Un tavolo invece di polizia, un bosco invece dello stadio

Il bosco di Pietralata esiste e resiste. Serve un tavolo partecipato e non dichiarazioni retoriche della Giunta

Ancora una volta l’assalto al bosco di Pietralata è stato impedito dalla resistenza pacifica e risoluta di cittadine e cittadini, comitati popolari e associazioni come Arci Roma, organiche a questa cruciale vertenza ambientale.

Che il bosco esista è stato finalmente certificato, dopo tre anni di lotte, dallo stesso agronomo incaricato dal Dipartimento Ambiente di Roma Capitale. Mauro Uniformi, presidente del Consiglio dell’Ordine nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, ha constatato l’esistenza di almeno due ettari di bosco tutelato nella più ampia area verde minacciata dal progetto di stadio.

Per questo ci sembrano fuori luogo i richiami al «rispetto delle regole» da parte di chi, in nome del progetto di un soggetto privato, non solo ha negato per anni l’esistenza di un bosco pregiato ma ha preteso che l’assemblea capitolina, sulla base di quella negazione, dichiarasse il fantomatico “pubblico interesse” per un’opera devastante.

L’assessore Veloccia dovrebbe invece rispondere alla richiesta della cittadinanza di un tavolo pubblico e partecipato da tutti i soggetti coinvolti.

Del tutto fuori luogo anche l’aggressività delle forze dell’ordine che, ancora una volta, hanno provato ad alzare la tensione senza riuscire a trasformare una manifestazione pacifica e legittima in un tafferuglio. Arci Roma è solidale con le due compagne del direttivo che sono rimaste contuse nel tentato assalto della polizia al presidio popolare.

Ringraziamo per la loro presenza l’eurodeputato Dario Tamburrano, Daniele Diaco (consigliere comunale), Filiberto Zaratti (deputato).

Rilanciamo, assieme a RIOT, i prossimi momenti di mobilitazione sotto alle sedi istituzionali:

– 14 maggio ore 12:00 conferenza stampa Assessorato Ambiente

– 15 maggio ore 16.30 manifestazione verso l’Assessorato all’Urbanistica

– 17 maggio manifestazione in Campidoglio

7 dicembre: nessuna indulgenza per Gualtieri

Arci Roma aderisce alla manifestazione del 7 dicembre in Campidoglio promossa dalle vertenze ambientali e territoriali contro la Giunta della speculazione e del malaffare

