No al pinkwashing sionista: arriva No Pride in Genocide

Arci Roma, in collaborazione con BDS Roma, accoglie nei suoi circoli la quarta edizione di Queer Cinema for Palestine

Il 2 giugno alle 21:00 al Fanfulla, il 5 alle 20:00 al Magma e l’11 alle 19:30 al Writer Monkey di Monterotondo

 

Arci Roma, in collaborazione con BDS Roma, accoglie nei suoi circoli la quarta edizione di Queer Cinema for Palestine «No Pride in Genocide», un evento cinematografico globale co-organizzato dalla Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI). E’ un gesto per noi conseguente, dentro una mobilitazione permanente a fianco delle resistenze del popolo palestinese, nell’internità alle riflessioni anticoloniali che attraversano il dibatto del movimento LGBTQI+. Il miglior modo per rispondere al pinkwashing sionista che in prossimità del pride si manifesta ancora potendo godere della complicità dell’apparato politico e mediatico che sostiene anche in Italia i piani genocidiari dello Stato di Israele.

La quarta edizione di QCP, infatti, invita le organizzazioni di base, di solidarietà e artistiche di tutto il mondo a ospitare, nel corso del mese di giugno 2026, le proiezioni di un eccezionale programma di cortometraggi curato collettivamente.

Spiegano i promotori che «Israele continua a tentare di strumentalizzare le identità di persone queer e trans per giustificare il suo genocidio contro i palestinesi, compreso l’omicidio, il ricatto e l’imprigionamento di palestinesi queer e trans. Di conseguenza, QCP si terrà nel mese di giugno 2026, mese in cui in molti paesi del mondo si celebra il Pride. Lo facciamo per ribadire il nostro rifiuto del pinkwashing israeliano. Il programma di quest’anno si concentra sul lavoro di artisti queer, palestinesi e solidali, provenienti da diverse realtà locali, dalla Palestina storica e dalla diaspora, e che abbracciano identità, approcci, stili e generi diversi, al fine di mettere in luce il ruolo dell’arte nella resistenza e nella lotta per la liberazione».

Queer Cinema for Palestine è nato come spazio etico alternativo per i registi che hanno ritirato o rifiutato di mostrare le loro opere al TLVFest LGBTQ Film Festival, sponsorizzato dal governo israeliano. «Negli ultimi sei anni, centinaia di registi hanno manifestato la loro solidarietà in risposta all’appello al boicottaggio lanciato dai palestinesi queer e trans. Mentre Israele continua il suo genocidio e la pulizia etnica a Gaza, in Cisgiordania, in tutta la Palestina storica e in tutta la regione, condanniamo questa violenza e l’ordine in cui la forza fa da padrona, e siamo solidali con i palestinesi».

Qui il programma completo

Film Program – Queer Cinema for Palestine 2026

Torna la Festa dei circoli di Arci Roma!

Di gioco e di lotta: 85 circoli, più di 90mila socз, 5 giornate di festa, 6 concerti live, 10 dibattiti, 4 documentari, stand up, dj set, laboratori artistici e musicali.

Ecco il programma della seconda festa di Arci Roma, spazio aperto alla cultura dal basso e alle sinistre politiche, sociali e sindacali della città. Dal 25 al 29 giugno al Parco Marta Russo di Labaro

Dal 25 al 29 giugno torna la festa di Arci Roma e dei circoli. Dopo la prima edizione, Arci Roma Fa Rumore, l’appuntamento annuale lascia la location di Parco Piccolomini per spostarsi decisamente in periferia e riaprire lì uno spazio “di gioco e di lotta”, fruibile da tuttз e aperto al confronto fra le sinistre sociali, sindacali e politiche della città.

Siamo fatti di gioco e di lotta, infatti, è il titolo di questa seconda edizione che si terrà nella cornice del Parco Marta Russo, nel quartiere Labaro, facilmente raggiungibile con la Ferrovia urbana Roma Viterbo.

Per cinque giornate lз socз degli 85 circoli dell’area metropolitana daranno vita a panel, dibattiti, laboratori e spettacoli coinvolgendo artistз e protagonisti della scena politica e delle vertenze sociali sui temi cari alla storica associazione ricreativa e culturale che, tra la città e la provincia, conta oltre 90mila iscrittз che ogni anno producono concerti, spettacoli dal vivo, corsi di teatro, musica, danza, cineclub, fotografia, intervento sociale, pratiche di mutualismo, educazione extrascolastica, laboratori dedicati a ogni fascia d’età.

Una comunità multiculturale e intergenerazionale, fatta di gioco e di lotta, capace di esprimere con ogni linguaggio artistico la propria idea di città polifonica, conflittuale, antipatriarcale, pacifica, solidale, ambientalista e anticoloniale.

i dialoghi

In un momento storico drammatico contrassegnato da un lato dalla combinazione micidiale tra genocidio in Palestina, escalation in Medio Oriente, riarmo europeo e cambiamenti climatici e dall’altro, dall’erosione dell’agibilità democratica determinata dal modello Giubileo applicato a Roma da Meloni, Gualtieri e Rocca, non potevano non essere protagoniste degli spazi di dibattito le tante vertenze territoriali per l’ambiente, le mobilitazioni a fianco della popolazione palestinese, le rivendicazioni di chi opera nella produzione di cultura, le battaglie transfemministe. Il festival, ancora più della prima edizione, promette di essere uno spazio inclusivo ma interdetto a ogni forma di fascismo, razzismo e discriminazione. Una delle giornate, quella del 27 giugno sarà dedicata ai temi delle migrazioni e della cittadinanza in collaborazione con i progetti SAI-AIDA di Roma e Monterotondo.

 la musica

Il programma musicale riflette le scelte artistiche dei circoli, sideralmente distanti dal mainstream e attenti a forme, contenuti e stimoli provenienti dalle controculture, dai territori e dai mondi delle autoproduzioni. Ne è scaturito un cartellone vivace e articolato che propone progetti italiani e internazionali dai pionieri della cumbia made in Italy, Los3Saltos, ai maghi colombiani della rumba digitale, Ghetto Kumbé; dall’originale ibridazione di Fucksia tra dj set e live experience fino al punk eccentrico dal New Jersey di Ron Gallo, per finire in bellezza con il reggae della Wogiagia crew e i fiati di Mefisto Brass LIVE street band milanese che di definisce “Sound System a Energia Polmonare”.

i laboratori

Da segnalare, i laboratori organizzati da alcuni circoli e scuole di musica del circuito Arci: la proposta di Danza Afro Contemporanea curata da Ashai Lombardo Arop col circolo Fivizzano e i saggi di IMusicschool Rome nella mattinata del 28 luglio e, il giorno appresso, di Centro Ottava. Nel pomeriggio della domenica, a partire dalle 17:30, la possibilità di lezioni aperte con pattini e skateboard nella zona palco in compagnia di skater esperti del circolo Arci Trick Track di Pomezia.

la socialità

La trattoria e la mescita sociale riprodurranno l’atmosfera di socialità dei circoli con estrema attenzione all’impatto ambientale della festa a partire dalla messa al bando dei prodotti sotto boicottaggio da parte delle campagne contro sionismo e colonialismo e della plastica nelle bottiglie e nelle stoviglie. Prodotti e bevande verranno proposti anche sulla base dell’attenzione dei produttori alla sostenibilità socio-ambientale degli ingredienti e delle filiere. Naturalmente sarà disponibile solo acqua pubblica e gratuita.

