e da sempre partecipa alle istanze per un nuovo welfare. Il mutualismo che ha visto i nostri circoli protagonisti durante la pandemia è un pezzo di quella rivendicazione. Un ruolo importante potranno giocarlo gli eletti a cui gran parte di questa città ha chiesto di voltare pagina. Da che parte si schiereranno?

Stiamo con Esc: finché c’è quella delibera siamo tutti sotto attacco

Un giudice civile condanna Esc a pagare 300mila euro di arretrati al Comune. E’ il teorema della 140, una delibera da cancellare [Vito Scalisi*]

Il cinema Palazzo è lì — sbarrato — ormai da un anno mentre San Lorenzo, il quartiere di Roma con una densità abitativa otto volte più alta della media metropolitana, è costellato da cantieri per altre palazzine. Gentrificazione, si chiama. Nessuno, a Roma, ignora ormai il suono sinistro di questo neologismo. Intanto una decisione del giudice civile di Roma rischia di cancellare 17 anni di autonomia e autogestione. Stiamo parlando di Esc, al 159 di via dei Volsci, unico caso, per ora, tra tutte le associazioni e gli spazi sociali di Roma di condanna a pagare l’intero canone di locazione e in forma retroattiva: tra 220 e 300mila euro, tra arretrati e spese legali, una somma inarrivabile per qualsiasi esperienza di autogestione. Il giudice non ha ammesso testimoni e non s’è nemmeno preso la briga di esaminare il voluminoso fascicolo che avrebbe dimostrato la caratura delle attività culturali e mutualistiche che Esc promuove e ospita fin dall’inizio della sua esperienza, dodici anni fa in uno dei tanti immobili pubblici lasciati vuoti. Al giudice è sembrato interessante solo l’estratto di un singolo verbale dei vigili urbani secondo cui all’interno dello spazio si suonava musica e si somministravano bevande. «Un verbale che non abbiamo mai potuto vedere e che, tra l’altro, è stato contraddetto da almeno due atti analoghi dei vigili urbani, ma di contenuto opposto», si legge nel resoconto su Dinamo Press.

I compagni di Esc lo hanno chiamato “il teorema della delibera 140”, lo strumento normativo utilizzato per disconoscere le attività sociali e culturali svolte negli spazi del patrimonio indisponibile assegnati dal comune e il conseguente abbattimento del canone di locazione a un quinto del prezzo di mercato.

«Alla fine di febbraio 2020, per senso di cura collettiva, abbiamo sospeso molte di quelle attività, senza attendere che lo Stato dichiarasse il lockdown», ricorda un comunicato dell’atelier autogestito. Anche allora Esc ha svolto un ruolo importante nella raccolta e distribuzione di beni di prima necessità insieme ad attiviste/i di altri spazi sociali e associazioni, tra cui noi di Arci Roma.

A questo quadro vanno aggiunte la notizia della messa all’asta dello spazio in cui opera Communia e l’attacco all’unico campo da calcio di quel quartiere, quello dei Cavalieri di Colombo in cui si allena l’Atletico S.Lorenzo, esperienza di calcio popolare.

La tempesta perfetta contro gli spazi sociali è scaturita da una delibera, la 140/2015, firmata da Ignazio Marino e Luigi Nieri, che ha spinto il dipartimento patrimonio a sconfessare le assegnazioni a canone sociale che il comune di Roma aveva concesso a centinaia di realtà: una miriade di lettere minatorie hanno chiesto a moltissime associazioni la restituzione dell’immobile e il versamento al 100% di tutti gli affitti accumulati. La scintilla era stata innescata dalla procura della Corte dei conti nel tentativo di invischiare il tessuto associativo agli scandali di affittopoli. Un tessuto di energie politiche e sociali tramutato in un banale “danno erariale”. Questo “teorema”, ratificato dalla delibera, è caduto, come ricordano i compagni di Esc, «sotto una raffica di sentenze della stessa Corte dei conti che ha sconfessato la sua procura e stabilito che per nessun motivo gli immobili di patrimonio indisponibile, in quanto destinati a uso sociale e culturale, possono essere locati a canone di mercato. Pertanto quelle richieste di denaro erano — e sono — assurde».