La giunta guidata da Roberto Gualtieri continua a rappresentare gli interessi della speculazione, promuovendo processi di mercificazione e privatizzazione del patrimonio pubblico e metropolitano. Progetti come l’inceneritore ai piedi dei Castelli, il biodigestore di Casal Selce, il nuovo Stadio della Roma il porto crocieristico di Fiumicino e l’impattante autostrada a pedaggio Roma -Latina condividono alcuni tratti distintivi: devastazione ambientale e sistematico scavalcamento di vincoli naturalistici, paesaggistici e archeologici, tutto in nome del profitto privato.
Sul cosiddetto “termovalorizzatore”, Gualtieri è riuscito appena qualche settimana fa nell’impresa non facile di fare in modo che Invitalia, senza gara europea, aggiudicasse per 3 milioni al RTI, capitanato da Rina Check srl, l’appalto di 11 milioni di euro per l’affidamento dei servizi di verifica del progetto di fattibilità tecnica ed economica e di quello esecutivo (con un ribasso del 72%). Ed anche per il biodigestore a Casal Selce è stata aggiudicata la gara Invitalia prima che fosse espletata quella europea. Una lapalissiana forzatura della norma utilizzata, che ammette la procedura negoziata esclusivamente per ragioni di estrema urgenza, derivanti da eventi imprevedibili dalla stazione appaltante (Roma Capitale) che aveva però fissato i propri obiettivi agli anni 2027 e 2028. Questo utilizzo disinvolto della normativa, che configura un palese abuso di potere, è ora sottoposto alla valutazione dell’ANAC.
Sul progetto dello stadio della Roma ricordiamo che distruggerebbe un parco pubblico di 14 ettari, atteso dalla cittadinanza da più di 15 anni, che ad oggi ospita un bosco urbano che il Comune rifiuta di riconoscere e tutelare. Al contrario, viene assecondata la fretta dell’A.S. Roma nel presentare un progetto definitivo, funzionale all’apertura della conferenza decisoria ed alla probabile vendita della società stessa, redatto in assenza dei necessari sondaggi archeologici.
Anche la gestione della Delibera 104/2022, concepita per regolarizzare l’uso degli immobili pubblici a fini sociali e culturali, si sta rivelando disastrosa. A fronte di 150 richieste presentate, sono stati emanati solo 15 avvisi pubblici, lasciando la maggior parte delle associazioni in un limbo di incertezza e con il rischio concreto di sfratti.
I poteri commissariali assegnati a Gualtieri per il Giubileo, invece di favorire il dialogo democratico e l’interesse pubblico, vengono utilizzati per aggirare ogni ostacolo a colpi di ordinanze, escludendo completamente i territori da ogni confronto ed eliminando qualsiasi processo di mediazione democratica. Nel frattempo, misure urgenti come il blocco degli sfratti, richiesto persino dal Papa e violentemente osteggiato da organizzazioni corporative e padronali come Confedilizia, vengono completamente ignorate.
Le istanze dei lavoratori delle aziende partecipate della sanità, dei servizi pubblici e dei servizi alle persone, che saranno sottoposti a carichi di lavoro enormi per l’afflusso straordinario di oltre 35 milioni di persone nel 2025, non hanno ricevuto risposta; al contrario il Commissario straordinario al Giubileo, ossia il Sindaco Gualtieri ha aderito ad un protocollo di intesa che limita ulteriormente il diritto di sciopero durante il Giubileo stesso.
L’ingresso dei privati in maniera sempre più prepotente nell’amministrazione della città va quindi con decisione nella direzione di lasciare sempre più mano libera alla speculazione, cristallizzando la marginalizzazione delle fasce popolari e condannando le periferie (ormai estese ben oltre il perimetro amministrativo della città) ad essere luoghi in cui, al posto dei servizi pubblici, si costruiscono discariche, TMB e biodigestori, in nome di interessi privati ritenuti prioritari.
Sabato 7 dicembre, alle ore 15, ci ritroveremo in Piazza del Campidoglio per opporci a un modello di città costruito sugli interessi privati e segnato da pratiche autoritarie.
In vista della manifestazione, nella conferenza stampa del 4 dicembre presenteremo alla città e ai media i contenuti delle vertenze che saranno portate in piazza.
Rimettiamo al centro giustizia sociale, tutela ambientale e trasparenza: è tempo di costruire un diverso modello di città fondata sul primato dell’interesse pubblico, della partecipazione e del protagonismo popolare.

Vertiporto bocciato, e ora il Parco Piccolomini diventi monumento naturale!

La Conferenza dei servizi dice no al progetto di scalo per taxi volanti. E’ una prima importante vittoria ma non basta/ Nota stampa di Arci Roma 18 aprile 2024

 

Avrebbe danneggiato il paesaggio e creato seri problemi a chi vive nel Parco Piccolomini, a cominciare da flora e fauna. E tutto ciò solo per scarrozzare turisti facoltosi dall’aeroporto al centro della città. Il devastante progetto di vertiporto per i taxi volanti è carta straccia. Infatti, la conferenza dei servizi istruttoria relativa al progetto di un “Parco dimostrativo della mobilità sostenibile” proposto come uso temporaneo all’interno della Villa Piccolomini, a Roma, “si è chiusa ieri con esito negativo”.

E’ stato un periodo di mobilitazione che ha coinvolto centinaia di persone per contrastare l’intensa attività della lobby del vertiporto. La conferenza dei servizi ha evidenziato come il progetto in questione oltre a necessitare una preventiva valutazione di impatto ambientale, presenti criticità non superabili sia in termini di compatibilità paesaggistica sia per gli aspetti di natura ecologico-ambientale nonché rilevanti problematiche di accessibilità e per motivi di sicurezza derivanti dall’eventuale sorvolo dello spazio aereo prossimo a Città del Vaticano”.

E’ una vittoria per cittadinз, associazioni territoriali e cittadine, da Carte in Regola a Italia Nostra, fino al Forum Terzo Settore Lazio, che da mesi si sono mobilitatз contro un progetto che avrebbe compromesso un’area protetta che da quasi cinquant’anni è sopravvissuta a ripetuti tentativi di cementificazione. E’ una vittoria dentro cui c’è tutta l’Arci di Roma sia perché nel Parco opera il circolo La Fattorietta con i suoi progetti di educazione outdoor, sia perché tutta la rete dei nostri circoli è attiva nelle vertenze della Capitale in difesa della qualità della vita e dell’ambiente.