 

Potere alla parola – Programma dei panel

Mercoledì 25 giugno

18:00 – 18:45 PALCO B

I Saharawi: una storia per l’autodeterminazione

con Fatima Mahfud, rappresentante in Italia del Fronte Polisario; Gianluca Diana, giornalista e scrittore; Valentina Roversi, Rete Saharawi.

19:00 – 20:00 PALCO B

Palestina, il Genocidio sotto Traccia

Con con Walter Massa, presidente nazionale Arci, Moni Ovadia, Hamdi AlHaroub (regista); Maya Issa, presidente del Movimento Studenti Palestinesi; Palestine Chronicle, Vito Scalisi, presidente di Arci Roma

20:15 – 20:50 PALCO A

Perché qui, perché ora: ciao Labaro

con Daniele Torquati, presidente del Municipio Roma XV; Luigia Chirizzi, assessora LL.PP Municipio Roma XV; Gaetano Seminatore, segreteria romana Pci; Stefania Piccinnu, presidente Arci No Problem; Vincenzo Pira, Comitato di Quartiere Labaro.

 

Giovedì 26 giugno

18:00 – 18:30 PALCO B

Presentazione di FestA! Il Manifesto dei festival promosso da Arci

con Marco Trulli, responsabile Cultura e Giovani di Arci Nazionale

 

18: 30 – 20:00

La città della notte.  Coprogettare e coprogrammare il tempo e gli spazi delle culture

con Marco Trulli, responsabile Cultura e Giovani di Arci Nazionale; Erica Battaglia, presidente Commissione Cultura Roma Capitale; Tatiana Marchisio, assessora politiche culturali Municipio Roma XV; Claudio Cippitelli, sociologo; Raniero Pizza, direttore artistico Monk Club; Tommaso De Angelis, Zalib-Centro Giovani; Daniela Lebano, delegata Arci Roma, Francesca Coleti, responsabile Terzo Settore Arci Nazionale; conduce Leonardo Zaccone (Sveja)

 

Venerdì 27 giugno

Cittadinз del Mondo. Arci Roma per la Giornata del Rifugiato

in collaborazione con i progetti SAI-AIDA di Roma e Monterotondo

18:30 – 20:00 PALCO B

Dall’accoglienza alla cittadinanza – siamo tuttз migrantз

Modera Annalisa Camilli, giornalista; Mattia Fonzi (Openpolis) presenta il report “Accoglienza al collasso. Centri d’Italia 2024”, con Agnese Rollo, assessora politiche sociali Municipio Roma XIV; Anci Lazio; Valerio Tursi, presidente Arcisolidarietà; Francesca De Masi, presidente cooperativa Be Free; Sara Grimaldi, coordinatrice progetto Sai-Aida; Marta Bonafoni, segreteria Pd; Alberto Grandi, docente di Storia del Cibo; Antonio Maurizio Loiacono, storico, specializzato nella presenza araba e nei rapporti interculturali e interreligiosi nell’Italia meridionale altomedievale; Papia Aktar, delegata alle politiche sulle migrazioni di Arci Roma

Sabato 28 giugno

19:30 – 20:30 PALCO B

Milano-Roma, due modelli, una sola risposta: resistenza!

con Alvise Tassell (Ecoresistenze Milano); Rocco Spinelli (Milano Città Pubblica); David Di Bianco (Coord Tavoli del Porto Fiumicino); Giancarlo Storto (Carteinregola Roma); Michele Itasaka (Comitato Si al Parco, Si all’Ospedale, No allo Stadio – Roma); Comitato San Siro Città Pubblica – Milano; Giuseppe Libutti (Coordinamento Caio); Barbara Manara, delegata Pace e pianeta Arci Roma.

20:30 PALCO B

Il Prezzo Che Paghiamo – DOCUMENTARIO

Scritto e diretto da Sara Manisera, prodotto da Greenpeace e ReCommon, Italia 2025, 37’

a seguire dibattito con Diletta Bellotti, L’Espresso; Felice Moramarco, Greenpeace Italia; Eva Pastorelli, ReCommon; Luca Manes, ReCommon

 

Domenica 29 Giugno

18:00 – 19:00 PALCO B

Non si calpesta l’erba. Stili di vita, lavoro, e salute nel mirino del proibizionismo

con Matteo Mantero, autore di “Una pianta ci salverà. Storia virtuosa della canapa”; Chiara Lo Cascio (Canapa Sativa Italia), Leonardo Fiorentini (segretario di Forum Droghe) modera Paolo Occidente (Pot Radio)

19:30 – 20:45 PALCO B

Repressione, ossia il riarmo visto dal fronte interno

con Paolo Di Vetta (Movimenti per il diritto all’abitare), Linda Meleo (M5s Roma), Valerio Zaratti (Europa Verde Roma), Luca Blasi (Rete A Pieno Regime), Eliana Como (minoranza Cgil-Le radici del sindacato), Daniele Leppe (giurista), Beatrice Gamberini (Pap), coordina Gianluca Cicinelli (direttore Diogene Notizie)

 

Il cartellone – programma degli spettacoli

INGRESSO SEMPRE GRATUITO

 

Mercoledì 25 giugno

21.00 PALCO A

Nazra Palestine Short Film Festival – cortometraggi

due pellicole centrate sulla vita e la resistenza delle donne e dei giovani palestinesi
The Poem We Sang – BEST EXPERIMENTAL SHORT FILM 21.30 diretto da Annie Sakkab, Palestina 2023
Mate Superb –  BEST DOCUMENTARY SHORT FILM 22.30 diretto da Hamdi AlHaroub, Palestina 2013

21.30 PALCO A

No Other Land – FILM

diretto da Yuval Abraham, Basel Adra Hamdan Ballal, Rachel Szor, Palestina, Norvegia 2024

La storia di amicizia tra l’attivista palestinese Basel e il giornalista israeliano Yuval. Ha vinto un premio ai Premi Oscar e ha ottenuto una candidatura al Festival di Berlino

Giovedì 26 giugno

21:30 PALCO A

Los3saltos cumbia

Pionieri della cumbia made in Italy, dosano in maniera fresca e spontanea la scrittura dei testi in madre lingua alla mescolanza di ritmi trascinanti, dando vita ad una formula del tutto nuova nella scena musicala italiana in cui la cumbia e le sue derivazioni divengono un potentissimo mezzo per declinare la propria “occidentalità”. Ad oggi i Los3saltos sono arrivati al traguardo del quarto disco “Temporada”. Dall’inizio del 2017 Los3saltos è parte integrante dell’Istituto Italiano di Cumbia, progetto fondato e capitanato da Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti e prodotto dall’etichetta indipendente La Tempesta, che ha portato parte del gruppo romano ad esibirsi su alcuni dei palchi più importanti d’Italia sia nei grandi festival che in prestigiosi club.

22:30 PALCO A

Ghetto Kumbé Afro-futuristic Electro Caribbean

I famosi cantanti e percussionisti “maghi” colombiani, evocatori degli spiriti pagani della rumba digitale faranno tappa a Roma alla Festa dei Circoli Arci Roma durante il loro sesto Tour europeo. Un potente mix di ritmi elettronici caraibici, tradizioni afro-colombiane e dell’Africa occidentale.
I Ghetto Kumbé sono il punto d’incontro di 3 grandi musicisti della costa caraibica colombiana. Melodie africane e colombiane incontrano tamburi, ritmi, ed elettronica di stampo Tech/House.
I Ghetto Kumbé sono creatori di paesaggi sonori afro-futuristi. Il punto di forza dei GHETTO KUMBÉ è ovviamente il live grazie anche alla loro originaria identità visiva, fatta di maschere etno-futuristiche fluorescenti, visual abbinati ma soprattutto un sound potentissimo, un rituale di ballo che viene dal passato e proiettato nel futuro.