Nonostante la lunga mobilitazione degli spazi sociali e delle reti dell’associazionismo, gli anni del raggismo sono passati senza che fosse possibile una soluzione politica (e con colpi di scena spettacolari come lo sgmbero del Cinema Palazzo) e ogni spazio è stato costretto a un percorso giudiziario in solitaria che sconta anche la discrezionalità dei giudici con effetti diversi per i singoli ricorsi.

Per questo, Arci Roma — solidale con i compagni di Esc e con ciascuna realtà che opera sotto la medesima spada di Damocle — si batte da sempre per la cancellazione di quella delibera. Anche nell’interlocuzione con i candidati, durante la campagna elettorale, abbiamo scritto nero su bianco — e in rete con moltissime realtà associative — che la precondizione diventa riconoscere gli errori del passato incominciando, ad esempio, con l’abolizione della delibera 140 e deliberare definitivamente che il valore della cultura e del mutualismo è pari a quello economico facilitando il riuso efficace degli spazi pubblici inutilizzati. Scriviamo questo nel giorno in cui verrà presentata alla città la nuova Giunta capitolina. La città ha chiesto discontintuinità.

*presidente Arci Roma

 

Akkittate ritorna in strada

Riprende il progetto di Pianeta Sonoro dedicato ai senza dimora che ha coinvolto la rete dei circoli di Arci Roma

Presto ci sarà un’assemblea per confrontarsi sul progetto ma intanto Akkittate ritorna in strada «continuiamo ad essere comunità! – avvertono gli attivatori di questa esperienza nata nel circuito di ArciRoma messo in rete dal circolo Pianeta sonoro – l’idea è quella di cominciare portando un saluto ai nostri amici in strada. Ci piacerebbe essere in tanti, per contarci, confrontarci e condividere con voi i nostri progetti! L’idea è di uscire mercoledì sera per distribuire the caldo e biscotti.
Quello che vi chiediamo è di portare con voi la voglia di aiutare e ascoltare, poi se volete e ne avete la possibilità, anche biscotti e coperte da distribuire il giorno stesso».

Per diventare volontario c’è da compilare questo modulo. L’appuntamento è a Pianeta Sonoro, mercoledì 3 novembre alle 20.30 in via Casilina 196/a.

Akkittate! è un progetto di mutuo soccorso che fornisce assistenza e ristoro ai senza fissa dimora, con l’obiettivo di fornire il sostegno necessario a sviluppare opportunità di reinserimento nella società. Il contatore, dopo la prima fase di progetto spiega che 6400 sono i pasti distribuiti da 250 volontari e 30 realtà in rete. 500 le persone aiutate nella difficilissima fase segnata dall’irruzione della pandemia nella vita delle persone più deboli della nostra città. Il progetto è stato uno dei modi con cui il mondo di Arci Roma, con i circoli chiusi per covid ma anche con le possibilità di accoglienza limitate dalla pandemia, ha voluto partecipare all’ondata di mutualismo solidale che ha visto protagonista il terzo settore e l’associazionismo. Akkitate Arci Connection è stata la raccolta presso i circoli di Roma di cibo, vestiti, coperte, generi di prima necessita poi distribuiti ai senza fissa dimora.

Tutte e tutti possono partecipare anche solo con una donazione di materiali, alimenti o denaro. L’attività di volontariato si divide in diverse attività di gruppo: organizzazione di magazzino con i beni raccolti, la distribuzione di quanto raccolto e preparato in precedenza, attività di mercatino solidale, aiuto in cucina, attività di raccolta cibo, pronto intervento, accoglienza e organizzazione. Tutte le attività, ovviamente, vengono svolte in totale sicurezza e rispettando le norme Covid-19.