Proprio per contrastare il vertiporto abbiamo scelto di tenere la nostra prima festa dei circoli negli spazi della Fattorietta tra il 30 maggio e il 2 giugno del 2024, nell’ambito della quale, il 1° giugno terremo un’assemblea per continuare la vertenza per la trasformazione dell’area Piccolomini in monumento naturale e parco pubblico con passeggiata annessa.

 

Vito Scalisi, presidente di Arci Roma

Barbara Manara, circolo Arci La Fattorietta,

delegata ambiente di Arci Roma

Stadio a Pietralata, la finzione del “dibattito pubblico”

E’ previsto dal nuovo codice degli appalti ma non è un confronto reale. Quello andava fatto prima del voto sull’interesse pubblico. Perché anche Arci Roma è a fianco dei comitati per il no allo stadio

«Ritengo che sia utile dare la parola ai cittadini» ma «il dibattito pubblico non è decisorio». Queste due frasi dell’assessore capitolino all’Urbanistiva Maurizio Veloccia, nonché capo di gabinetto del sindaco, racchiudono tutta la finzione della post-democrazia in una città che detiene il primato di consumo di suolo ed è in fondo a ogni classifica sulla vivibilità.

Il “dibattito pubblico” è una procedura prevista dal nuovo codice degli appalti in caso di grandi opere ma è stato concepito come una scatola vuota incapace di scalfire decisioni già prese altrove. Infatti né prevede che si svolga di fronte a un progetto compiuto, né prevede che la città possa pronunciarsi con strumenti di democrazia partecipata.

Lo hanno potuto constatare i cittadini e i comitati che hanno provato a partecipare alla procedura di dibattito pubblico sul nuovo stadio della As Roma gestita in questo caso da Nomisma, la società di consulenza fondata a Bologna da un gruppo di economisti, tra cui Romano Prodi, con il sostegno di alcune banche o grandi organismi economici.

Il nuovo stadio dovrebbe sorgere su un’area in cui era previsto un parco pubblico agognato da decenni dagli abitanti del quartiere Pietralata e divorerà un pregiato bosco urbano in un’area già congestionata dal traffico e assediata da cantieri programmati dallo SDO. Tutto deciso all’unanimità dall’Aula Giulio Cesare, che ha votato l’interesse pubblico dell’opera, senza consultare la cittadinanza e senza che sindaco e Veloccia si siano degnati di visitare l’area interessata dal progetto. Avrebbero potuto provare almeno a guardare la questione con gli occhi di chi vive o attraversa quel quartiere. Nulla di tutto questo. Il “partito dello Stadio” enfatizza molto il “contenuto di passioni” ma glissa sul contenuto di cemento, smog, rumore e sul carattere eminentemente privato della grande opera. Forse una democrazia sostanziale avrebbe votato l’eventuale interesse pubblico solo dopo un’ampio dibattito in città.

Arci Roma, al contrario, si è schierata a fianco dei comitati che hanno studiato per mesi e hanno elaborato una proposta alternativa rimediando solo commenti frettolosi e sprezzanti da parte della politica. Gli stessi toni già sentiti in occasione di altre importanti vertenze ambientali cittadine, dall’inceneritore al lago Bullicante, al Pratone di Torrespaccata.

Arci Roma è fermamente contraria all’”idea” del nuovo stadio della Roma, anzi della società che attualmente è proprietaria della squadra – perché farebbe sparire 14 ettari di parco che gli abitanti aspettano da tempo mentre il quadrante della città in cui vivono è già assediato da una costellazione di cantieri (SDO, nuova sede ISTAT, Technopole e Studentato della Sapienza ecc…).

Siamo dalla parte dei cittadini di quel quartiere, anche grazie al radicamento dei nostri circoli, e ci battiamo a fianco di molte altre vertenze ambientali perché i diritti alla salute, alla cultura, allo sport di base, all’abitare e al verde sono pezzi di un indivisibile diritto alla città. Per questo siamo con i cittadini di Pietralata quando chiedono che, al posto dello Stadio, nasca finalmente un parco e che a margine di quel parco possa vedere la luce la nuova sede del Policlinico Umberto I.

