Festa mobile dal fiume al mare. Arci Roma a congresso

L’XI Congresso di Arci Roma: 100mila soci, 90 circoli, dalla Valle del Tevere fino al Litorale

Tutto pronto per l’XI congresso di Arci Roma, articolazione territoriale della storica associazione culturale e ricreativa che nell’Area Metropolitana conta oltre centomila sociз e novanta circoli.

I lavori si terranno l’8 Aprile, nei locali del circolo Arci Zalib, via della Penitenza 35.

A caratterizzare la giornata saranno l’intervento di Walter Massa, presidente nazionale dell’Arci, e il saluto dell’Ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia, Jorge Luis Cepero Anguilar, previsto per le ore 10:30.

Un legame, quello tra Arci e la Rivoluzione cubana, che affonda le sue radici negli anni ’60 del Novecento e che non è mai venuto meno, vivendo oggi nella mobilitazione permanente di Arci Roma sui temi della solidarietà internazionalista, dell’antifascismo, del contrasto al genocidio e alla guerra, all’imperialismo e a ogni forma di discriminazione e razzismo.

In mattinata, nel corso della sessione pubblica, si avvicenderanno al microfono numerosз esponenti della politica, della cultura e del terzo settore: dalla presidente del I Municipio Lorenza Bonaccorsi al presidente del CSV Lazio Mario German De Luca, dalla portavoce del Forum Terzo Settore Lazio Francesca Danese, fino ai segretari cittadini delle forze della sinistra (AVS, M5S, PAP, PD), ai rappresentanti sindacali di CGIL e USB, nonché allз portavoce delle principali vertenze territoriali e dei movimenti sociali.

«Il congresso sarà il momento culminante di una rielaborazione collettiva che proietterà Arci Roma nella prossima fase politica della Capitale, anche alla luce dell’imminente campagna elettorale per le comunali», dichiara Vito Scalisi, presidente di Arci Roma.

«Il contesto romano, nei quattro anni che ci separano dall’ultimo congresso, è stato segnato da una miriade di conflittualità scaturite dall’azione di governo della Giunta Gualtieri, che ha scelto di imporre una lunga serie di opere e interventi – basti citare lo stadio, l’inceneritore o la speculazione sull’area degli ex Mercati Generali – nessuno dei quali figurava nel programma elettorale con cui il sindaco e la sua coalizione si erano presentati alla città», prosegue Scalisi.

«Tutto ciò a scapito delle promesse di democrazia partecipativa e in virtù di un meccanismo consociativo, che abbiamo definito “Modello Giubileo”, che vede la Giunta capitolina molto dialogante con le destre al governo nazionale e regionale e molto meno disponibile verso le istanze che arrivano dai territori e dalle fasce più giovani della cittadinanza.

Per questo, mentre si registra un vento nuovo di mobilitazione – dalle grandi mobilitazioni per la Palestina dell’autunno fino al clamoroso esito referendario e alla manifestazione No Kings – Arci Roma prova a rimettere al centro del dibattito le grandi questioni del diritto alla città, dell’accesso alla cultura, della lotta alle discriminazioni e alle disuguaglianze», conclude il presidente.

Al termine del dibattito, lз delegatз approveranno il documento finale ed eleggeranno i nuovi organismi dirigenti.

Arci Roma in piazza nella Giornata internazionale delle persone migranti

18 dicembre: Giornata internazionale delle persone migranti. Per Arci Roma è l’occasione per rivendicare più diritti per chiunque decida di cercare altrove un futuro migliore

 

18 dicembre 2025 – Manifestazione in piazza Capranica per chiedere dignità e diritti per chi è penalizzato dal Decreto Flussi

Il 18 dicembre 2025, in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori Migranti e delle loro Famiglie, numerose organizzazioni sociali e sindacali scendono in piazza a Roma, in piazza Capranica dalle 16:30, insieme a lavoratori e lavoratrici vittime di un sistema ingiusto. Assemblee, iniziative e mobilitazioni si terranno anche in altre città italiane, per chiedere una riforma radicale del Decreto Flussi e politiche migratorie più giuste e trasparenti.

Il Decreto Flussi, concepito per incrociare a distanza domanda e offerta di lavoro, si conferma lontano dalla realtà del mercato occupazionale. Negli anni ha prodotto irregolarità e violazioni sistematiche dei diritti, esponendo lavoratrici e lavoratori a ricatti e truffe da parte di soggetti senza scrupoli.

Molte persone migranti si trovano oggi sul territorio senza permesso di soggiorno per cause indipendenti dalla loro volontà, pur avendo seguito le procedure previste dalla legge. Altre persone, vittime dei decreti precedenti, lavorano senza alcuna tutela, esposte allo sfruttamento e al caporalato.

In un Paese che fatica a reperire manodopera in molti settori e che vede crescere l’emigrazione giovanile, è nell’interesse dell’Italia favorire la permanenza regolare sul territorio e un’occupazione dignitosa.

Per questo, le organizzazioni promotrici chiedono al Governo di garantire un permesso di soggiorno a tutte le persone che, arrivate con il Decreto Flussi, sono scivolate nell’irregolarità per cause non imputabili a loro.

Per adesioni all’appello e informazioni: 18dicembre2025@gmail.com

Organizzazioni promotrici:

A Buon Diritto – ACLI – ActionAid – Arci – ASGI – ASGS – Casa dei Diritti Sociali – CGIL – CIES – CNCA – Commissione Migrantes Missionari Comboniani Italia – Emergency – Ero Straniero – Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose – Italiani Senza Cittadinanza – Medici del Mondo – Oxfam  Recosol – SIMM – UIL – UNIRE

PRESS RELEASE [ENGLISH]

December 18, 2025 – International Day of Migrant Workers and Their Families
Demonstration at Piazza Capranica to demand dignity and rights for those disadvantaged by the
Flow Decree (“Decreto Flussi”)

ROME, December 11, 2025 – On December 18, 2025, for the International Day of Migrant Workers and Their Families, numerous social and trade union organizations will gather in the square at Piazza Capranica, Rome, from 4:30 PM, together with workers who have been victims of an unjust system. Assemblies, initiatives, and demonstrations will also take place in other Italian cities, calling for a radical reform of the Flow Decree and fairer, more transparent migration policies.

The Flow Decree, designed to match labor supply and demand remotely, has proven to be out of touch with the reality of the job market. Over the years, it has generated irregularities and systematic violations of workers’ rights, exposing employees to exploitation and scams by unscrupulous actors.

Many migrant individuals currently reside in the country without a residence permit due to circumstances beyond their control, despite having followed the procedures established by law. Others, victims of previous decrees, work without any protection, exposed to exploitation and illegal labor practices.

