No al pinkwashing sionista: arriva No Pride in Genocide

Arci Roma, in collaborazione con BDS Roma, accoglie nei suoi circoli la quarta edizione di Queer Cinema for Palestine

Il 2 giugno alle 21:00 al Fanfulla, il 5 alle 20:00 al Magma e l’11 alle 19:30 al Writer Monkey di Monterotondo

 

Arci Roma, in collaborazione con BDS Roma, accoglie nei suoi circoli la quarta edizione di Queer Cinema for Palestine «No Pride in Genocide», un evento cinematografico globale co-organizzato dalla Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI). E’ un gesto per noi conseguente, dentro una mobilitazione permanente a fianco delle resistenze del popolo palestinese, nell’internità alle riflessioni anticoloniali che attraversano il dibatto del movimento LGBTQI+. Il miglior modo per rispondere al pinkwashing sionista che in prossimità del pride si manifesta ancora potendo godere della complicità dell’apparato politico e mediatico che sostiene anche in Italia i piani genocidiari dello Stato di Israele.

La quarta edizione di QCP, infatti, invita le organizzazioni di base, di solidarietà e artistiche di tutto il mondo a ospitare, nel corso del mese di giugno 2026, le proiezioni di un eccezionale programma di cortometraggi curato collettivamente.

Spiegano i promotori che «Israele continua a tentare di strumentalizzare le identità di persone queer e trans per giustificare il suo genocidio contro i palestinesi, compreso l’omicidio, il ricatto e l’imprigionamento di palestinesi queer e trans. Di conseguenza, QCP si terrà nel mese di giugno 2026, mese in cui in molti paesi del mondo si celebra il Pride. Lo facciamo per ribadire il nostro rifiuto del pinkwashing israeliano. Il programma di quest’anno si concentra sul lavoro di artisti queer, palestinesi e solidali, provenienti da diverse realtà locali, dalla Palestina storica e dalla diaspora, e che abbracciano identità, approcci, stili e generi diversi, al fine di mettere in luce il ruolo dell’arte nella resistenza e nella lotta per la liberazione».

Queer Cinema for Palestine è nato come spazio etico alternativo per i registi che hanno ritirato o rifiutato di mostrare le loro opere al TLVFest LGBTQ Film Festival, sponsorizzato dal governo israeliano. «Negli ultimi sei anni, centinaia di registi hanno manifestato la loro solidarietà in risposta all’appello al boicottaggio lanciato dai palestinesi queer e trans. Mentre Israele continua il suo genocidio e la pulizia etnica a Gaza, in Cisgiordania, in tutta la Palestina storica e in tutta la regione, condanniamo questa violenza e l’ordine in cui la forza fa da padrona, e siamo solidali con i palestinesi».

Qui il programma completo

Film Program – Queer Cinema for Palestine 2026

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