Come tantissima gente, amiamo il calcio ma odiamo il cemento, la speculazione edilizia e un modello di metropoli che privatizza gli spazi e li mercifica. A noi piace una città aperta, solidale, sostenibile.

Leggiamo insieme il comunicato emesso il 31 ottobre, all’indomani dell’ultimo incontro della procedura, dal Coordinamento Si al Parco, Si all’Umberto I° – No Allo Stadio, firmanto anche dal Coordinamento Le Mani Sulla Citta’, noi di Arci Roma, Fridays For Future, Ecoresistenze e Comitato Pratone Di Torre Spaccata.

“Nell’ultimo incontro del Dibattito Pubblico è andato in scena il medesimo copione di sempre: interventi ridondanti, non specifici ed autocelebrativi, ma mai puntuali o inerenti al progetto”, scrivono i comitati e le associazioni che si oppongono al nuovo stadio, all’indomani dell’ultimo degli incontri previsti dalla procedura. Il titolo prometteva “la palla ai cittadini” ma la funzione di chi è direttamente coinvolto dalla nuova opera è puramente ancillare nei meccanismi di post-democrazia. “La presenza del Dott. Michele Uva, direttore di Social & Environmental Sustainability della UEFA, è stato l’ultimo goffo tentativo di tirare a bordo soggetti utili solo alla propaganda politica ma manchevoli di una reale conoscenza del progetto e del quadrante di Pietralata”, si legge ancora sul comunicato congiunto. E’ stato proprio Uva ad adoperare toni trionfali sull’opera e sul suo contenuto di passioni.

“D’altronde, per citare il titolo di uno degli ultimi libri del Dott. UVA (Soldi VS Idee), l’intero iter sin qui adottato dal Comune di Roma è l’esatta rappresentazione della perenne battaglia tra interessi economici, ancorché politici, e la reale pianificazione del futuro della città basato su necessità e stato dei luoghi. Il dott. Uva ha continuato a sottolineare la piena sostenibilità dello stadio, senza accennare minimamente alla totale distruzione del parco già esistente.

Ieri, per l’ultima volta, siamo stati continuamente provocati da dichiarazioni fuorvianti e messaggi volti a dipingere la nostra contrarietà all’opera come una mancanza di conoscenza, come una forzatura perpetrata da pochi nei confronti dei molti (chi? Dove stavano?) con il solo intento di nascondere la pochezza di un confronto basato sul nulla, senza dati di qualunque tipo, davanti alla passione e alla volontà di chi invece voleva parlare, confrontarsi e dibattere realmente e far emergere la realtà, ovvero fare tutto quello che un vero dibattitto prevede.

In risposta a tutto questo, durante l’intervento dell’Ass. Veloccia, che ad oggi continua ad essere uno dei pochi a non aver visto l’area, abbiamo consegnato a tutti i relatori un dossier di controanalisi di 100 pagine e un progetto di fattibilità alternativo per l’area, redatto da studenti dell’Università degli Studi di Firenze, per la creazione del parco urbano più bello di Roma.

“Poi, educatamente abbiamo abbandonato la sala, svuotatasi quasi completamente, dando luogo, negli spazi adiacenti, ad un vero momento di confronto; le tante realtà sociali intervenute, rappresentanti le varie vertenze cittadine che stanno subendo l’arrogante atteggiamento della Giunta Gualtieri, funzionale agli interessi dei potentati economici, hanno visto riconosciuto un giusto spazio per esporre la propria motivata partecipazione, rilanciando i prossimi impegni, tra cui un dibattito da svolgersi all’Università La Sapienza sul consumo di suolo, il 13 Novembre, e un appuntamento nel quartiere di Pietralata per il 2 Dicembre, dove inviteremo referenti comunali e regionali ad una giornata di reale confronto con il quartiere”.

I comitati prenderanno visione del documento conclusivo che verrà redatto da Nomisma e valuteranno un ricorso al TAR qualora non dovesse rispecchiare quanto previsto dalla normativa, ma rinnovano la richiesta di un confronto con la Giunta: “l’unico futuro per la nostra città è quello in cui la programmazione e lo sviluppo siano davvero sostenibili, e partano dal preservare l’ambiente e la salute pubblica quale unico vero profitto a cui dovrebbe ambire la classe politica che attualmente governa”.