In a country struggling to find labor in many sectors and experiencing increasing youth emigration, it is in Italy’s interest to promote legal residence and dignified employment.

For this reason, the organizing organizations call on the Government to grant a residence permit to all individuals who, having arrived under the Flow Decree, have fallen into irregular status due to circumstances beyond their control.

For sign-ups and information: 18dicembre2025@gmail.com

Endorsing Organizations:

A Buon Diritto – ACLI – ActionAid – Arci – ASGI – ASGS – Casa dei Diritti Sociali – CGIL – CIES – CNCA – Commissione Migrantes Missionari Comboniani Italia – Emergency – Ero Straniero – Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose – Italiani Senza Cittadinanza – Medici del Mondo – Oxfam  Recosol – SIMM – UIL – UNIRE

প্রেস বিজ্ঞপ্তি [BENGALESE / BENGALI]

১৮ ডিসেম্বর ২০২৫ আন্তর্জাতিক অভিবাসী শ্রমিক তাঁদের পরিবারের দিবস
ডিক্রেটো ফ্লুসসির কারণে ক্ষতিগ্রস্ত মানুষের মর্যাদা ও অধিকার দাবিতে piazza Capranica য় বিক্ষোভ

রোম, ১১ ডিসেম্বর ২০২৫ – ১৮ ডিসেম্বর ২০২৫ তারিখে আন্তর্জাতিক অভিবাসী শ্রমিক ও তাঁদের পরিবারের দিবস উপলক্ষে, বহু সামাজিক ও শ্রমিক সংগঠন রোমে piazza Capranica বিকেল ৪টা ৩০ মিনিট থেকে একটি অন্যায় ব্যবস্থার শিকার শ্রমিক ও শ্রমিকাদের সঙ্গে রাস্তায় নামবে। ডিক্রেটো ফ্লুসসির মৌলিক সংস্কার এবং আরও ন্যায্য ও স্বচ্ছ অভিবাসন নীতির দাবিতে ইতালির অন্যান্য শহরেও সমাবেশ, উদ্যোগ ও আন্দোলন অনুষ্ঠিত হবে।

ডিক্রেটো ফ্লুসসি দূর থেকে শ্রমের চাহিদা ও যোগান মিলিয়ে দেওয়ার উদ্দেশ্যে তৈরি হলেও, এটি কর্মসংস্থান বাজারের বাস্তবতার সঙ্গে সামঞ্জস্যপূর্ণ নয় বলে প্রমাণিত হয়েছে। বছরের পর বছর ধরে এটি অনিয়ম ও নিয়মিত অধিকার লঙ্ঘনের জন্ম দিয়েছে, যার ফলে শ্রমিক ও শ্রমিকারা অসাধু ব্যক্তিদের ব্ল্যাকমেইল ও প্রতারণার শিকার হচ্ছেন।

অনেক অভিবাসী মানুষ আজ ইতালির ভূখণ্ডে বসবাস করছেন পারমেসো দি সোজর্নো ছাড়া, যদিও তাঁরা আইনে নির্ধারিত সব প্রক্রিয়া অনুসরণ করেছেন এবং এই পরিস্থিতি তাঁদের নিয়ন্ত্রণের বাইরে থাকা কারণে সৃষ্টি হয়েছে। অন্যদিকে, আগের ডিক্রেটোগুলোর শিকার অনেক মানুষ কোনো সুরক্ষা ছাড়াই কাজ করছেন এবং শোষণ ও ক্যাপোরালাতোর ঝুঁকিতে রয়েছেন।

এমন একটি দেশে, যেখানে বহু খাতে শ্রমিকের ঘাটতি রয়েছে এবং তরুণদের দেশত্যাগ বৃদ্ধি পাচ্ছে, সেখানে নিয়মিতভাবে বসবাসের সুযোগ এবং মর্যাদাপূর্ণ কর্মসংস্থান নিশ্চিত করা ইতালির স্বার্থের বিষয়।

এই কারণেই, আয়োজক সংগঠনগুলো সরকারের কাছে দাবি জানাচ্ছে—ডিক্রেটো ফ্লুসসির মাধ্যমে ইতালিতে এসে নিজেদের দোষ ছাড়াই অনিয়মিত অবস্থায় পড়ে যাওয়া সকল মানুষের জন্য পারমেসো দি সোজর্নো নিশ্চিত করা হোক।

আহ্বানে সমর্থন তথ্যের জন্য: 18dicembre2025@gmail.com

আয়োজক সংগঠনসমূহ:
A Buon Diritto – ACLI – ActionAid – Arci – ASGI – ASGS – Casa dei Diritti Sociali – CGIL – CIES – CNCA – Commissione Migrantes Missionari Comboniani Italia – Emergency – Ero Straniero – Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose – Italiani Senza Cittadinanza – Medici del Mondo – Oxfam – Recosol – SIMM – UIL – UNIRE

 

[ARABO / ARABIC] بيان صحفي

18ديسمبر 2025- اليوم العالمي للعمال المهاجرين وافراد اسرهم,

       مظاهرة  في ساحة كبرانكا للمطالبة بالكرامة و الحقوق للمتضررين من مرسوم

تدفقات المهاجرين

روما 11 ديسمبر 2025 – يوم 18 ديسمبر,  وبمناسبة اليوم العالمي للعمال الاجانب وافراد اسرهم, العديد من المنظمات الاجتماعية و النقابية ستكون على موعد في ساحة كبرانكا  بروما ابتداءا من الساعة 16:30, جنبا الى جنب مع العمال و العاملات ضحايا  هذا النظام الغير عادل.  بالاضافة الى تنظيم تجمعات و مبادرات وتحركات تعبوية مماثلة  في مدن ايطالية اخرى, للمطالبة باصلاح جذري لمرسوم التدفقات ولسياسات هجرة اكثر عدالة واكثر شفافية.

 

مرسوم التدفقات الذي تم اقراره جاء بمعيارمواءمة العرض و الطلب عن بعد, مما يجعله لا  يتماشى  مع واقع  سوق العمل. هذا القانون عبر السنوات الماضية انتج انتهاكات و مخالفات ممنهجة للحقوق, معرضا عمال و عاملات للابتزاز و الاحتيال من طرف اشخاص عديمي الضمير.

 

اليوم هناك العديد من المهاجرين الذين يتواجدون فوق الاراضي الايطالية من دون تصاريح اقامة لأسباب خارجة عن ارادتهم ,بالرغم من قيامهم بكل الإجراءات المنصوص عليها في القانون. اخرين وقعوا ضحايا للمراسيم السابقة, وهم اليوم يعملون  من دون أي  حماية قانونية معرضين للإستغلال و العمل الغير نظامي من طرف عصابات الشغل .