Venerdì 27 giugno

21.30 PALCO A

Stand Up/ Rassegna Stampa Non Richiesta

un monologo tragicomico di e con Le Recensioni non Richieste

Le Recensioni non richieste, autore di satira, psicologo, gay, transfemminista, cofondatore del progetto di queer comedy “Fraciche”.

22.30 PALCO A

Fucksia HYBRID LIVE – DJSET

Le Fucksia sono una band Italo brasiliana formata da Mariana Mona Oliboni, Marzia Stano e Poppy Pellegrini. Transfemministe e queer, sono la combinazione perfetta tra attitudine punk, sonorità

techno/dance e psichedelia. Il progetto “Fucksia” Hybrid è una combinazione tra un DJ set e un concerto live, con sessioni di 45/50 minuti ciascuna. “Fucksia” Hybrid integra di stili musicali diversi dall’elettronica, al funky brasilero, dai ritmi tropicali allo psytech e acid tekno live.

Sabato 28 giugno

22.30 PALCO A

Ron Gallo LIVE, New Jersey – Garage Rock

“Il mondo è fottuto, ma l’universo è dentro di te” è il filo conduttore di tutti e 5 gli album di Ron Gallo: essere umano, cantautore, musicista e disruptor costruttivo. Il suo album di debutto “HEAVY META”, descritto da NPR come “elettricità letterata”, è stato pubblicato con un ampio successo di critica e un tour mondiale, e un singolo di successo improbabile, “Young Lady, You’re Scaring Me”, che ha totalizzato oltre 61 milioni di streaming. Si è esibito al Coachella, al Bonnaroo, al Governors Ball e al Pukkelpop. Il suo ultimo album, “FOREGROUND MUSIC”, pubblicato dalla leggendaria etichetta indie Kill Rock Stars, affronta i cattivi della nostra società e aiuta coloro che ne sono schiacciati, trovando un modo per ridere dell’assurdità di tutto ciò attraverso 11 tracce di punk eccentrico, pop weirdo e garage rock distorto.

Domenica 29 giugno

21.30 PALCO A

Wogiagia LIVE reggae

La Wogiagia crew nasce nel febbraio 1999 nella periferia Nord di Roma e da allora non ha mai smesso di suonare.

22.30 PALCO A

Mefisto Brass LIVE street band

“Sound System a Energia Polmonare”: il gruppo, con un organico da Street Band, attinge dalle sonorità tipiche della musica elettronica, riformulandole e adattandole a una formazione composta esclusivamente da strumenti a fiato e percussioni.

Il progetto nasce nel 2019 a Milano e, proponendo un repertorio di brani originali, si inserisce nella scena dapprima milanese e poi italiana anche grazie a un’intensa attività di busking e performance di strada. Dal loro esordio, grazie alla dirompente carica del loro live show, i Mefisto hanno collezionato più di 180 esibizioni presso locali, sale da concerto e festival in Italia ed Europa.

Nel 2020 i Mefisto pubblicano il loro primo EP, “Amhardcore” e a Marzo 2024 è uscito il loro primo album “Totem”.

 

Dal 25 al 29 giugno al Parco Marta Russo, viale Gemona del Friuli (Labaro)

Public water                           Free Entry                                  Kids Area

 

Una iniziativa di Arci Roma con Roma Incontra il Mondo per Tessere la Città

In collaborazione con Progetti Sai/Aida Roma e Monterotondo

Ucca, ReCommon, Greenpeace 

 

 

 

La musica al Sabir la porta Roma Incontra il Mondo

A Roma dal 10 al 13 ottobre. Lo storico progetto di Arci Roma intreccia il suo percorso con il festival diffuso delle culture mediterranee. Ecco chi suonerà quelle sere

Roma Incontra il Mondo intreccia il suo percorso con Sabir, il festival diffuso delle culture mediterranee, che approderà a Roma per la sua decima edizione in programma alla Città dell’AltraEconomia dal 10 al 13 ottobre 2024. In quelle serate si alterneranno sul palco Bono Burattini, C’Mon Tigre, KOKOKO! (dal Congo) e Clap! Clap!, Les Amazones d’Afrique (dal Mali) e Catherine Atim, meglio conosciuta con il suo nome d’arte Catu Diosis (dall’Uganda) e, infine, Micah P. Hinson. A tutti i concerti l’ingresso è gratuito.

La tappa romana di Festival Sabir coinvolgerà particolarmente Arci Roma anche perché la musica la porta Roma Incontra il Mondo. Per il festival delle culture mediterranee, come spiega Vito Scalisi, presidente di Arci Roma, si tratta di un importante giro di boa, quello del decennale mentre per lo storico progetto dedicato alla world music è addirittura il trentennale. E, mentre Sabir approda a Roma dopo aver girovagato da Lampedusa a Trieste dove ha addirittura sconfinato in corteo fino in Slovenia – racconta Scalisi – Roma Incontra il Mondo è stato sempre a Roma. Ma entrambe le esperienze convergono sulla medesima visione progettuale e sullo stesso slancio antirazzista e meticcio. L’arte e la musica sono la migliore forma di mediazione linguistica e culturale tra le persone. E, seppure non sia più nella cornice dell’Estate Romana, Roma Incontra il Mondo intreccia il suo percorso con altri festival in attesa di riconquistare la sua complessità e di ritrovare un ambito nella città.

Il contesto in cui avviene l’incontro tra questi due festival è evidentemente segnato dalla vicenda palestinese e gli eventi si collocano proprio tra due date di mobilitazione, in particolare quella del 12 ottobre a cui tutta l’Arci ha aderito. «Quel giorno ci muoveremo proprio da Sabir per raggiungere il corteo contro il genocidio e l’apartheid», sottolinea Scalisi.

«A connetterci a Sabir c’è la stessa centralità della contaminazione culturale», dice anche Giuseppe Giannetti, direttore artistico di Roma Incontra il Mondo la cui ricerca, negli anni,

Anche a Sabir sarà centrale il concetto di contaminazione culturale. La nostra ricerca, negli anni, è è stata attenta anche alle mutazioni nelle dinamiche ci contaminazione grazie alla spinta sia delle migrazioni che delle tecnologie. «Ora in particolare, si avverte la necessità di decolonizzare i linguaggi, c’è una scena artistica, soprattutto tra le seconde e terze generazioni, che tende a rivendicare la connessione con le proprie radici, dentro un processo più ampio di decolonizzazione delle cultura. E’ dentro questa tendenza che è stato composto il cartellone di questa edizione.

Non c’è un genere migliore degli altri ma esiste un’esigenza artistica trasversale e la contaminazione procede anche tra i generi, tra modernità e tradizione.

Come per Les Amazon d’Afrique, gruppo punk-blues simbolo della denuncia della condizione femminile in Mali, che ogni anno rinnova il collettivo per immettere qualcosa di innovativo nelle loro proposte. Gli artisti stranieri di questo Sabir sono tutti provenienti dall’Africa e tutti attivissimi politicamente come Kokoko, punk-funk, che in Congo lottano da sempre contro le ingiustizie sociale mentre Catu Diosis è proprio una rappresentante della tendenza decolonizzatrice nella scena elettronica.