 

 

 

I diritti sono l’antidoto alle mafie. Rete dei Numeri Pari: faccia a faccia con Gualtieri

“Per cambiare Roma servono ascolto, partecipazione e diritti”: questo il titolo dell’assemblea pubblica che si svolgerà venerdì 29 ottobre dalle 17:30 alle 19:30 presso il teatro Quarticciolo

Organizzata dalle realtà sociali, sindacali e associative romane della Rete dei Numeri Pari, l’assemblea vuole rilanciare la necessità urgente di interventi strutturali per sconfiggere disuguaglianze e mafie in città, chiedendo subito un confronto permanente con la nuova Giunta capitolina, le elette e gli eletti della nuova Assemblea in Campidoglio.
Un confronto che deve essere fondato sul metodo della co-programmazione e della co-progettazione come previsto dalla sentenza 131 del 2020 della Corte costituzionale e dall’art.3 del Codice del Partenariato europeo, su ciò che riguarda la gestione dei fondi del PNRR.
Un confronto che nel merito si baserà sulle 33 proposte elaborate dalle 105 realtà sociali della Rete dei Numeri Pari su politiche sociali, lotta alle mafie, lavoro, abitare, accoglienza, PNRR e mutualismo. Proposte elaborate e condivise durante la pandemia attraverso incontri, assemblee pubbliche e approfondimenti che hanno coinvolto decine di migliaia di persone che vogliono essere ascoltate e partecipare al cambiamento della città.
Un altro metodo di lavoro e un confronto permanente tra istituzioni sociali e rappresentative è reso oggi ancora più urgente e necessario dell’astensionismo senza precedenti registrato in città e dal pericolo rappresentato dall’aumento dei clan e del welfare sostitutivo mafioso. La questione sociale è per le realtà della Rete dei Numeri Pari prioritaria, ma purtroppo continua a essere dimenticata o trattata in maniera sbagliata e fuorviante.
Da anni la Rete denuncia che le disuguaglianze non curate da politiche efficaci e innovative avrebbero fatto crescere mafie ed estrema destra. Si è verificato esattamente questo. Da tempo la Rete denuncia l’alleanza sul campo di organizzazioni criminali e forze di estrema destra. Da anni la Rete denuncia che nelle periferie l’assenza di servizi, lavoro, spazi sociali, trasporti, avrebbe portato a un esodo dei cittadini e delle cittadine dal voto. E non è possibile nemmeno più pensare che sia il mutualismo e la solidarietà organizzata volontariamente dal basso la strada per risolvere i problemi.
Per queste ragioni e per questi obiettivi le realtà della Rete dei Numeri Pari hanno invitato a confrontarsi durante l’assemblea del 29 ottobre il nuovo Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e gli eletti e le elette che ritengono siano queste le priorità e le modalità per cambiare Roma.
Perché per cambiare Roma servono ascolto, partecipazione, democrazia e diritti!

Culture diffuse: vogliamo un assessore glocal!

Ecco la lettera che Roma Culture diffuse ha spedito al neo sindaco, ai presidenti di municipio e a chi è stato eletto, con la quale si chiede un’amministrazione attenta, in ascolto e vicina alla gente e agli operatori: un’amministrazione glocal!

Roma è una città di culture diffuse elaborate, prodotte e distribuite da una molteplicità di soggetti della società civile che ogni giorno si battono contro il degrado del senso comune e agiscono controcorrente nelle crisi sociale, sanitaria, economica. Culture diffuse è una rete fra i più importanti coordinamenti delle arti radicati nel territorio. Alla vigilia delle elezioni ha lanciato un manifesto delle associazioni culturali romane per la rinascita culturale della capitale, risultante da un confronto nato già ai tempi del primo lockdown.

foto di CFFC Roma, realizzata il 14 settembre al Teatro Marconi, in occasione della presentazione del manifesto delle culture diffuse in un'assemblea a cui ha partecipato Roberto Gualtieri

Ciò che abbiamo purtroppo visto da parte dell’Amministrazione di Roma Capitale negli ultimi 20 anni, è stato immaginare come unica strategia possibile quella della realizzazione di grandi eventi, con la destinazione della quasi totalità delle risorse alle grandi istituzioni. Una eccessiva burocratizzazione dettata da un’abdicazione della Politica nei confronti della Corte dei Conti o, peggio, ancora un volersi nascondere da parte della Politica dietro i Bilanci. Una riduzione delle grandi Kermesse (Estate Romana in primis) a sagre di paese; un implemento economico e di potere eccessivo delle grandi Istituzioni Culturali, alle quali è stata assegnata anche la gestione del Capodanno; ed in fine il peccato originale: la mancanza di confronto ed ascolto.