 

في بلد يعاني من  نقص حاد في  اليد العاملة في كثير من القطاعات ومع تنامي ظاهرة هجرة الشباب , فإن من مصلحة الد-ولة الايطالية تشجيع الاقامة النظامية وضمان العمل الكريم.

 

وانطلاقا من هنا  تطالب المنظمات المبادرة من الحكومة بضمان منح تصاريح الاقامة لكل من دخلوا البلاد بموجب هذا القانون ثم وقعوا في وضعية غير قانونية لاسباب خارجة عن  ارادتهم .

للمشاركة او للاستفسار:

18dicembre2025@gmail.com

المنظمات الراعية:

A Buon Diritto – ACLI – ActionAid – Arci – ASGI – ASGS – Casa dei Diritti Sociali – CGIL – CIES – CNCA – Commissione Migrantes Missionari Comboniani Italia – Emergency – Ero Straniero – Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose – Italiani Senza Cittadinanza – Medici del Mondo – Oxfam – Recosol – SIMM – UIL – UNIRE

 

پریس ریلیز [URDU]

18 دسمبر 2025 – مہاجر مزدوروں اور ان کے خاندانوں کا عالمی دن

ڈی کریٹو فلوُسی سے متاثره افراد کے لیے وقار اور حقوق کا مطالبہ کرنے کے لیے پیاتسا کاپرانیکا میں مظاہره

روم، 11 دسمبر 202518 دسمبر 2025 کو، مہاجر مزدوروں اور ان کے خاندانوں کے عالمی دن کے موقع پر، متعدد سماجی اور ٹریڈ یونین تنظیمیں روم میں پیاتسا کاپرانیکا میں شام 4:30 بجے مزدوروں اور مزدور خواتین کے ساتھ احتجاج کے لیے جمع ہوں گی، جو ایک ناانصاف نظام کا شکار ہیں۔

اسی مقصد کے تحت اٹلی کے دیگر شہروں میں بھی اجلاس، سرگرمیاں اور احتجاجی مظاہرے منعقد کیے جائیں گے، تاکہ ڈی کریٹو فلوُسی میں بنیادی اصلاحات اور زیاده منصفانہ اور شفاف مہاجرتی پالیسیوں کا مطالبہ کیا جا سکے۔

ڈی کریٹو فلوُسی، جو مزدوری کی طلب اور رسد کو دور سے ہم آہنگ کرنے کے لیے بنایا

گیا تھا، مارکیٹ کی حقیقت سے بہت دور ثابت ہوا ہے۔ سالوں کے دوران اس نے بے

ضابطگیاں اور حقوق کی منظم خلاف ورزیاں پیدا کی ہیں، جس سے مزدور خواتین اور

مزدوروں کو بے باک افراد کی دھونس اور دھوکہ دہی کا سامنا کرنا پڑا ہے۔

آج بہت سے مہاجر افراد ایسے ہیں جو اپنی مرضی کے بغیر، قانون کے مطابق تمام

ضروری کارروائیاں کرنے کے باوجود، رہائشی اجازت نامہ کے بغیر ملک میں موجود ہیں۔ دیگر افراد، جو پچھلے ڈیکریٹ کے متاثرین ہیں، بغیر کسی تحفظ کے کام کر رہے ہیں اور استحصال اور مزدور ٹھیکیداری کے خطرے میں ہیں۔

ایک ایسے ملک میں جو بہت سے شعبوں میں افرادی قوت کی کمی کا سامنا کر رہا ہے اور جہاں نوجوانوں کی ہجرت میں اضافہ ہو رہا ہے، اٹلی کے مفاد میں ہے کہ مہاجرین کی باقاعده رہائش اور وقار کے ساتھ روزگار کو فروغ دیا جائے۔

اسی لیے، مہم چلانے والی تنظیمیں حکومت سے مطالبہ کرتی ہیں کہ وه تمام افراد کو رہائشی اجازت نامہ فراہم کرے جو ڈی کریٹو فلوُسی کے تحت آئے اور غیر قانونی حیثیت میں آ گئے، حالانکہ یہ ان کی غلطی نہیں تھی۔

مہم میں شمولیت اور معلومات کے لیے: 18dicembre2025@gmail.com

مہم چلانے والی تنظیمیں:

A Buon Diritto – ACLI – ActionAid – Arci – ASGI – ASGS -Casa dei Diritti

Sociali – CGIL – CIES – CNCA – Commissione Migrantes Missionari Comboniani

Italia – Emergency – Ero Straniero – Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose – Italiani Senza Cittadinanza – Medici del Mondo – Oxfam  Recosol – SIMM – UIL

– UNIRE

Chiudere Gjader, cancellare il protocollo Italia Albania

Un dossier del Tavolo Asilo e immigrazione, a cui aderisce l’Arci, denuncia l’illegittimità dei CPR e delle deportazioni

Con una sentenza pronunciata il primo agosto, la Corte Europea ha stabilito che non sono i governi dei singoli paesi a poter determinare quali siano i “paesi sicuri” in cui deportare le persone in fuga dalla guerra, dalla repressione o dalla miseria. La pronuncia incide direttamente sul quadro normativo italiano e sui presupposti giuridici del Protocollo Italia-Albania in materia di esternalizzazione dell’asilo. Viene bocciata, almeno fino al 2027, la costosa operazione coloniale in Albania: un hotspot e un CPR che l’Arci, assieme a molte altre associazioni aderenti al Tavolo Asilo e Immigrazione, ha denunciato e monitorato costantemente in questi mesi. Ne è scaturito il dossier Ferite di confine (clicca per leggere). Per tutto questo continuiamo a chiedere che l’attuazione del  protocollo Italia-Albania, ossia il trasporto coatto dei cittadini stranieri in attesa dell’esecuzione dell’espulsione, va immediatamente sospesa sia in ragione della  gravità dei fatti riscontrati all’interno della struttura di  Gjader, sia per ragioni strettamente giuridiche. Questi centri vanno chiusi perché sono inutili e disumani.

 

Roma non sia complice del genocidio!