Altro filone della programmazione vede artisti italiani che, con la rispettiva produzione guardano oltre i confini, specialmente a Sud, come i C’Mon Tigre (elettro-jazz e funky) che si circondano di artisti da ogni parte del mondo e dedicano ogni disco a un pezzo di Sud. Clap! Clap! è un producer italiano con vent’anni di esperienza che indaga le sonorità del mondo in chiave elettronica, Krano cantautore veneto che ha vissuto a lungo a Torino finché non ha scelto di tornare in Veneto per riscoprire la potenza del suo dialetto per intrecciare tradizione e modernità senza rinnegare il processo artistico che lo ha determinato.

Roma Incontra il Mondo è lo storico progetto di Arci Roma: un festival dedicato alla world music, alle culture e alle loro contaminazioni, nato nel 1994 all’interno della programmazione dell’Estate Romana proprio quando i processi migratori cominciavano ad interessare il nostro Paese e la guerra ricompariva in Europa.

Trent’anni dopo, fuori da Villa Ada, Roma Incontra il Mondo continua a suonare e a portare la sua carica antirazzista, intrecciando i percorsi di altri festival storici, proponendo nella programmazione di Sabir un cartellone di concerti tutti a ingresso libero, senza alcun finanziamento istituzionale.

E’ un’altra visione della progettazione culturale, fuori dalle logiche di mercificazione, aperta a una fruizione popolare e lontana dalle politiche culturali ufficiali ossessionate solo dal modello “grande evento”.

GLI ARTISTI:

giovedì 10 ottobre 

BONO BURATTINI

Francesca Bono, cantante di Ofeliadorme e membro del collettivo Donnacirco, e Vittoria Burattini, batterista e componente storico dei Massimo Volume. Ispirandosi a tre film della cineasta d’avanguardia Maya Deren, Francesca Bono e Vittoria Burattini hanno creato un’ipnotica raccolta di canzoni basate sull’uso del sintetizzatore Juno-60 e sul suono organico e lineare di una batteria. Queste apparenti limitazioni sono alla base di “Suono in un Tempo Trasfigurato”, il primo album a nome Bono / Burattini uscito per Maple Death Records, un viaggio ricco e gratificante che stabilisce immediatamente una forte identità oscillando tra paesaggi sonori circolari e architetture ritmiche psichedeliche.

C’MON TIGRE

C’Mon Tigre sviluppa la propria identità attraverso un collettivo di musicisti ed artisti provenienti da itto il mondo, traendo ispirazione da varie culture, tradizioni musicali e forme d’arte. Con l’idea di oltrepassare i confini e di creare esperienze sonore che abbiano un forte immaginario cinematografico, fin dall’inizio i C’Mon Tigre anno tradotto la propria musica in una forma ed esperienza visiva, collaborando con alcuni dei più talentuosi lustratori, fotografi ed artisti di tutto il mondo, guadagnandosi così il plauso della critica ed un seguito internazionale in continua crescita.

I C’mon Tigre, con la loro musica. danno vita a un linguaggio personale, fatto di commistioni con il jazz, l’afro-jazz, le ritmiche dell’hip hop. il funk, la disco anni 70. Il tutto senza mai confinare le loro canzoni a un solo stile, ma spingendo l’esplorazione il più possibile, in una dimensione che ogni viaggio degno di questo nome dovrebbe comprendere. “Habitat” è il loro quarto album in studio. Il disco è una testimonianza del potere della fusione musicale, avvicinando mondi apparentemente lontani ed illustrando la stretta interconnessione che esiste tra loro.

venerdì 11 ottobre 

KOKOKO! (Congo)

Kinshasa di notte è calda, buia e rumorosa. La città congolese si anima dopo un tramonto rosso fuoco. Improvvisamente, i livelli di rumore aumentano e i sensi si acuiscono: i venditori ambulanti tamburellano e urlano per attirare l’attenzione, le pubblicità dei megafoni vanno in loop e gli impianti audio dei club e delle chiese evangeliche diffondono musica a tutto volume.

Il brusio notturno della città è stato l’ispirazione per “BUTU”, il secondo album di KOKOKO! Uscito lo scorso luglio. BUTU significa “la notte” in lingala e il disco sperimentale si tuffa nel profondo del cuore del luogo caotico, celebrando lo spirito gioioso e creativo dei suoi abitanti. Con la cantante Makara Bianko al timone e la produzione di Xavier Thomas, alias Débruit, questo seguito del loro acclamato debutto Fongola vede la band incanalare un suono più elettronico e allegro.

Il nome della band, KOKOKO!, è quello che la gente dice in campagna fuori dalla porta, un modo onomatopeico di rappresentare un colpo alla porta.

La band ha un’inclinazione vivacemente attivista e politica. Le proteste che usano le parole comportano il rischio di incarcerazione quindi gli artisti di strada spesso lavorano con i loro corpi e suoni per segnalare le loro critiche. Con BUTU, KOKOKO! fornisce un’energia resistente, simile al punk, imbottigliando l’atteggiamento di una generazione e portando la loro alchimia da festa di quartiere della RDC a nuove vette globali.

CLAP! CLAP!

Clap! Clap!, ritenuto da molti etno-musicologi pioniere del genere musicale ‘etno-elettronica’, vanta produzioni e collaborazioni con artisti di calibro mondiale come PAUL SIMON, col quale ha scritto quattro brani nel suo ultimo album ‘Stranger to Stranger’, MARCO MENGONI col quale ha scritto e prodotto tre brani nella sua trilogia ‘Materia’, ERIC ANDRE, COLDCUT e molti altri.

La sua musica è nelle colonne sonore ufficiali dei videogames GTA V, PRO EVOLUTION SOCCER, STEEP ed è compositore della soundtrack ufficiale della serie animata WOLFBOY per APPLE TV e dei documentari ‘I AM THE REVOLUTION’ e ‘LIYANA’.

sabato 12 ottobre

LES AMAZONES D’AFRIQUE (Mali)

Un nuovo suono e un messaggio dall’Africa per il mondo, Les Amazones d’Afrique sono una forza creativa che abbraccia voci internazionali; armonie dolci e forti che evocano i diritti delle donne e delle ragazze; e un misto di tradizione e talento di nuova generazione. Si sono formate a Bamako, in Mali, nel 2014 grazie all’incontro di tre rinomate star della musica maliana e attiviste per il cambiamento sociale: Mamani Keïta, Oumou Sangaré e Mariam Doumbia, e da allora il collettivo si è espanso coinvolgendo molte artiste provenienti da tutta l’Africa e dalla diaspora. Sebbene la loro causa, la campagna per l’uguaglianza di genere e la lotta alla violenza ancestrale, sia abbastanza degna di per sé, la loro espressione creativa musicale è altrettanto potente, riccamente melodico e di vasta portata, fonde stili panafricani e armonie contaminate con un pop contemporaneo e grintoso.  Dopo due album di successo prodotti dall’innovatore Congotronix Doctor L, la band ha lavorato con il rinomato produttore pop Jacknife Lee (U2, Taylor Swift, Modest Mouse) per presentare un suono completamente nuovo nel loro terzo album uscito quest’anno “Musow Danse”,  che trae ispirazione dall’hip-hop, dalla trap e dalla musica elettronica.