Dalla nuova Amministrazione, per tutto ciò che è inerente le politiche culturali, ci aspettiamo discontinuità, perché nell’occuparsi di Cultura a Roma, fino ad oggi, non si è mai partiti da una esatta fotografia dell’esistente, dalla miriade di Associazioni Culturali del territorio, dalle centinaia di Spazi Teatrali, dalle migliaia di Scuole d’Arte.

Queste realtà svolgono una funzione insostituibile, insegnano ciò che l’istruzione pubblica ignora, diffondono quello che è escluso dai circuiti commerciali e di massa, hanno diritto che tutti si accorgano, una volta per sempre, che fra tutte le filiere quella culturale può essere la più ricca, la più moderna, la più sostenibile da una capacità nel rispetto dell’ambiente. Per iniziare ci aspettiamo che sia cancellato per sempre l’obbrobrio della delibera n. 140 e che sia stabilito una volta per tutte che il patrimonio immobiliare del Comune è a disposizione delle attività socio/culturali e del terzo settore, ed inoltre riteniamo indispensabile la riscrittura della delibera n. 82 del 07/11/2019 ( Regolamento per la concessione di contributi a sostegno delle attività culturali).

Detto questo, ci aspettiamo che finalmente interagiscano, tra di loro e con le forze del terzo settore, gli Assessorati alle Politiche Culturali, alle Politiche Scolastiche ed a quelle Sociali, per un piano di rinascita culturale della Città come strumento di prevenzione e di presidio del territorio e che il/la nuovo/a Assessore alla Cultura, che si sta insediando, sia vicino ai cittadini ed agli operatori culturali, sia affianco a loro, si metta in ascolto e non da una poltrona in una torre d’avorio ma stando in strada, nei vicoli, nelle piazze. Sappiamo bene che Roma deve riprendersi il lustro e la posizione internazionale che merita e che ha perso in questi anni ma sappiamo, altrettanto, che deve ripartire dalla propria gente… vogliamo un assessore glocal!

Per il coordinamento ROMA CULTURE DIFFUSE: ARCI ROMA/CO.R.S.A. Coordinamento Regionale Scuole d’Arte/ Fed.It.Art — Lazio/ Forum Nazionale per l’Educazione Musicale/ Forum Terzo Settore Lazio/ UTR Unione Teatri Roma


															

Giorni in piazza e notti rosse

29-30-31 ottobre: Arci Roma sarà nelle scadenze di convergenza contro il G20 mentre l’Angelo Mai ospiterà tre giorni di festa per il tesseramento ad Arci

Mentre i G20 saranno blindati alla Nuvola per decidere le sorti del mondo, Arci Roma — i suoi circoli, le donne e gli uomini che danno vita alle sue multiformi attività — sarà in corteo con tante e tanti altri soggetti della convergenza delle lotte per la giustizia climatica, sociale, di genere.

Il G20 è il summit dei venti governi più potenti del mondo, quei paesi che da soli fanno l’80% del pil mondiale, il 66% del commercio planetario e il 75% delle emissioni di gas serra. Sono gli stessi poteri che hanno determinato la crisi e la pandemia, che obbediscono ai Ceo delle multinazionali e, nel migliore dei casi, fingono di ascoltare le voci della società civile e della cittadinanza attiva quando, invece, non la reprimono e la criminalizzano.