Acea e Farmacap rompano i rapporti di affari con Mekorot e Teva. Gualtieri dica da che parte sta (nota stampa del 29 luglio 2025)

Mentre aspettiamo che il sindaco Gualtieri risponda alla richiesta di rompere ogni relazione tra Acea (controllata al 51% dal Campidoglio) e l’israeliana Mekorot che ruba da 17 anni l’acqua al popolo palestinese, apprezziamo e rilanciamo l’adesione delle RSU confederali di Farmacap (azienda speciale 100% comunale) alle richieste di sospendere l’acquisto di farmaci del gruppo farmaceutico israeliano TEVA. «L’Azienda Farmacap, come azienda farma-socio-sanitaria, ha a cuore la salute delle persone e il diritto alla cura. Non può quindi, essere complice di crimini contro l’umanità», scrivono lз delegatз sindacali.

Da quasi tre anni il sindaco di Roma è senza parole sul genocidio in corso e sordo a ogni richiesta che arriva da cittadinз e reti solidali col il popolo palestinese.

Una presa di posizione senza ambiguità della Giunta Gualtieri è l’unico modo per smarcarsi dalla finta (e impossibile) neutralità nei confronti del genocidio in corso a Gaza. Israele usa acqua, cibo, medicinali come strumenti di sottomissione, ricatto, sterminio. Roma non può esserne complice! Per tutte queste ragioni rilanciamo l’appuntamento di domani, 30 luglio, davanti alla FAO

21 Giugno, in piazza contro il riarmo. Senza se e senza ma

Arci Roma è in mobilitazione permanente di contro i piani di riarmo europei [Vito Scalisi]

Continua la mobilitazione permanente di Arci Roma contro i piani di riarmo europei. Sabato 21giugno torneremo in piazza nell’ambito della mobilitazione internazionale convocata in occasione dell’apertura del vertice Nato a L’Aja.

Lo faremo con i contenuti storici della nostra associazione e dei movimenti pacifisti, per il disarmo totale, lo faremo con quelli che il 15 Marzo hanno dato vita al corteo che partì da Piazza Barberini – contro ogni forma di esercito comune e per il rilancio dei corpi civili di pace – con la partecipazione di 10mila persone, e che ci hanno visti sfilare il 5 aprile alla grande mobilitazione contro il riarmo lanciata dal Movimento 5 Stelle.

Tre mesi dopo le preoccupazioni che avevamo voluto sollevare sono state tutte drammaticamente confermate. Le politiche guerrafondaie europee non accennano a mitigarsi, questa Europa che continua ad essere complice del genocidio del popolo Palestinese ora sta costruendo l’alibi per l’aggressione israeliana all’Iran. Gino Strada diceva: “Solo dei cervelli poco sviluppati nel terzo millennio possono pensare alla guerra come strumento accettabile per la risoluzione dei conflitti”. Questi cervelli oggi governano il mondo. I ritardi nelle mobilitazioni del popolo della Pace sono tanti e le responsabilità altrettanto ampie.

Il tempo è nuovamente scaduto. Le morti di civili e bambini inermi sono tornate all’ordine del giorno. L’allargamento dei conflitti è oramai irrefrenabile. Siamo tornati ai tempi delle Crociate. Con il vessillo della democrazia e con la giustificazione delle guerre umanitarie – che non esistono – foraggiamo l’oppressione dei popoli. L’Europa feroce e cruenta che ha versato fiumi di sangue versati nella storia dell’umanità, la responsabile di due conflitti mondiali, la grande colonizzatrice è tornata a mostrare il suo volto più cruento e spietato. Armiamo, uccidiamo, terrorizziamo.

La sinistra italiana di oggi non è esente da responsabilità a causa delle sue enormi contraddizioni. Troppi i tentennamenti, le ambiguità, le incertezze. Tantissime le spaccature, che non nascono oggi. Una sinistra annichilita, divisa, corrosa al suo interno dal sistema economico liberista che si è scoperta incapace di reagire. Sono lontane le mobilitazioni oceaniche per la pace come quella del 2003 che vide 3milioni di persone in corteo solo a Roma. Abbiamo visto com’è andata a finire in Iraq così come in Afganistan.

Avevamo ragione noi. L’Europa è rimasta la stessa di allora va nella stessa direzione di ventidue anni fa: “Non è questa l’Europa che vogliamo, – recitava la piattaforma di convocazione del 2003 – l’Europa sta nascendo dal basso, la nuova cittadinanza europea vuole una Costituzione che metta al primo articolo il ripudio della guerra. L’Europa che vogliamo non è la fortezza che respinge migranti e profughi: l’Europa, l’Italia devono accogliere i profughi che fuggono dalla guerra e attivarsi perché l’Unione europea promuova in tutti gli Stati l’accoglienza e garantisca il diritto di asilo. La democrazia non si esporta con le armi, la democrazia va costruita in Iraq attraverso l’autodeterminazione delle sue popolazioni, la loro partecipazione, il rispetto dei diritti umani e di quelli delle minoranze”.

Sabato 21 a Roma ci saranno due cortei contro il riarmo europeo. Una divisione che si sarebbe potuta evitare se si fosse lavorato nei tempi giusti per una ricomposizione. Le convergenze si costruiscono sulla condivisione dei percorsi e dei contenuti, di questo ne siamo convinti. Ma non esistono più sistemi di alleanze aprioristiche. Tutto è saltato. Il movimento pacifista si è frantumato. Bisogna ricostruire quello che non c’è più da troppo tempo.

E allora il 21 diventa una occasione per ripartire nella ricomposizione sui contenuti di quel fronte ampio che tuttз considerano auspicabile e che il 15 marzo del 2003 marciò insieme. I due cortei del 21 partiranno alle 14, rispettivamente da porta San Paolo e da Piazza Vittorio, il primo è quello convocato dalla piattaforma Stop ReArm Europe (promosso da Arci, Sbilanciamoci, Attac, Transfom Europe), l’altro è stato chiamato da Potere al Popolo, Usb e dai Movimenti per il diritto. Il primo si concluderà al Colosseo, l’altro ai Fori Imperiali.

Così lontani, così vicini.

Due piazze limitrofe che vogliamo guardare come l’inizio di un percorso di convergenza necessario, obbligatorio.  I Circoli di Arci Roma, come ci hanno già comunicato, attraverseranno tutti e due i cortei per tenerli simbolicamente insieme Dopo il 21 ci sforzeremo per essere ancora ponti di dialogo politico di rilancio del movimento No War.

Intanto, ci auguriamo che entrambi i cortei siano partecipatissimi, colorati, e determinati a dire basta alle politiche di riarmo che sono funzionali alla guerra permanente, al genocidio e che verranno pagate da lavoratori e lavoratrici con colossali operazioni di macelleria sociale.