CATU DIOSIS (Uganda)

La dinamo afrocentrica dei beat ugandesi, Catherine Atim, meglio conosciuta con il suo nome d’arte Catu Diosis, è una forza poliedrica nell’industria musicale proveniente dall’Uganda. Nata con una naturale inclinazione al ritmo e alla creatività, Catu si è ritagliata la sua nicchia come produttrice musicale, DJ, ballerina e rapper, guadagnandosi il titolo di “Diva africana” con la sua personalità libera ed energica. Nel 2016, Catu Diosis è emersa, iniziando a fare la DJ e in seguito dedicandosi alla produzione musicale. Il suo suono unico fonde perfettamente elementi afrocentrici con una tavolozza musicale globale, creando tracce che non sono solo saporite ma anche altamente ballabili. Attingendo alle sue prime esperienze con il rap Luo, Catu infonde nelle sue attuali produzioni uno stile distintivo che la distingue nel settore. Affiliata al rinomato collettivo Nyege Nyege dell’Uganda, Catu Diosis è diventata un’artista ricercata sulla scena internazionale.

Il viaggio musicale di Catu è una testimonianza della sua incrollabile passione per la musica, del suo impegno nel preservare e far evolvere le sue radici culturali e della sua capacità di affascinare il pubblico di tutto il mondo.

Domenica 13 ottobre

KRANO

Krano è il progetto solista di Marco Spigariol, già noto per il suo lavoro con i Vermillon Sands e i Movie Star Junkies. Nel 2012, Marco si è ritirato sulle colline di Valdobbiadene, in Veneto, dove ha iniziato a comporre e cantare in dialetto, un gesto di riconnessione con le proprie radici e di esplorazione linguistica. Questo percorso lo ha portato a riflettere sul suo rapporto complesso con la sua terra, il Veneto, da cui ha successivamente deciso di distanziarsi. In una regione dove spesso la lingua viene usata per distinguersi e creare barriere, Krano ha scelto invece di trasformarla in uno strumento di unione, rendendola universale attraverso la sua musica.
Il suo album “Requiescat In Plavem” è vagamente ispirato dal lavoro dell’attivista italiano per la pace Alexander Langer, un eroe dimenticato che ha lavorato incessantemente per eliminare i confini e promuovere l’unione e i veri valori di solidarietà e rinascita ecologica.
Krano, con la sua musica profondamente emotiva e senza confini, mescola influenze country-swamp e rompe le barriere della tradizionale musica dialettale veneta, sfidando i confini linguistici e culturali, utilizzando il dialetto in modo universale.

MICAH P. HINSON

E’ il main live di questa giornata, un finale imperdibile per questo attraversamento di Roma Incontra il Mondo. Attraverso la sua musica, Micah P. Hinson si trasforma in un menestrello che racconta al suo pubblico storie, ricche di sfaccettature diverse, utilizzando parole schiette e mai banali. Il palcoscenico diviene così una casa accogliente in cui Micah si mette a nudo, connettendosi con la sua anima più profonda. Il 2022 è stato l’anno in cui ha presentato il suo ultimo progetto in studio, “I Lie To You“, nel quale emerge una storia, la propria, scritta attraverso la trasparenza di canzoni gonfie d’amore, assenza e rimpianto. Una voce rauca e segnata dalle intemperie, una musica vera e sincera ma struggente e poco rassicurante. Un mix perfetto di amarezza e malinconia si intrecciano con l’alone di mistero e fascino che aleggia intorno alla sua figura.

I concerti si svolgeranno dalle 21:00, nello spazio di Testaccio  Estate, ingresso da Largo Dino Frisullo

Fondi alla cultura: perché dal Campidoglio tanta disparità?

Finanziamenti diretti alla Fondazione Piccolo America. Una disparità di trattamento troppo grande se paragonata all’iter dei bandi pubblici. Riequilibrare le regole è necessario: vanno rivisti i tempi di assegnazione degli spazi, gli impegni di spesa e i criteri di accesso ai fondi. Gotor batta un colpo.

Lettera aperta al Sindaco Roberto Gualtieri, all’Assessore alla Cultura Miguel Gotor, alla Presidente della Commissione Cultura Erica Battaglia, agli Assessori e Assessore alla Cultura dei quindici Municipi del Comune di Roma.

Mentre a livello nazionale imperversa la polemica dietro le nomine della direzione del teatro di Roma, arriva il parere positivo della commissione capitolina Cultura alla delibera che destina ulteriori 250 mila euro di contributi alla Fondazione Piccolo America, per l’edizione 2024 di “Cinema in Piazza” e l’assegnazione diretta di tre arene.

Anche se riteniamo giusto il riconoscimento e il sostegno diretto di progetti, “credibili, pubblicamente utili e ad alta affluenza di pubblico” come dichiara Miguel Gotor, ravvisiamo in primo luogo un dislivello notevole tra le risorse impegnate per la fondazione Piccolo America ed il resto della programmazione culturale di Roma.

In primo luogo la cifra assegnata. Premesso che 250mila euro sono l’equivalente di tre volte l’intero bilancio culturale annuale di gran parte dei municipi di Roma, è inevitabile confrontare questo finanziamento diretto con quelli di bandi pubblici. Uno tra tutti: il più finanziato è quello dell’estate romana su cui l’attuale assessorato ha investito due milioni di euro a fronte di centinaia di progetti presentati. Rileviamo che l’Estate Romana non prevede finanziamenti superiori ai 38 mila euro per singolo evento nella sezione 1. Le arene cinematografiche in estate (sezione 3 estate romana) possono accedere ad un finanziamento complessivo di 500.000 euro su tutta Roma e non superiore ai 25mila euro per singola arena.

Se ad essere finanziato nel caso di “cinema in piazza” è quasi il 50% dell’intera manifestazione, nel caso di altre kermesse di medie proporzioni stiamo a meno del 10%. Fermi restando interventi a finanziamento diretto di eventi che l’amministrazione ritiene rilevanti e ad alto impatto, ci chiediamo da un lato quale sia il metro di giudizio per definire un evento rilevante e strategico così da poter permettere a tutti di concorrere a tale obiettivo e dall’altro come mai un’intera sezione (la 2) del bando di estate romana connotata per “alta attrattività di pubblico” non abbia nessun finanziamento? delle due, una. Altro disequilibrio enorme sta nei tempi di assegnazione. L’ ultimo bando dell’Estate Romana – il primo della giunta Gualtieri – è stato assegnato a giugno a fronte di iniziative che dovevano inaugurarsi lo stesso mese, mentre in questo caso assistiamo ad una corretta solerzia nell’impegnare fondi e assegnazioni di spazi in netto anticipo per permettere di comporre un cartellone di qualità con tempi adeguati. Se gennaio è un tempo congruo per una manifestazione cinematografica, che dire di eventi artistici che devono confermare impegni contrattuali con le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo di rilievo nazionale e internazionale?

Le regole dei bandi per accedere agli anticipi inoltre – lo sa bene chi partecipa – sono regole di rendicontazione rigidissime e severe ed è lecito chiedersi se valgono le stesse in caso di assegnazioni dirette. Inoltre come gli operatori culturali sanno: le erogazioni di fondi nel caso di eventi assegnati tramite bando subiscono tagli cospicui e le erogazioni non arrivano prima di un anno; l’anticipo è previsto solo sottoscrivendo fideiussioni spesso troppo onerose a cui molti operatori non possono accedere obbligandoli ad anticipare l’intera somma.

Aggiungiamo che questa disparità appare ancora più lampante se si guarda alla quantità di spazi sociali e culturali, autogestiti collettivamente, molti assegnati con la delibera 26 del 1995, la cui attività si basa per lo più sul lavoro volontario e che da anni animano la città di Roma. Non solo infatti, nella maggior parte dei casi, non hanno mai ricevuto alcun finanziamento pubblico (figuriamoci diretto!), non solo non sono stati sostenuti dalle amministrazioni cittadine che si sono succedute, ma, al contrario hanno subito repressioni in varie forme dalle stesse. Un vero e proprio paradosso.