Noi di Arci saremo in piazza il 30 ottobre, nel corteo che attraverserà Roma tra la Piramide e la Bocca della Verità, il giorno dopo saremo in assemblea al Teatro Garbatella per discutere su come proseguire il percorso della convergenza. Ma in quei giorni i nostri circoli saranno aperti per le prime notti rosse del tesseramento: la convergenza ha bisogno di spazi per la socialità e questo è il compito dei nostri circoli disseminati per la città.

Le prime notti rosse saranno all’Angelo Mai dove — il 29-30-31 — si svolgerà Balla e difendi, tre giorni di festa, musica e danza per incontrarci, attraversare gli spazi e rinnovare l’adesione all’ARCI.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

#nottirosse #G20

 

25 APRILE. APERTI E ANTIFASCISTI. SEMPRE.

25 aprile. Aperti e Antifascisti. Sempre.

L’antifascismo è una storia fatta di corpi, di gesti, di musiche, parole sancite nella memoria che ogni giorno rinnoviamo attraverso narrazioni, racconti e trasposizioni artistiche e culturali che attraversano spazi come i Circoli Arci. Dopo un lungo inverno di resistenza e mutualismo a causa delle chiusure, Arci Roma e i Circoli tornano finalmente a riprogrammare nel giorno che più ci rappresenta, quello della liberazione dal nazifascismo. Di seguito tutti gli appuntamenti:

ARCI ROMA APS

Arci Roma Aps, Anpi Roma

Strade di Liberazione: Arci aderisce all’appello dell’ANPI Roma per il 25 aprile e all’iniziativa “Strade di Liberazione”. Ci uniamo all’invito a tutte le cittadine e tutti i cittadini a deporre un fiore alle ore 16:00 sotto le targhe delle vie e delle piazze dedicate ad antifasciste/i e a partigiane/i. Un invito che rivolgiamo in particolare ai tantissimi Circoli Arci intitolati proprio alla memoria di partigiane/i, donne e uomini che hanno sacrificato la loro vita per la libertà e la democrazia.

 

Ore 10:30 Piazza di Porta San Paolo, Rinascere con la Costituzione, nessuna persona esclusa.

Commemorazione;

 

Ore 16:00 Deposizione di un fiore sotto le targhe delle vie e delle piazze dedicate ad antifasciste/i e partigiane/i.

SPARWASSER – NONNA ROMA – ARCI PIANETA SONORO – AKKITTATE – METRO CORE FANFULLA 5/a – CIRCOLO ARCI TRENTA FORMICHE

PIGNETO RESISTENTE -Gli appuntamenti del 25 aprile- Sulle tracce delle partigiane e dei partigiani, questo 25 aprile vogliamo continuare a praticare solidarietà attiva nel nostro quartiere, a costruire comunità, ben consapevoli che queste siano irrinunciabili, adesso più che mai. Per noi antifascismo è tutto questo: memoria e lotta, riflessione e impegno.

 

Ore 11:00 – 18.00 Circolo Sparwasser, via del Pigneto 215, Istallazione Mappa dei luoghi della resistenza del quartiere e distribuzione fiori agli abitanti del quartiere per omaggiare luoghi e volti della resistenza nel quartiere Pigneto- Torpignattara.

Raccolta alimentare con Nonna Roma e Akkittate. Raccolta generi alimentari e beni di prima necessità per chi ne ha più bisogno;

Info evento: www.facebook.com/events/829408924594729

Ore 11:00 Piazza delle Camelie, Combattiamo la paura, in piazza per la Liberazione;

Info evento: www.facebook.com/events/4073062556047324/

Ore 15:00 -19:00 Piazza Nuccitelli Persiani Una piazza del sapere e dell’editoria indipendente!

Coppa della liberazione, tornei di tiri a calcio, ping pong, scacchi

Chiacchierata Partigiana: in piazza per discutere insieme delle nuove forme di fascismo, delle insidie agite sulle nostre vite e delle pratiche di resistenza che costruiamo nei nostri territori;

 

Ore 20:00- 21:00 Giardino A. Galafati Proiezione serale collettiva.