Oggi come nel 2003: “Vogliamo una società multiculturale. Vogliamo batterci per affrontare e risolvere i veri mali del mondo: fame, malattie, ignoranza, per il rispetto dei diritti umani, del diritto dei popoli all’uso delle risorse, per la giustizia tra i popoli. Non ci arrendiamo alla logica di guerra che pervade la società, alle tante guerre dimenticate che fanno milioni di morti, di profughi, di rifugiati in tutto il mondo. Per il rispetto dell’articolo 11 della nostra Costituzione Per un’economia di giustizia, contro la guerra economica e sociale della globalizzazione neoliberista. Per il disarmo globale. Per il cessate il fuoco della guerra infinita. Mai più guerra! Per un altro mondo possibile!”.

*Vito Scalisi è il presidente di Arci Roma

 

Torna la Festa dei circoli di Arci Roma!

Di gioco e di lotta: 85 circoli, più di 90mila socз, 5 giornate di festa, 6 concerti live, 10 dibattiti, 4 documentari, stand up, dj set, laboratori artistici e musicali.

Ecco il programma della seconda festa di Arci Roma, spazio aperto alla cultura dal basso e alle sinistre politiche, sociali e sindacali della città. Dal 25 al 29 giugno al Parco Marta Russo di Labaro

Dal 25 al 29 giugno torna la festa di Arci Roma e dei circoli. Dopo la prima edizione, Arci Roma Fa Rumore, l’appuntamento annuale lascia la location di Parco Piccolomini per spostarsi decisamente in periferia e riaprire lì uno spazio “di gioco e di lotta”, fruibile da tuttз e aperto al confronto fra le sinistre sociali, sindacali e politiche della città.

Siamo fatti di gioco e di lotta, infatti, è il titolo di questa seconda edizione che si terrà nella cornice del Parco Marta Russo, nel quartiere Labaro, facilmente raggiungibile con la Ferrovia urbana Roma Viterbo.

Per cinque giornate lз socз degli 85 circoli dell’area metropolitana daranno vita a panel, dibattiti, laboratori e spettacoli coinvolgendo artistз e protagonisti della scena politica e delle vertenze sociali sui temi cari alla storica associazione ricreativa e culturale che, tra la città e la provincia, conta oltre 90mila iscrittз che ogni anno producono concerti, spettacoli dal vivo, corsi di teatro, musica, danza, cineclub, fotografia, intervento sociale, pratiche di mutualismo, educazione extrascolastica, laboratori dedicati a ogni fascia d’età.

Una comunità multiculturale e intergenerazionale, fatta di gioco e di lotta, capace di esprimere con ogni linguaggio artistico la propria idea di città polifonica, conflittuale, antipatriarcale, pacifica, solidale, ambientalista e anticoloniale.

i dialoghi

In un momento storico drammatico contrassegnato da un lato dalla combinazione micidiale tra genocidio in Palestina, escalation in Medio Oriente, riarmo europeo e cambiamenti climatici e dall’altro, dall’erosione dell’agibilità democratica determinata dal modello Giubileo applicato a Roma da Meloni, Gualtieri e Rocca, non potevano non essere protagoniste degli spazi di dibattito le tante vertenze territoriali per l’ambiente, le mobilitazioni a fianco della popolazione palestinese, le rivendicazioni di chi opera nella produzione di cultura, le battaglie transfemministe. Il festival, ancora più della prima edizione, promette di essere uno spazio inclusivo ma interdetto a ogni forma di fascismo, razzismo e discriminazione. Una delle giornate, quella del 27 giugno sarà dedicata ai temi delle migrazioni e della cittadinanza in collaborazione con i progetti SAI-AIDA di Roma e Monterotondo.

 la musica

Il programma musicale riflette le scelte artistiche dei circoli, sideralmente distanti dal mainstream e attenti a forme, contenuti e stimoli provenienti dalle controculture, dai territori e dai mondi delle autoproduzioni. Ne è scaturito un cartellone vivace e articolato che propone progetti italiani e internazionali dai pionieri della cumbia made in Italy, Los3Saltos, ai maghi colombiani della rumba digitale, Ghetto Kumbé; dall’originale ibridazione di Fucksia tra dj set e live experience fino al punk eccentrico dal New Jersey di Ron Gallo, per finire in bellezza con il reggae della Wogiagia crew e i fiati di Mefisto Brass LIVE street band milanese che di definisce “Sound System a Energia Polmonare”.

i laboratori

Da segnalare, i laboratori organizzati da alcuni circoli e scuole di musica del circuito Arci: la proposta di Danza Afro Contemporanea curata da Ashai Lombardo Arop col circolo Fivizzano e i saggi di IMusicschool Rome nella mattinata del 28 luglio e, il giorno appresso, di Centro Ottava. Nel pomeriggio della domenica, a partire dalle 17:30, la possibilità di lezioni aperte con pattini e skateboard nella zona palco in compagnia di skater esperti del circolo Arci Trick Track di Pomezia.

la socialità

La trattoria e la mescita sociale riprodurranno l’atmosfera di socialità dei circoli con estrema attenzione all’impatto ambientale della festa a partire dalla messa al bando dei prodotti sotto boicottaggio da parte delle campagne contro sionismo e colonialismo e della plastica nelle bottiglie e nelle stoviglie. Prodotti e bevande verranno proposti anche sulla base dell’attenzione dei produttori alla sostenibilità socio-ambientale degli ingredienti e delle filiere. Naturalmente sarà disponibile solo acqua pubblica e gratuita.

 

Potere alla parola – Programma dei panel

Mercoledì 25 giugno

18:00 – 18:45 PALCO B

I Saharawi: una storia per l’autodeterminazione

con Fatima Mahfud, rappresentante in Italia del Fronte Polisario; Gianluca Diana, giornalista e scrittore; Valentina Roversi, Rete Saharawi.

19:00 – 20:00 PALCO B

Palestina, il Genocidio sotto Traccia

Con con Walter Massa, presidente nazionale Arci, Moni Ovadia, Hamdi AlHaroub (regista); Maya Issa, presidente del Movimento Studenti Palestinesi; Palestine Chronicle, Vito Scalisi, presidente di Arci Roma

20:15 – 20:50 PALCO A

Perché qui, perché ora: ciao Labaro

con Daniele Torquati, presidente del Municipio Roma XV; Luigia Chirizzi, assessora LL.PP Municipio Roma XV; Gaetano Seminatore, segreteria romana Pci; Stefania Piccinnu, presidente Arci No Problem; Vincenzo Pira, Comitato di Quartiere Labaro.