Con che spirito infine gli altri operatori culturali devono quest’anno entrare nel ginepraio dei bandi comunali e municipali della prossima estate e delle successive? Decine di manifestazioni senza certezza sui tempi di assegnazione e con briciole di finanziamento come possono concorrere e divenire “rilevanti” per accedere a fondi e assegnazioni dirette, con una tale disparità di trattamento?

Riteniamo in conclusione che questo approccio va contro tutti i principi sostenuti dal Sindaco Gualtieri nel suo programma per il rilancio culturale di Roma: la diffusione omogenea della proposta culturale nella città , il decentramento dei fondi, la città dei 15 minuti, la democratizzazione dell’accesso ai finanziamenti.

Arci Roma

 

per aderire comunicazioneroma@arci.it

Adesioni Reti: (in aggiornamento) 

Forum Terzo Settore Lazio
Rete P.A.C.- Performing Arts Contemporanee
CAE – Città Altra Economia
Co.sm.o – coordinamento delle scuole di musica organizzate della Regione Lazio

Adesioni singole realtà:  

Kollatino Underground
Rete Caio
Daniele De Michele – Donpasta
Angelo Mai
Zalib
Nonna Roma
Margine Operativo
Luci Ombre
Artinconessione NuovaFlyer
Teatro della dodicesima
Viteculture
Muovileidee associazione culturale
Drop
Arci Pietralata
Arci Ealab
Il muretto – san lorenzo
Arci Solidarietà
Centofiori ETS
30Formiche
Pianeta Sonoro
Stonehead
E’arrivatoGodot
Pentalfa
iMusic School Rome
APS Via Vai
Momo Edizioni
Sparwasser
La Fattorietta
Differenza Lesbica
Kokè
La città della musica
Manifesto Libri APS
Factorya APS
Musika Expo – Roma music expo
Popoff Quotidiano-Giornalismo o barbarie

Arcisconti, la tessera ti porta anche a Short Theatre

Il primo Arcisconto della rentrèe estiva. Dal 3 al 17 settembre si svolgerà Short Theatre, festival multidisciplinare della scena contemporanea

Il primo Arcisconto della rentrèe estiva. Dal 3 al 17 settembre, alla Pelanda e in vari altrove teatrali, si svolgerà Short Theatre, festival multidisciplinare della scena contemporanea giunto alla diciottesima edizione.

Il programma è davvero ricchissimo e coinvolge, tra gli altri, molti artisti che provengono dai nostri spazi, dall’Angelo Mai al Trenta Formiche, da Fivizzano 27 al Fanfulla, tanto per fare nomi…

Il biglietto ridotto per i soci Arci si può comprare on-line selezionando l’opzione “ridotto” oppure

direttamente in biglietteria (che si riserva il diritto di verificare il possesso della tessera Arci).

Gli spettacoli, le performance e le attività che richiedono l’acquisto di un biglietto sono disponibili su Vivaticket. Tutte le altre attività che richiedono prenotazione sono invece disponibili su Eventbrite

Su www.shorttheatre.org cerca la pagina dell’evento che ti interessa e clicca su “Acquista qui” o “Prenota qui”. Buona fruizione a tuttə (e non dimenticate la nostra utilissima tessera)

Angelo Mai ha ragioni (da non vendere)

Nota stampa Arci Roma. L’Angelo Mai, circolo Arci da ben sei anni, è un presidio culturale importante per la nostra città. Adesso lo sostiene anche la seconda sezione civile del tribunale di Roma

L’Angelo Mai, circolo Arci da ben sei anni, è un presidio culturale importante per la nostra città. Adesso lo sostiene anche la seconda sezione civile del tribunale di Roma che, dopo anni di processo, ha finalmente accolto l’opposizione all’ingiunzione di Roma Capitale riconoscendo che l’attività economica non è prevalente e ritenendo quindi ingiustificate le richieste dell’amministrazione sulla determinazione dei canoni dovuti.
Fin dalla sua affiliazione nel 2018, Arci Roma è stata a fianco dell’Angelo Mai in una battaglia decisiva per il diritto agli spazi, alla loro fruizione da parte di esperienze autorganizzate e fuori dalle logiche di mercato.

E’ per questo che abbiamo voluto celebrare il nostro congresso provinciale, nel 2022, proprio nello spazio di Via delle Terme di Caracalla invitando molti esponenti della Giunta e lo stesso sindaco a discutere con noi, in quella sede.

Certo, non è finita qui: la politica deve ricavare da tutto ciò la lezione che l’assedio alle esperienze di autorganizzazione deve finire. Intanto, va definito al più presto il percorso di regolarizzazione dell’Angelo Mai nello spazio di Viale delle Terme di Caracalla ma ci sono anche altre vertenze che stanno mettendo in bilico l’agibilità di altri spazi e che hanno bisogno dell’attenzione e della solidarietà di tuttə. Arci Roma e la rete dei circoli saranno sempre tra coloro che si battono per il diritto alla città.

Roma Culture Diffuse, proposte per una amministrazione culturale condivisa

Ci saremo anche noi di Arci Roma alla giornata di studi del 9 dicembre con la partecipazione di Miguel Gotor, nuovo assessore alla Cultura di Roma Capitale

Roma è una città di culture diffuse elaborate, prodotte e diffuse da una molteplicità di soggetti collettivi che provano a contrastare il degrado del senso comune e resistere alle crisi sociale, sanitaria, economica. La cittadinanza consapevole e lo sviluppo sostenibile sono legati in maniera indissolubile alla capacità di azione di questi soggetti di produzione di cultura e conoscenza, alla possibilità di interagire con le istituzioni (Roma è anche il polo scientifico più importante), con i territori e le pubbliche amministrazioni anche utilizzando i nuovi strumenti della coprogrammazione e della coprogettazione per venire a capo della cronica frammentazione dell’offerta, dello squilibrio fra centro e periferia, della carenza di spazi e risorse.

Per questo le reti dell’associazionismo culturale parteciperanno alla Giornata pubblica di studi che si terrà giovedì 9 dicembre, dalle 10.30, al Teatro Porta Portese con la partecipazione di Miguel Gotor, assessore alla Cultura di Roma Capitale e Erica Battaglia, presidente della commissione Cultura e politiche giovanili dell’Assemblea Capitolina.

“Roma Culture Diffuse: proposte per un’amministrazione condivisa” vuole articolare riflessioni e proposte nell’urgenza di una discontinuità delle politiche culturali da parte di Roma Capitale.

 Qui l'evento facebook 

Roma Culture Diffuse è una rete di cinque importanti coordinamenti delle arti radicati nel territorio della città. Il confronto tra queste soggettività — Corsa, coordinamento delle scuole d’arte, Forum nazionale dell’Educazione musicale, Unione Teatri Romani, Feditart, Arci Roma più il Forum del Terzo settore del Lazio — è in corso fin dal primo lockdown. La rete abbraccia molte migliaia di operatori a Roma e decine di migliaia di famiglie.

La giornata si articolerà sui temi delle attività culturali, degli spazi pubblici e privati, della formazione, degli investimenti e della coprogettazione con relazioni di Checco Galtieri, Gino Auriuso, Vito Scalisi, Stefano Ribeca e Francesca Danese.

Secondo l’Istat, il settore dello spettacolo dal vivo impegna circa 200mila tra lavoratrici e lavoratori, il 36% dei quali opera nella Capitale. Il Nuovo IMAIE, istituto mutualistico per la tutela degli artisti interpreti ed esecutori, conta ad oggi 24mila iscritti di cui la metà vive e/o lavora a Roma.