 

 

STOP TTIP – flashmob sabato 17

 

Sabato 17 ottobre, in via Alessandrina 22 (zona Fori Imperiali), il comitato cittadino Stop TTIP Roma — insieme a diverse realtà del territorio — si ritrova per un flashmob alle ore 11.

Che cos’è il TTIP ?
Se avete avuto modo di leggere i giornali internazionali — negli ultimi mesi, quelli italiani sembrano sordi- è possibile che vi siate imbattuti più di una volta nella sigla TTIP. Con questa sigla si intende il trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti: TTIP è un acronimo del nome in inglese, “Transatlantic Trade and Investment Partnership”. È un accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziazione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America.

Il TTIP è un trattato “fantasma” negoziato in segreto tra Europa e Stati Uniti verrà smascherato davanti all’opinione pubblica, rivelando il suo vero volto: quello dell’industria più vorace e dei capi di Stato che vanno a braccetto con le grandi multinazionali, da Monsanto a Chevron. L’evento chiuderà la settimana internazionale di mobilitazione contro il TTIP, apertasi con la gigantesca manifestazione
di Berlino che sabato 11 ha visto scendere in strada 250 mila persone venute da tutta Europa.

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Riparte “RiscARTI”, festival internazionale di riciclo creativo.

3ª edizione “Nutrire le Idee, Energia Creativa”Comunicato Stampa Riciclo
LA PELANDA, MACRO di Testaccio Roma (Piazza Orazio Giustiniani,4)
21 – 26 Settembre 2015 INGRESSO LIBERO da lunedì a sabato, h 16 – 21.30;

RIscARTI è il festival contro gli sprechi, con le eccellenze artistiche e artigiane della capitale, dove gli scarti sono riqualificati attraverso il linguaggio delle arti, anche servendosi delle nuove tecnologie. I materiali eccedenti delle produzioni, gli oggetti che hanno esaurito il loro ciclo di vita, sono in mostra secondo l’ottica della sostenibilità e della bellezza. E sabato c’è anche l’artigianato digitale.

RIscARTI è un contenitore che è allo stesso tempo vero e proprio contenuto, capace di generare, con un linguaggio anticonvenzionale, nuovi modelli di pensiero e di comportamento.

La conferenza stampa si svolgerà il 21 settembre alle ore 17.30 insieme all’Assessorato all’Ambiente e ai rifiuti, l’Assessorato alla mobilità del comune di Roma e il I Municipio, l’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio, che hanno voluto promuovere congiuntamente una cultura sostenibile di qualità, di passione e di partecipazione, supportando gli organizzatori di RIscARTI.

L’inaugurazione é alle ore 18.30 di lunedì 21, con la SE(i)RINATA a Roma, una serata multidisciplinare di teatro, intrattenimento e cantautorato, con molti ospiti (Simone Nebbia, Emiliano Valente e Andrea Cosentino fra altri) che celebrano il centro di una rinascita urbana, capace di risvegliare lo spirito green del pubblico romano.

Dal 21 al 26 settembre riparte RIscARTI festival, con un programma ricco di eco-musica, performance, mostre, laboratori di autoproduzione, riciclo e riuso, e video. Nella sala la Pelanda all’Ex Mattatoio, il festival internazionale di riciclo creativo RiscArti, giunto alla terza edizione, quest’anno ospiterà non solo le produzioni artistiche, ma anche prodotti d’artigianato sostenibile, che reinterpretano gli scarti provenienti dal mondo dell’alimentazione, sposando le tematiche di Expo Milano 2015 e intitolando così la terza edizione: Nutriamo le idee, Energia creativa.

La valenza che assume oggi il cibo-oggetto, è in stretta dipendenza con la sua rappresentazione” Marlene Scalise, ideatrice del festival RIscARTI, che spiega il perché dell’allineamento alle tematiche di Expo: “l’idea del cibo ricade frequentemente nel bisogno famelico di accumulare, nel circuito vizioso di ostentare quell’abbondanza che pian piano il Pianeta Terra sta esaurendo; a ciò si deve aggiungere la necessità dei mercati di “vendere“ un cibo scenografico, appetitoso e appetibile, portavoce de ”la grande bellezza”, ma inevitabile portatore con sé de ”la grande mondezza”, ovvero del packaging: plastiche, cellophan e involucri misti.