 

 

ARCI PIETRALATA, RETE CIVICA CITTADINANZA ATTIVA DEL PARCO A. CAMPAGNA,

CONCETTO MARCHESI

Ore 10:00 Appuntamento in Via del Peperino (angolo Via Silvano): omaggio floreale da deporre sotto la lapide dedicata ai Martiri di Pietralata in ricordo delle persone cadute sotto l’oppressione nazifascita il 23 Ottobre 1943;

Ore 11:30 Appuntamento in Via del Badile: omaggio floreale da deporre sotto la lapide in ricordo di Caterina Martinelli uccisa dalla violenza fascista il 2 maggio 1944 durante un assalto al forno per cercare il pane per i suoi figli «io non volevo che un po’ di pane per i miei bambini non potevo sentirli piangere tutti e sei insieme»;

Ore 16.00 Appuntamento al Parco A. Campagna (ex Meda): raccolta delle istanze dei cittadini per il miglioramento e la vivibilità del Parco.

ARCI CANAPÈ

Ore 9:30 Deposizione corona di fiori sulla targa dedicata ai Partigiani in via di Donna Olimpia;

Ore 18:00 Presentazione del libro di Federico Raponi “Quando il fumo si dirada – momenti di una vita tra politica, arte e cultura partigiane.

L’evento sarà trasmesso alle sulla pagina facebook Canape’ APS

Info evento: facebook.com/canape.aps

ARCI BRANCALEONE

Ore 15.00 C.S. Brancaleone, via Levanna, 11, Ciclisti Resistenti.

Pedalata resistente che toccherà i diversi luoghi della memoria presenti nel terzo municipio. Appuntamento al C.S. Brancaleone muniti di biciclette. Sarà anche possibile fare il tesseramento ANPI 2021. In ognuno dei luoghi della memoria verrà fatta una lettura di brani o poesie legate alla Resistenza. Contestualmente le istituzioni municipali, come ogni anno, deporranno una corona di fiori alle quattro targhe dei martiri della Resistenza toccate dalla pedalata.

 

LE TAPPE:

 

  1. BRANCALEONE (sede ANPI III) – partenza ore 15.00
  2. Pietre di inciampo Agnini e Orlandi Posti, a Via Monte Tomatico e Via Monte Nevoso (adiacenti)
  3. Targa caduti di Montesacro – Via Maiella
  4. Targa Agnini – Piazza Sempione (municipio)
  5. Targa Agnini – Viale Adriatico (sala Agnini)
  6. Casa Valerio Verbano – Via Monte Bianco
  7. Targa caduti di Val Melaina – Via Scarpanto
  8. Parco Orsetti (arrivo)

 

Info evento: www.facebook.com/events/2527993974175382/

ARCI ARCOBALENO

Ore 11:00-13:00 e 16:00-19:00 via Pullino 1, La cultura è il vaccino contro i regimi totalitari Raccolta libri per l’apertura di sezioni per bambini e ragazzi.

VELLETRI (RM)

DOPOLAVORO FERROVIARIO

Ore 10:00 ARCI R/esistenza Deposizione di fiori e corone su targhe, monumenti e luoghi della memoria cittadini, aderendo all’iniziativa “Un fiore per la Resistenza” della rete antifascista Aurora.

 

Ore 15:00 Streaming del trio I Signori del Bando, Joe Ludovisi, Sami Nanni e Livio Salvatelli ci delizieranno con un concerto colloquiale, tra musica e poesia, rievocando un 25 aprile più coraggioso che mai. Sulla pagina FB del Dopolavoro Ferroviario.

 

Ore 17:00 Trofeo della Liberazione Festeggiamento di tre anni di attività della Palestra Popolare DLF.Dieci incontri di pugilato in collaborazione con la rete delle Palestre Popolari del Lazio.

In diretta sulla pagina FB della PalPop San Lorenzo.

Info evento: www.facebook.com/DLFdopolavoroferroviario

SEGNI (RM)

ARCI 33 CENTILITRI

Ore 11:00 Festa della Liberazione, liberi da ogni violenza, Circolo Arci 33 Centilitri aps via Traiana 2, Segni. Inaugurazione panchina rossa posta all’esterno del circolo.