Delle Associazioni Culturali che hanno avuto diritto al ristoro della Regione Lazio almeno un migliaio opera a Roma. Centinaia di scuole d’arte sono afferenti alle reti promotrici del coordinamento e oltre 5 mila lavoratori intervengono a Roma su un tessuto di oltre 70mila allievi presso le proprie sedi e nelle attività nelle scuole di ogni ordine e grado a partire dagli asili-nido. Oltre 80 mila soci quasi cento circoli culturali valorizzano anche l’operato di volontarie e volontari per l’attivazione di scuole popolari di italiano per stranieri, per sportelli legali-amministrativi rivolti a italiani e migranti, per azioni di contrasto alle povertà e alle disuguaglianze, mostre, sale, studi di registrazione, attività a supporto Dsa e Bes, centri anziani, e centri culturali multi-disciplinari.

Cultura e creatività sono parole chiave non solo per la ricucitura del tessuto sociale ma anche per il rilancio del sistema produttivo della capitale. Il “Sistema produttivo culturale e creativo” prima della pandemia generava il 16,6% del valore aggiunto coinvolgendo il 6,1% degli occupati (da Symbola/Unioncamere) e di tutto ciò Roma possiede almeno un terzo.

Quella degli operatori culturali è una città nella città, difficile da perimetrare per l’alto livello di invisibilità degli occupati, soggetti come sono alla precarietà delle risorse e dell’occupazione e alla mancanza di protezione sociale.

Durante la pandemia, a fronte della drammatica chiusura degli spazi per lo spettacolo dal vivo e la socialità, questo patrimonio di culture diffuse è riuscito sia a riconvertire le energie, le risorse umane e anche gli spazi in progetti di mutualismo, sia a tessere la rete tra i coordinamenti per l’elaborazione progettuale e politica.

 

Culture diffuse: vogliamo un assessore glocal!

Ecco la lettera che Roma Culture diffuse ha spedito al neo sindaco, ai presidenti di municipio e a chi è stato eletto, con la quale si chiede un’amministrazione attenta, in ascolto e vicina alla gente e agli operatori: un’amministrazione glocal!

Roma è una città di culture diffuse elaborate, prodotte e distribuite da una molteplicità di soggetti della società civile che ogni giorno si battono contro il degrado del senso comune e agiscono controcorrente nelle crisi sociale, sanitaria, economica. Culture diffuse è una rete fra i più importanti coordinamenti delle arti radicati nel territorio. Alla vigilia delle elezioni ha lanciato un manifesto delle associazioni culturali romane per la rinascita culturale della capitale, risultante da un confronto nato già ai tempi del primo lockdown.

foto di CFFC Roma, realizzata il 14 settembre al Teatro Marconi, in occasione della presentazione del manifesto delle culture diffuse in un'assemblea a cui ha partecipato Roberto Gualtieri

Ciò che abbiamo purtroppo visto da parte dell’Amministrazione di Roma Capitale negli ultimi 20 anni, è stato immaginare come unica strategia possibile quella della realizzazione di grandi eventi, con la destinazione della quasi totalità delle risorse alle grandi istituzioni. Una eccessiva burocratizzazione dettata da un’abdicazione della Politica nei confronti della Corte dei Conti o, peggio, ancora un volersi nascondere da parte della Politica dietro i Bilanci. Una riduzione delle grandi Kermesse (Estate Romana in primis) a sagre di paese; un implemento economico e di potere eccessivo delle grandi Istituzioni Culturali, alle quali è stata assegnata anche la gestione del Capodanno; ed in fine il peccato originale: la mancanza di confronto ed ascolto.

Dalla nuova Amministrazione, per tutto ciò che è inerente le politiche culturali, ci aspettiamo discontinuità, perché nell’occuparsi di Cultura a Roma, fino ad oggi, non si è mai partiti da una esatta fotografia dell’esistente, dalla miriade di Associazioni Culturali del territorio, dalle centinaia di Spazi Teatrali, dalle migliaia di Scuole d’Arte.

Queste realtà svolgono una funzione insostituibile, insegnano ciò che l’istruzione pubblica ignora, diffondono quello che è escluso dai circuiti commerciali e di massa, hanno diritto che tutti si accorgano, una volta per sempre, che fra tutte le filiere quella culturale può essere la più ricca, la più moderna, la più sostenibile da una capacità nel rispetto dell’ambiente. Per iniziare ci aspettiamo che sia cancellato per sempre l’obbrobrio della delibera n. 140 e che sia stabilito una volta per tutte che il patrimonio immobiliare del Comune è a disposizione delle attività socio/culturali e del terzo settore, ed inoltre riteniamo indispensabile la riscrittura della delibera n. 82 del 07/11/2019 ( Regolamento per la concessione di contributi a sostegno delle attività culturali).

Detto questo, ci aspettiamo che finalmente interagiscano, tra di loro e con le forze del terzo settore, gli Assessorati alle Politiche Culturali, alle Politiche Scolastiche ed a quelle Sociali, per un piano di rinascita culturale della Città come strumento di prevenzione e di presidio del territorio e che il/la nuovo/a Assessore alla Cultura, che si sta insediando, sia vicino ai cittadini ed agli operatori culturali, sia affianco a loro, si metta in ascolto e non da una poltrona in una torre d’avorio ma stando in strada, nei vicoli, nelle piazze. Sappiamo bene che Roma deve riprendersi il lustro e la posizione internazionale che merita e che ha perso in questi anni ma sappiamo, altrettanto, che deve ripartire dalla propria gente… vogliamo un assessore glocal!

Per il coordinamento ROMA CULTURE DIFFUSE: ARCI ROMA/CO.R.S.A. Coordinamento Regionale Scuole d’Arte/ Fed.It.Art — Lazio/ Forum Nazionale per l’Educazione Musicale/ Forum Terzo Settore Lazio/ UTR Unione Teatri Roma


															

Il grande freddo della burocrazia 5stelle contro il calore umano del Circolo Arci Sparwasser

Il Quinto municipio di Roma ci comunica l’avvio della procedura di sospensione della licenza di somministrazione del Circolo Arci Sparwasser del Pigneto, per un cavillo burocratico per di più interpretato male. «Una comunicazione sconcertante che arriva proprio mentre il nostro circolo, dopo undici mesi di sospensione delle attività culturali, ha messo a disposizione, da alcune settimane, locali e risorse per accogliere persone senza fissa dimora nel periodo più freddo dell’anno», comunica Vito Scalisi, Presidente di Arci Roma.

Il primo febbraio, si legge nella PEC recapitata al nostro circolo, il Commissariato Porta Maggiore ha segnalato al Municipio V che «il circolo adibito alla somministrazione di alimenti e bevande, ha recentemente cambiato destinazione d’uso dei locali commerciali in cui è ubicato, riqualificandosi in struttura di accoglienza per le persone senza fissa dimora, bisognose di posto letto per fronteggiare l’emergenza freddo che ha colpito la Captale. Alla luce di quanto sopra – annota il municipio – avendo cambiato la destinazione d’uso dei locali, lo scrivente ufficio provvederà a emettere gli atti per il divieto di prosecuzione dell’attività in oggetto».