 

Giovedì 26 giugno

18:00 – 18:30 PALCO B

Presentazione di FestA! Il Manifesto dei festival promosso da Arci

con Marco Trulli, responsabile Cultura e Giovani di Arci Nazionale

 

18: 30 – 20:00

La città della notte.  Coprogettare e coprogrammare il tempo e gli spazi delle culture

con Marco Trulli, responsabile Cultura e Giovani di Arci Nazionale; Erica Battaglia, presidente Commissione Cultura Roma Capitale; Tatiana Marchisio, assessora politiche culturali Municipio Roma XV; Claudio Cippitelli, sociologo; Raniero Pizza, direttore artistico Monk Club; Tommaso De Angelis, Zalib-Centro Giovani; Daniela Lebano, delegata Arci Roma, Francesca Coleti, responsabile Terzo Settore Arci Nazionale; conduce Leonardo Zaccone (Sveja)

 

Venerdì 27 giugno

Cittadinз del Mondo. Arci Roma per la Giornata del Rifugiato

in collaborazione con i progetti SAI-AIDA di Roma e Monterotondo

18:30 – 20:00 PALCO B

Dall’accoglienza alla cittadinanza – siamo tuttз migrantз

Modera Annalisa Camilli, giornalista; Mattia Fonzi (Openpolis) presenta il report “Accoglienza al collasso. Centri d’Italia 2024”, con Agnese Rollo, assessora politiche sociali Municipio Roma XIV; Anci Lazio; Valerio Tursi, presidente Arcisolidarietà; Francesca De Masi, presidente cooperativa Be Free; Sara Grimaldi, coordinatrice progetto Sai-Aida; Marta Bonafoni, segreteria Pd; Alberto Grandi, docente di Storia del Cibo; Antonio Maurizio Loiacono, storico, specializzato nella presenza araba e nei rapporti interculturali e interreligiosi nell’Italia meridionale altomedievale; Papia Aktar, delegata alle politiche sulle migrazioni di Arci Roma

Sabato 28 giugno

19:30 – 20:30 PALCO B

Milano-Roma, due modelli, una sola risposta: resistenza!

con Alvise Tassell (Ecoresistenze Milano); Rocco Spinelli (Milano Città Pubblica); David Di Bianco (Coord Tavoli del Porto Fiumicino); Giancarlo Storto (Carteinregola Roma); Michele Itasaka (Comitato Si al Parco, Si all’Ospedale, No allo Stadio – Roma); Comitato San Siro Città Pubblica – Milano; Giuseppe Libutti (Coordinamento Caio); Barbara Manara, delegata Pace e pianeta Arci Roma.

20:30 PALCO B

Il Prezzo Che Paghiamo – DOCUMENTARIO

Scritto e diretto da Sara Manisera, prodotto da Greenpeace e ReCommon, Italia 2025, 37’

a seguire dibattito con Diletta Bellotti, L’Espresso; Felice Moramarco, Greenpeace Italia; Eva Pastorelli, ReCommon; Luca Manes, ReCommon

 

Domenica 29 Giugno

18:00 – 19:00 PALCO B

Non si calpesta l’erba. Stili di vita, lavoro, e salute nel mirino del proibizionismo

con Matteo Mantero, autore di “Una pianta ci salverà. Storia virtuosa della canapa”; Chiara Lo Cascio (Canapa Sativa Italia), Leonardo Fiorentini (segretario di Forum Droghe) modera Paolo Occidente (Pot Radio)

19:30 – 20:45 PALCO B

Repressione, ossia il riarmo visto dal fronte interno

con Paolo Di Vetta (Movimenti per il diritto all’abitare), Linda Meleo (M5s Roma), Valerio Zaratti (Europa Verde Roma), Luca Blasi (Rete A Pieno Regime), Eliana Como (minoranza Cgil-Le radici del sindacato), Daniele Leppe (giurista), Beatrice Gamberini (Pap), coordina Gianluca Cicinelli (direttore Diogene Notizie)

 

Il cartellone – programma degli spettacoli

INGRESSO SEMPRE GRATUITO

 

Mercoledì 25 giugno

21.00 PALCO A

Nazra Palestine Short Film Festival – cortometraggi

due pellicole centrate sulla vita e la resistenza delle donne e dei giovani palestinesi
The Poem We Sang – BEST EXPERIMENTAL SHORT FILM 21.30 diretto da Annie Sakkab, Palestina 2023
Mate Superb –  BEST DOCUMENTARY SHORT FILM 22.30 diretto da Hamdi AlHaroub, Palestina 2013

21.30 PALCO A

No Other Land – FILM

diretto da Yuval Abraham, Basel Adra Hamdan Ballal, Rachel Szor, Palestina, Norvegia 2024

La storia di amicizia tra l’attivista palestinese Basel e il giornalista israeliano Yuval. Ha vinto un premio ai Premi Oscar e ha ottenuto una candidatura al Festival di Berlino

Giovedì 26 giugno

21:30 PALCO A

Los3saltos cumbia

Pionieri della cumbia made in Italy, dosano in maniera fresca e spontanea la scrittura dei testi in madre lingua alla mescolanza di ritmi trascinanti, dando vita ad una formula del tutto nuova nella scena musicala italiana in cui la cumbia e le sue derivazioni divengono un potentissimo mezzo per declinare la propria “occidentalità”. Ad oggi i Los3saltos sono arrivati al traguardo del quarto disco “Temporada”. Dall’inizio del 2017 Los3saltos è parte integrante dell’Istituto Italiano di Cumbia, progetto fondato e capitanato da Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti e prodotto dall’etichetta indipendente La Tempesta, che ha portato parte del gruppo romano ad esibirsi su alcuni dei palchi più importanti d’Italia sia nei grandi festival che in prestigiosi club.

22:30 PALCO A

Ghetto Kumbé Afro-futuristic Electro Caribbean

I famosi cantanti e percussionisti “maghi” colombiani, evocatori degli spiriti pagani della rumba digitale faranno tappa a Roma alla Festa dei Circoli Arci Roma durante il loro sesto Tour europeo. Un potente mix di ritmi elettronici caraibici, tradizioni afro-colombiane e dell’Africa occidentale.
I Ghetto Kumbé sono il punto d’incontro di 3 grandi musicisti della costa caraibica colombiana. Melodie africane e colombiane incontrano tamburi, ritmi, ed elettronica di stampo Tech/House.
I Ghetto Kumbé sono creatori di paesaggi sonori afro-futuristi. Il punto di forza dei GHETTO KUMBÉ è ovviamente il live grazie anche alla loro originaria identità visiva, fatta di maschere etno-futuristiche fluorescenti, visual abbinati ma soprattutto un sound potentissimo, un rituale di ballo che viene dal passato e proiettato nel futuro.