Il nostro motto è: Riciclare non costa niente, è questione di cultura!.

Quest’anno l’allestimento del festival RIscARTI, dopo l’edizione sugli autobus rottamati, è creato in sinergia con la facoltà di Architettura de l’Università di Roma Tre e lo studio Equalogical lab.

A RIscARTI puoi trovate:

– mostre di arte, design e di artigianato, di artisti nazionali ed internazionali impegnati con visite guidate e dimostrazioni sul posto;

– un info point (Equalogical lab) per saperne di più sulla raccolta e trasformazione dei materiali;

– alcuni atelier per i laboratori di riciclo e riuso creativo;

– un punto “slow” dove, se pedali su una bicicletta messa a tua disposizione, puoi creare energia.

Il festival RiscArti porta con sé le due anime del riciclo: quella legata al mondo contadino, dove non si butta via niente e quella più contemporanea che fa parlare di smart city.

Sabato 26 RIscARTI festival propone un approfondimento sulle tecnologie, utili per uno sviluppo sostenibile, insieme ai Consorzi nazionali per il riciclo che hanno sposato l’iniziativa, Comieco e Ricrea, ed invitando ad un tavolo di lavoro altre realtà attive sul territorio come Social Energy e Commoon.it.

Il tutto è condito con ospiti importanti, da Roberto Cavallo (il 23) a Pietro Greco (il 24) se anche voi volete partecipare ad una riflessione piacevole e condivisa sul tema del riciclo, facendo rete e attivando nuove modalità sostenibili di pensiero e di collaborazione, con realtà del territorio ed anche straniere.

Infatti, arriva una delegazione di artisti olandesi dai Paesi bassi, ospiti del festival RIscARTI, che a differenza di quelli che hanno sfregiato la Barcaccia, sono molto propensi alla pratica della riparazione. A realizzare invece abiti con ritagli di stoffa e di giornale, è un’artista polacca residente a Roma, forse ispirata dalla scritta all’ingresso del padiglione Polonia a Expo2015 che dice “Abbiate ogni speranza o voi che entrate”. Insomma a RIscARTI festival ci si impegna a lasciare il mondo un po’ meglio di come lo abbiamo trovato.

Colori allegri, produzioni sostenibili, designer ispirati dalla natura, artisti compromessi con l’ambiente, eco bands di strumenti riciclati ( Capone BungtBangt il 24 Settembre, ore 20) performance con tappi, cannucce, giocattoli rotti e vestiti di carta; spazi di prodotti slow, un info point per imparare ad evitare gli sprechi e nuove tecnologie applicate al riciclo e riuso, come i bidoni intelligenti che distinguono la plastica dall’alluminio, realizzato da Link Campus University e Intel.

E mentre a Expo ci sono le grandi opere e le star, qui – sotto il Monte dei Cocci, la prima discarica differenziata di epoca romana — ci sono le persone impegnate ogni giorno sul territorio creativamente. Così, se in molti si chiedono se è possibile tenere pulita una città come Roma, RiscARTI risponde di si.

RiAscARTI festival ci sono intrattenimento e laboratori per tutti; l’ingresso è libero e la pedalata garantita. Anche Roma festeggia la Settimana Europea della mobilità.

Clicca sulle foto per scoprire il programma dell’evento.

 

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riscartiufficiostampa@gmail.com

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Movimento Sem Terra, 30 anni di lotta contadina ora raccolti in un libro fotografico

Lo scorso 30 ottobre l’Arci di Roma e Arcs hanno presentato presso il Circolo Arci Rialto Sant’Ambrogio il libro fotografico Sem Terra — 30 anni di storia, 30 anni di volti, un racconto in immagini attraverso i ritratti dei suoi protagonisti del Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST), l’organizzazione sociale brasiliana che da tre decadi si batte per la realizzazione di una riforma agraria e per i diritti dei contadini.

Il libro, curato dal fotoreporter Giulio Di Meo, raccoglie i risultati del workshop di fotografia sociale organizzato nel 2013 da Arcs negli accampamenti del MST del Paraná, e rappresenta, a detta di João Pedro Stédile, uno dei fondatori del MST, intervenuto durante la presentazione, una “radiografia” del movimento stesso, descrivendone la composizione variegata che raggruppa uomini, donne e bambini. Le immagini della pubblicazione sono state esposte la stessa sera nei locali del Rialto in una mostra intitolata Terra Rossa.