«Un’insolita celerità della macchina amministrativa che cozza con le assenze e i silenzi a cui ci ha abituati questa amministrazione — continua Scalisi — infatti, da undici mesi non abbiamo alcun riscontro alle richieste di supporto a questi spazi per quanto sta nelle competenze del Comune – come ad esempio la sospensione della Tari – silenzio anche sulla nostra richiesta di un tavolo ampio sulla crisi che attraversa il mondo della promozione culturale, silenzio infine sulla richiesta di strutturare forme di accoglienza dei senza tetto durature, che non pesino più sull’azione emergenziale di associazioni, spazi sociali e volontari autorganizzati. Ci avvilisce che il dramma pandemico che attraversa la città e questi spazi, sia stato tradotto in un rilievo di mancata comunicazione di un cambio di destinazione d’uso, che tra l’altro si inseriscono coerentemente nell’ambito delle attività di interesse generale previste per una Aps e che cozza in ogni caso anche con l’uso temporaneo. Due cantonate: una amministrativa e l’altra umana».

Per l’ennesima volta una malintesa legalità e astratta, che è l’altra faccia della freddezza delle istituzioni, della loro indifferenza cronica alla sorte di chi vive in strada, diventa la leva per provare a tagliare le gambe a esperienze di promozione sociale e culturale, le stesse che, nonostante siano chiuse da marzo scorso, travolte a loro volta dalle crisi, e dimenticate dalla politica, non hanno smesso un istante di dare vita a reti di solidarietà contro l’insorgere di vecchie e nuove povertà dell’era covid, in una città fatta di alberghi senza turisti, spazi sociali e locali che pagano un affitto ma il cui tetto non copre altro che uno spazio inutilizzato.

Sparwasser, infatti, non è l’unico circolo a mettere a disposizione spazi e volontari, in rete con decine di spazi Arci di Roma e del Lazio, con il Forum del Terzo settore Lazio, col sindacato, con altri spazi sociali, comitati di quartiere e singoli cittadini, per accoglienza, distribuzione di aiuti e — se la Regione Lazio lo riterrà opportuno — anche per la somministrazione di vaccini e tamponi.

Sparwasser è stato visitato da parecchi cronisti negli ultimi giorni proprio per l’operazione di accoglienza di un circolo circolo culturale. La solidarietà da parte della gente del quartiere è clamorosa. Il calore umano è il vero antidoto a quella freddezza che ha già ucciso dieci persone nelle ultime settimane. Le stesse istituzioni che hanno fatto un “mantra” del “restate a casa” non sono in grado di occuparsi con efficacia di chi una casa non ce l’ha. Per questo la risposta di polizia e Comune è sconcertante soprattutto alla luce dell’assenza di risposte a ogni tentativo di Sparwasser di avere un’interlocuzione in questa fase. «Ora la nostra rete di solidarietà ha bisogno di altra solidarietà da parte della città e di risposte non fredde se non addirittura ostative da parte di chi la governa», conclude Scalisi.

E.A.R, ESTATE ARCI ROMA 2020 Resta in ascolto

Estate Arci Roma è l’iniziativa coordinata da Arci Roma che racchiude in un unico cartellone estivo le proposte dei vari circoli distribuiti tra l’area metropolitana e la provincia di Roma.

ARCI Roma è attiva e presente nella programmazione culturale estiva dal 1977: dopo i concerti all’ex Mattatoio degli anni ‘70, Love City, Un’Isola per l’Estate, e dal 1986 Roma Incontra il Mondo.

Quest’anno, tra pandemia e “disattenzioni” dell’amministrazione, non potremo organizzare la nostra abituale proposta, in un’estate che sembra destinata all’abbandono, alla dispersione, all’emarginazione, in cui la trasformazione dell’Estate Romana di Renato Nicolini nel Romarama evidenzia la superficialità con cui l’amministrazione comunale sta gestendo la ripresa culturale. La risposta di Arci Roma è quella di mettere in rete le competenze dei propri circoli per connettere il tessuto urbano e per evitare che il distanziamento fisico si trasformi in distanziamento sociale.

Il calendario, articolato su differenti discipline, spazia dall’offerta musicale ai servizi di sostegno sociale, dai laboratori in diversi ambiti (ludico, didattico, linguistico, ricreativo) alla presentazione di libri, dai dibattiti alle arene di cinema e sarà in continuo aggiornamento fino alla fine di settembre. Il logo dell’iniziativa è stato realizzato da Simone TSO, illustratore e grafico romano.

Live set attivi al Fanfulla, con la formula di tre concerti a settimana dello stesso artista, per superare i problemi di capienza limitata e dare la possibilità al pubblico di godere dello storico palco del Pigneto. Si continua con TRAPCOUSTIC, uno dei progetti opera di Demented Burrocacao, dal 22 luglio al 24 e si conclude la programmazione di luglio con il trittico firmato Holiday INN il 29, 30 e 31 luglio.

L’idea di periferia come luogo ideale dal quale far ripartire la cultura è al centro della proposta del Brancaleone che, con E.R.A (Estate_Romana_Autogestita), promuove una serie di eventi tra presentazioni di libri, concerti e la rassegna ASTRACULT, ogni martedì e giovedì, che fa accendere i proiettori del grande schermo. Prossimi artisti THE BLUES AGAINST YOUTH, MR. DEADLY ONE BAD MAN e i MANUAL FOR ERRORS PANIC QUARTER, che si susseguiranno in concerto il 24 luglio, la proiezione di Soyalism, film documentario firmato da Stefano Liberti. La serata, organizzata con Fridaysforfuture-Roma, si svolgerà, come l’intera manifestazione, all’interno del giardino, riqualificato e predisposto per fruire comodamente e in sicurezza, in linea con le norme attualmente vigenti approvate dal Governo in seguito all’emergenza sanitaria internazionale.

Il ripensare ai luoghi stessi e riformulare gli spazi all’aperto è un modo per invitare tutt* coloro che vorranno trascorrere piacevoli serate in forma comunitaria e sicura. Come per NocturAma: il giardino dell’Angelo Mai, che fa della sua permanenza priva di eventi un atto di posizionamento ideologico: non c’è NESSUN PROGRAMMA SE ANCHE PER NOI NON C’È UN PROGRAMMA.

L’ampia terrazza, la Rooftop, del circolo In Funzione ospita il progetto DISSOLVENZE, a cura di K Project Artist. Istallazione di video mapping nata con la pretesa di fare “dissolvere” nell’infinito il pesante e darci nuove prospettive.
Non mancano punti di ristoro arricchiti da un’offerta gastronomica a km0 o aderenti alle direttive PLASTIC FREE, a tutela dell’ambiente e a favore del riciclo.

Anche la provincia si anima di iniziative: a Segni il 2° Festival della canzone d’autore dal 31 Luglio al 2 agosto presso la Cisterna Romana sull’Acropoli di Segni, monumento storico del III sec a.C.. La manifestazione, culturale/gastronomica. ha lo scopo di valorizzare il piccolo centro storico della città senza trascurare il coinvolgimento di nuove aziende del territorio promosse da giovani, ristoratori e attività di ricezione. Cantautori già noti, 3chevedonoilre, Andrea Ruggiero e Cisco, verranno affiancati da giovani emergenti, nelle serate organizzate da 33Centilitri Aps.
A Monterotondo, invece, nell’ambito della manifestazione Estate Eretina con la rassegna Italiani brava gente verranno affrontati temi razziali e sociali con proiezioni di film e dibattiti dedicati ai temi dell’immigrazione e dell’integrazione.
Già attivi, con possibilità di iscrizione tuttora in corso, i Centri Estivi per bambini e ragazzi. Iniziative rivolte ai più piccoli che danno la possibilità di vivere esperienze educative senza tralasciare il divertimento. Da SNODO, LA FATTORIETTA e ARCI SOLIDARIETÀ.

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