XI Congresso, Vito Scalisi confermato presidente di Arci Roma

Con il congresso, Arci Roma si proietta nella nuova fase politica, tra guerre globali, crisi climatica e campagna elettorale per le comunali

La rielezione di Vito Scalisi, da parte del nuovo consiglio direttivo, ha concluso i lavori dell’XI Congresso di Arci Roma, articolazione territoriale della storica associazione culturale e ricreativa che nell’Area Metropolitana conta oltre centomila sociз e novanta circoli.

Nei locali del circolo Arci Zalib, uno dei rari spazi di aggregazione culturale non commerciale del centro storico, è stata una giornata densa che ha visto alternarsi sul palco soggetti sociali, politici, sindacali, studenteschi con cui l’associazione interloquisce nelle vertenze territoriali e nelle campagne nazionali. In particolare sono intervenuti i portavoce di CSV Lazio, Mario German De Luca, dell’Anpi provinciale, Marina Pierlorenzi, i segretari di Cgil Roma e Lazio e di Usb Roma, Natale Di Cola e Stefano De Angelis, i leader delle forze politiche della sinistra (Barbara Funari di Demos, Enzo Foschi del Pd, Linda Meleo del M5S, Beatrice Gamberini di PAP, Fabio Cerulli di Sinistra Anticapitalista, Maristella Urru di Aurelio in Comune, Giovanni Barbera del Prc, Valerio Zaratti di Europa Verde, Mauro Coldagelli di Sinistra Italiana).

Una lista lunga che, unita a quella degli interventi di alcune delle vertenze più emblematiche che esprimono oggi i territori a Roma (hanno preso la parola i coordinamenti RIOT e CAIO, i comitati per il Lago Ex Snia e quello contro il Porto crocieristico di Fiumicino, conferma il radicamento e la radicalità di un’associazione in continua crescita di adesioni e basi associative.

Nella sessione pomeridiana hanno preso la parola numerosi esponenti dei circoli di Roma e della provincia a riprova della vivacità e delle capacità di elaborazione di un tessuto associativo estremamente diversificato, diffuso “dal fiume al mare” e con un’età media sempre più bassa.

Significative le presenze dell’ambasciatore dell’Ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia, Jorge Luis Cepero Anguilar, di Ylmaz Orkan dell’Ufficio Informazioni del Kurdistan in Italia, e Maya Issa del Movimento Studenti Palestinesi in Italia.

«La scrittura del nostro corposo documento politico e le interlocuzioni tutt’altro che rituali hanno reso il nostro congresso l’occasione per una reale rielaborazione collettiva che mette Arci Roma in condizione di operare nella prossima fase politica della Capitale che sarà scandita sia dalle sempre più urgenti mobilitazioni contro guerre e genocidio sia dalle conflittualità dal basso, nei quartieri, contro quel Modello Giubileo consociativo in nome del quale la Giunta capitolina ha sacrificato ogni promessa di democrazia partecipata», osserva Scalisi, al suo secondo mandato alla guida dell’associazione.

Se all’orizzonte ci sono le elezioni comunali, nell’immediato il nuovo gruppo dirigente sta preparando la partecipazione alle scadenze dell’11, del 19 e del 25 Aprile, con i cortei, rispettivamente, per Cuba, la Palestina e contro ogni forma di fascismo.

Intanto l’associazione ha appena lanciato le date e la line-up per Arci Roma Incontra il Mondo (dal 16 al 21 giugno al Parco delle Valli), un progetto che vuole intrecciare l’eredità dello storico festival che per trent’anni s’è svolto a Villa Ada con la Festa dei Circoli Arci di Roma, giunta alla terza edizione.

«Dai circoli, la nostra “festa mobile” (è stato proprio il titolo del congresso) si trasferirà in uno dei parchi più belli di Roma per discutere insieme le grandi questioni del diritto alla città, dell’accesso alla cultura, della lotta alle discriminazioni e alle disuguaglianze», conclude il presidente.

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