Venerdì 27 giugno

21.30 PALCO A

Stand Up/ Rassegna Stampa Non Richiesta

un monologo tragicomico di e con Le Recensioni non Richieste

Le Recensioni non richieste, autore di satira, psicologo, gay, transfemminista, cofondatore del progetto di queer comedy “Fraciche”.

22.30 PALCO A

Fucksia HYBRID LIVE – DJSET

Le Fucksia sono una band Italo brasiliana formata da Mariana Mona Oliboni, Marzia Stano e Poppy Pellegrini. Transfemministe e queer, sono la combinazione perfetta tra attitudine punk, sonorità

techno/dance e psichedelia. Il progetto “Fucksia” Hybrid è una combinazione tra un DJ set e un concerto live, con sessioni di 45/50 minuti ciascuna. “Fucksia” Hybrid integra di stili musicali diversi dall’elettronica, al funky brasilero, dai ritmi tropicali allo psytech e acid tekno live.

Sabato 28 giugno

22.30 PALCO A

Ron Gallo LIVE, New Jersey – Garage Rock

“Il mondo è fottuto, ma l’universo è dentro di te” è il filo conduttore di tutti e 5 gli album di Ron Gallo: essere umano, cantautore, musicista e disruptor costruttivo. Il suo album di debutto “HEAVY META”, descritto da NPR come “elettricità letterata”, è stato pubblicato con un ampio successo di critica e un tour mondiale, e un singolo di successo improbabile, “Young Lady, You’re Scaring Me”, che ha totalizzato oltre 61 milioni di streaming. Si è esibito al Coachella, al Bonnaroo, al Governors Ball e al Pukkelpop. Il suo ultimo album, “FOREGROUND MUSIC”, pubblicato dalla leggendaria etichetta indie Kill Rock Stars, affronta i cattivi della nostra società e aiuta coloro che ne sono schiacciati, trovando un modo per ridere dell’assurdità di tutto ciò attraverso 11 tracce di punk eccentrico, pop weirdo e garage rock distorto.

Domenica 29 giugno

21.30 PALCO A

Wogiagia LIVE reggae

La Wogiagia crew nasce nel febbraio 1999 nella periferia Nord di Roma e da allora non ha mai smesso di suonare.

22.30 PALCO A

Mefisto Brass LIVE street band

“Sound System a Energia Polmonare”: il gruppo, con un organico da Street Band, attinge dalle sonorità tipiche della musica elettronica, riformulandole e adattandole a una formazione composta esclusivamente da strumenti a fiato e percussioni.

Il progetto nasce nel 2019 a Milano e, proponendo un repertorio di brani originali, si inserisce nella scena dapprima milanese e poi italiana anche grazie a un’intensa attività di busking e performance di strada. Dal loro esordio, grazie alla dirompente carica del loro live show, i Mefisto hanno collezionato più di 180 esibizioni presso locali, sale da concerto e festival in Italia ed Europa.

Nel 2020 i Mefisto pubblicano il loro primo EP, “Amhardcore” e a Marzo 2024 è uscito il loro primo album “Totem”.

 

Dal 25 al 29 giugno al Parco Marta Russo, viale Gemona del Friuli (Labaro)

Public water                           Free Entry                                  Kids Area

 

Una iniziativa di Arci Roma con Roma Incontra il Mondo per Tessere la Città

In collaborazione con Progetti Sai/Aida Roma e Monterotondo

Ucca, ReCommon, Greenpeace 

 

 

 

Un tavolo invece di polizia, un bosco invece dello stadio

Il bosco di Pietralata esiste e resiste. Serve un tavolo partecipato e non dichiarazioni retoriche della Giunta

Ancora una volta l’assalto al bosco di Pietralata è stato impedito dalla resistenza pacifica e risoluta di cittadine e cittadini, comitati popolari e associazioni come Arci Roma, organiche a questa cruciale vertenza ambientale.

Che il bosco esista è stato finalmente certificato, dopo tre anni di lotte, dallo stesso agronomo incaricato dal Dipartimento Ambiente di Roma Capitale. Mauro Uniformi, presidente del Consiglio dell’Ordine nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, ha constatato l’esistenza di almeno due ettari di bosco tutelato nella più ampia area verde minacciata dal progetto di stadio.

Per questo ci sembrano fuori luogo i richiami al «rispetto delle regole» da parte di chi, in nome del progetto di un soggetto privato, non solo ha negato per anni l’esistenza di un bosco pregiato ma ha preteso che l’assemblea capitolina, sulla base di quella negazione, dichiarasse il fantomatico “pubblico interesse” per un’opera devastante.

L’assessore Veloccia dovrebbe invece rispondere alla richiesta della cittadinanza di un tavolo pubblico e partecipato da tutti i soggetti coinvolti.

Del tutto fuori luogo anche l’aggressività delle forze dell’ordine che, ancora una volta, hanno provato ad alzare la tensione senza riuscire a trasformare una manifestazione pacifica e legittima in un tafferuglio. Arci Roma è solidale con le due compagne del direttivo che sono rimaste contuse nel tentato assalto della polizia al presidio popolare.

Ringraziamo per la loro presenza l’eurodeputato Dario Tamburrano, Daniele Diaco (consigliere comunale), Filiberto Zaratti (deputato).

Rilanciamo, assieme a RIOT, i prossimi momenti di mobilitazione sotto alle sedi istituzionali:

– 14 maggio ore 12:00 conferenza stampa Assessorato Ambiente

– 15 maggio ore 16.30 manifestazione verso l’Assessorato all’Urbanistica

– 17 maggio manifestazione in Campidoglio

La pace non ammette ambiguità

Il presidente di Arci Roma spiega la mobilitazione permanente contro il riarmo e il genocidio. Una delegazione andrà anche al corteo M5s del 5 aprile [Vito Scalisi]

A inquietarmi non è stato l’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky del 28 febbraio, né l’annuncio che ne è seguito del programma di riarmo europeo di Ursula von der Leyen. A sconvolgermi non sono le minacce di Vladimir Putin, ma sono Israele, con il genocidio in atto in Palestina, e il massacro degli ucraini con la complicità del mio paese e dell’Europa. A questo turbamento si associa una profonda delusione per due anni di balbettii dello storico movimento pacifista e antifascista italiano, incapace di mettere in piedi mobilitazioni nazionali di massa degne di rilievo e che persino nelle ricorrenze del 25 aprile è stato incapace di chiedere tavoli diplomatici per la risoluzione della guerra tra Ucraina e Russia, incapace di schierarsi con le resistenze palestinesi rifiutando gli attendismi, i distinguo, le retoriche ambigue di chi, volente o nolente, ha partecipato alla costruzione del silenzio intorno al genocidio risultando complice di un meccanismo che, mentre uccideva decine di migliaia di persone e ne metteva in fuga milioni, stritolava anche il senso comune e la politica.