 

Arrivano i Buoni! al via il servizio di acquisto e consegna beni di prima necessità di Arci Roma per Roma Capitale

E’ finalmente attivo il servizio di acquisto e consegna di beni di prima necessità a favore dei nuclei in difficoltà economica che, nei municipi IV, V e VI Roma Capitale ha affidato tramite bando di gara ad Arci Roma. Saranno i Circoli, tra cui Nonna Roma, e una serie di realtà sociali di quei territori ad effettuare la distribuzione di buoni e prodotti, alimentari e per l’igiene, per la prima infanzia e materiali per la scuola. In quattro mesi, fino a Giugno, verranno raggiunti circa 600 soggetti e nuclei familiari che affiancheranno e integreranno le liste di distribuzione già attive per un importo erogato dal Comune di Roma — Dipartimento Politiche Sociali pari a centosettantamila euro.

I dati che ci consegna l’Istat, sulla crescita della povertà in Italia nel 2020, sono drammatici: un milione di persone in più rispetto al 2019 per una cifra di quasi 6 milioni di famiglie in difficoltà economiche. Una crescita che rivela un settore sociale designato sotto il nome di “nuove povertà emergenti”, categoria amaramente generata dalla crisi del lavoro causata dalla pandemia.

In questo difficile anno Arci Roma ha moltiplicato le forze e intensificato il lavoro sul campo grazie all’impegno e al radicamento della rete dei nostri circoli.

Un impegno in atto già prima del covid con Nonna Roma, prima organizzazione di volontariato aderente ad Arci che, di fronte all’emergenza sanitaria, ha potuto contare sulla riconversione di molti spazi che prima dei dpcm svolgevano attività culturali e ricreative e che ora sono diventati veri e propri avamposti di solidarietà.

Con il servizio affidatoci dal Dipartimento Politiche Sociali continua l’impegno a sostegno di tutti i soggetti fragili e vulnerabili. Un lavoro che non cerca di arginare soltanto le difficili situazioni economiche ma cerca anche di allontanare gli spettri che accompagnano le povertà: emarginazione sociale, dispersione scolastica e l’accentuarsi delle disuguaglianze e della frammentazione del tessuto civile.

Qui tutte le info per richiedere l’attivazione del servizio

mail: arrivanoibuoni@arciroma.it

www.arciroma.it

 

Integra Corner: nuovo sportello in apertura

Dal giorno 2 marzo 2021 presso la sede di Arci Roma Aps sarà attivo l’INTEGRA CORNER del progetto SHUBH — Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020.

 

Il progetto è destinato a cittadini stranieri titolari di Protezione Internazionale — Asilo e Protezione Sussidiaria — fuoriusciti dal circuito dell’accoglienza — CAS o SAI (ex SIPROIMI, ex SPRAR) da non più di 18 mesi.

 

Le persone prese in carico presso l’INTEGRA CORNER saranno inserite in programmi di supporto all’autonomia socio-economica, nello specifico, saranno coinvolte nelle seguenti attività e servizi:

 

  • Bilancio di competenze;
  • Certificazione delle competenze;
  • Informativa e accompagnamento per pratiche amministrative presso i CPI (Centri per l’impiego);
  • Accompagnamento/inserimento in percorsi formativi professionalizzanti;
  • Laboratori per la ricerca attiva del lavoro;
  • Accompagnamento ai servizi socio-psico-sanitari;
  • Attività socio-culturali;
  • Accompagnamento inserimento scolastico dei minori;
  • Servizi di conciliazione vita-lavoro.

 

 

L’INTEGRA CORNER si trova in viale Giuseppe Stefanini n. 15 — Metro B fermata Pietralata — e sarà aperto il martedì dalle 14 alle 18 e il venerdì dalle 15 alle 18.

 

Il progetto SHUBH sarà realizzato con il partenariato di INCA, SUNIA, CGIL, AUSER

 

 

Per info e contatti:

mail: shubh.arciroma@gmail.com

tel. 0683652762