Il MST nasce nel 1984 dalle occupazioni contadine dei latifondi non utilizzati e, negli anni, è riuscito a conquistare oltre 3.000 fazendas. Dopo l’occupazione dei terreni, attuata da interi nuclei familiari, il modello di lotta prevede poi l’organizzazione della produzione in forma cooperativa, al fine di aumentare la rendita della terra e industrializzare il prodotto. Ad oggi questo forte collettivo sociale è presente in 24 Stati del Brasile e raccoglie circa un milione e mezzo di persone.

Quest’anno il MST ha raggiunto il traguardo dei trent’anni, un risultato cui nessun’altro movimento di contadini era mai arrivato nella storia della lotta di classe del Brasile, e che, nelle parole di Stédile, si deve principalmente all’aver coltivato il valore della solidarietà, non solo all’interno del movimento, ma anche con le altre classi di lavoratori, e stringendo alleanze a livello internazionale. In Italia l’Arcs, l’ONG dell’Arci, partner storica del MST, con il quale realizza scambi culturali e progetti di collaborazione, è riuscita ad attivare un piano di raccolta fondi in favore del movimento insieme alla Regione Puglia, un’azione di cooperazione internazionale di per sé non facile, in quanto il MST non è riconosciuto nell’ambito degli accordi bilaterali tra i governi come un soggetto da sostenere nella lotta alle povertà.

Nella sua strategia di trasformazione della società, il movimento rurale brasiliano, rifacendosi al pensiero del pedagogista Paulo Freire, attribuisce un’importanza centrale al ruolo dell’educazione, il cui accesso viene incoraggiato e sostenuto dal MST a tutti i livelli, dalla scolarizzazione nel campo fino all’istruzione universitaria, attraverso partenariati con università estere (tra cui, in Italia, l’Università di Teramo).

Negli ultimi anni, pur rimanendo stabili i pilastri della lotta per la riforma agraria e del diritto all’istruzione, il MST ha rivolto la sua attenzione specialmente al tema dell’agroecologia, ovvero ad un’agricoltura sostenibile che rispetti la natura, instaurando una lotta sempre più forte al cosiddetto agronegócio, fenomeno che rappresenta la trasformazione capitalistica del latifondo, l’industria agroalimentare che per produrre utilizza veleni ed espropria i contadini dalla terra.

Recentemente il collettivo brasiliano, insieme ad altri movimenti sociali, è stato ricevuto da Papa Bergoglio, in un incontro che João Pedro Stédile ha definito “un importante atto di riconoscimento istituzionale per il MST e gli altri soggetti partecipanti”, che sono in tal modo riusciti a portare le proprie istanze presso un’importante uditorio quale il Vaticano, ma che, dall’altro lato, ha sancito anche una presa di posizione dell’attuale Pontefice verso il tentativo di riforma ecclesiastica di cui si fa portavoce.

Alle ultime elezioni politiche invece, il MST, per scongiurare la minaccia neoliberista rappresentata dalla destra conservatrice di Aécio Neves, ha appoggiato la rielezione della presidentessa Dilma Rousseff, accordandole però una fiducia vincolata alla realizzazione delle riforme sociali necessarie.

Davide Oliva

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Ice: banchetti in tutta Italia in occasione della Giornata mondiale per l’acqua per raggiungere le 55mila firme necessarie

A settembre dell’anno scorso è partito un percorso nuovo, a carattere europeo, che testava i primi passi della rete che intorno alla difesa dell’acqua pubblica si era da poco costituita. Questa strada si chiamava ICE, Iniziativa dei cittadini Europei, era ed è il primo strumento a carattere continentale per far esprime la volontà popolare.

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Proiezione dell’ultimo film di Gianfranco Pannone “Scorie in libertà”

Lunedì 8 Ottobre, ore 20.30

Nuovo Cinema Aquila – Via l’Aquila, 66, Roma

L’Ucca è lieta di invitarvi alla serata evento della proiezione romana del nuovo film di Gianfranco Pannone

“Scorie in libertà”

Intervengono:

Gianfranco Pannone

Greta Barbolini (Ucca)

Alberto Giustini (Arci Roma)

Raffaella Bolini (Arci)

Stefano Ciafani (Legambiente)

Daniele Vicari (regista)

modera Steve della Casa