Le strade di Roma hanno dimenticato quella sinistra dei partiti, associativa e sindacale che per anni ha animato con mobilitazioni di massa il movimento pacifista e che oggi, con il suo cerchiobottismo, ha piuttosto spezzato il fronte del dissenso degli italiani al riarmo e al sostegno acritico a Israele e Ucraina.

E’ stata incapace di costruire mobilitazioni con parole d’ordine chiare, prive di ambiguità nel chiamare la guerra, il riarmo e il genocidio con il loro nome. E ancora una volta mentre tuttз ci aspettavamo, all’indomani dell’annuncio del piano di riarmo europeo, quella grande chiamata pacifista tanto attesa a Roma, ci ha pensato l’appello di Michele Serra a erigere l’ennesimo muro pieno di se e di ma. Una piazza che ha escluso dal palco lз pacifistз della marcia Perugia-Assisi tentando “per ore e ore in tutti i modi di fargli chiudere la bandiera”.

Ecco perché le piazze romane, piccole ma tante, in cui come Arci Roma abbiamo scelto di partecipare in questi anni sono quelle che hanno avuto il coraggio di nominare e denunciare il genocidio e la pulizia etnica perpetrata da Israele. In futuro le piazze che ci vedranno protagonistз saranno solo quelle che esprimeranno con chiarezza la contrarietà al riarmo e all’invio di armi in una logica decoloniale e antisuprematista.

Pur rimanendo convinto che fermare Israele e difendere la Palestina sia la priorità assoluta per poter immaginare un mondo di pace, convinto che la piattaforma contro il riarmo da cui ripartire sia quella di Piazza Barberini del 15 marzo, credendo fermamente che ad appelli nazionali chiari debbano seguire percorsi cittadini condivisi e partecipati, penso che coerentemente, dando priorità all’urgenza, ai contenuti e al ripudio di ogni ambiguità, la manifestazione nazionale del 5 aprile indetta dal M5S a Roma “contro il riarmo, contro lo spreco di miliardi in armi” vada sostenuta. Per questo insieme ad una delegazione di Arci Roma sarò anche in quella piazza in attesa di una chiamata nazionale dei movimenti, all’altezza della situazione.

 

 

 

 

15 marzo, fa’ la piazza giusta

Arci★Roma a piazza Barberini per dire no al riarmo dell’Europa!

Arci Roma ha condiviso la scelta di Arci nazionale di non aderire e non partecipare – alla piazza convocata da Michele Serra e Repubblica – nel rispetto di chi, invece, ha deciso di esserci nella forse vana speranza di ribaltarne l’errata impostazione bellicista.

Le grandi organizzazioni popolari pacifiste e antifasciste, come l’Arci, sono da sempre uno spazio di discussione e non caserme, con varie anime che su alcune questioni possono assumere posizioni diverse ma mai favorevoli ad investimenti in armi e nel nucleare.

Tuttavia Arci Roma avverte fortissima l’urgenza di opporsi ai piani di riarmo europei. Perciò abbiamo scelto di mobilitarci sempre quel giorno ma in un’altra piazza, lontana sia fisicamente che emotivamente da quella di Repubblica, ambigua e attraversata da componenti guerrafondaie e neoliberiste.

Sentiamo la necessità di manifestare per dare voce ad una larga parte della popolazione, ai nostri Circoli e alla gran parte delle e dei nostri soci e socie che ci chiedono di costruire uno spazio pubblico dove poter esprimere la contrarietà a questa Europa di guerra in modo inequivocabile. Tutto ciò in attesa di una chiamata nazionale, all’altezza della situazione.

Convergeremo, dunque, a piazza Barberini, a fianco di una ampia compagine di realtà sociali, sindacali e politiche contro i piani di von der Leyen, contro i diktat di Trump e contro ogni imperialismo; contro ogni guerra e in difesa del welfare.

Insieme riempiremo la piazza con le bandiere della pace, con quelle dei popoli palestinese e curdo traditi dall’Europa reale, con le parole d’ordine delle vertenze territoriali e tanti cartelli e striscioni che esprimano il ripudio della guerra e della militarizzazione delle nostre città con vecchi e nuovi pacchetti sicurezza.

Una piazza di persone che torneranno nei luoghi di lavoro e di aggregazione consapevoli che è solo l’inizio di un percorso ma convinti che l’unico pericolo che oggi corre l’Europa è questa Europa.

Il 15 marzo Arci Roma non ci sarà. Costruiamo un’altra piazza per un’altra Europa

Stop ReArming Europe, pace e solidarietà contro guerra e austerità

Ora basta, l’Europa è in pericolo!

Per questo abbiamo scelto la bandiera UE in versione rossa che sventola a Ventotene perché è quello il colore dell’allarme in mare.

La corsa al riarmo, la complicità nel genocidio delle e dei palestinesi, l’interventismo guerrafondaio nel conflitto russo-ucraino non sono l’Europa che vogliamo!

Bisogna dirlo senza le ambiguità che permangono sia nell’appello di Michele Serra sia negli appelli di molti soggetti che hanno aderito.

La piazza del 15 marzo rincorre ancora il diktat atlantista degli USA rilanciando le politiche fallimentari di Von der Leyen.

Se oggi l’Europa è snobbata dai tavoli di trattativa, le responsabilità sono di chi ha deciso la subalternità di questa Europa all’alleanza con gli Usa.

Non si torna grandi riarmandosi, come pretende Trump, tagliando lo stato sociale, facendo pagare il conto alle lavoratrici e ai lavoratori.

Questa UE è la stessa che ha strozzato la Grecia con la trappola del debito. Ed è quella che costruisce muri e lascia annegare migliaia di migranti in fuga da guerra e miseria.

Che senso ha, inoltre, manifestare in difesa di una UE che ha costruito la gabbia delle privatizzazioni e dell’austerità per partecipare a una guerra mondiale a pezzi?

Vogliamo un’altra Europa che innanzitutto valorizzi e investa in quello stato sociale che è il fondamento delle nostre carte costituzionali.

Ci vuole un’altra piazza: Stop Rearming Europe / Contro le politiche coloniali/ Per un’Europa bandiera dei popoli oppressi/ Pace e solidarietà contro guerra e austerità

L’Europa che vogliamo è quella che saprà essere il più alto baluardo transnazionale a difesa del diritto di autodeterminazione di tutti popoli oppressi.