
ARCI DI ROMA - UFFICIO IMMIGRAZIONE
Viale Stefanini 15 ROMA
TEL. 0641734712 - FAX 064181093
romaimmigrazione@arci.it
SPORTELLO IMMIGRAZIONE
MARTEDÍ ORE 15.00 - 19.00
Lo Sportello offre servizi di
richiesta e rinnovo permessi di soggiorno
cittadinanza
ricongiungimento familiare
sportello legale
consulenza legale
orientamento ai servizi pubblici
richieste di asilo e protezione internazionale
orientamento e consulenza del lavoro
consulenza per assunzioni
conteggio dei contributi INPS x colf e badanti
traduzioni e mediazioni linguistiche e culturali
• 4° Centro Territoriale Permanente per l’istruzione e la formazione in età adulta Luigi Di Liegro
Nell’ambito del progetto “L’Italiano, lingua nostra”, Progetto FEI, Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini di paesi terzi, Ministero dell’Interno, dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione in convenzione con L’Università per Stranieri di Perugia si attivano dei corsi di lingua italiana per cittadini stranieri immigrati di livello base e conseguente certificazione linguistica “CELI” dell’Università Stranieri di Perugia
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• L’Arci alla Manifestazione del 1 Marzo
• Appello alla mobilitazione
Il 19 Gennaio sotto le prefetture in tutt’Italia
Roma piazza dei SS. Apostoli ore 16:00
Il 24 Gennaio assemblea a Roma per rilanciare l’iniziativa al Sud
Il caso Rosarno è dunque un caso nazionale. Perché è un prodotto delle politiche sulla sicurezza e un episodio del generale clima di intolleranza che si respira in Italia, perché è un caso umanitario, perché è un episodio dello sfruttamento comune nelle campagne del Sud, perché è un prodotto della questione meridionale, perché si interseca con la questione mafiosa, perché occorre ripristinare l’agibilità politica e democratica in Calabria.
Ci appelliamo alla società civile rosarnese
A quelle fasce di disagio sociale che vengono sottomesse dal governo clientelarmafioso del territorio e taglieggiate dalla speculazione economica e politica ad esso connessa, affinché riconoscano nei lavoratori immigrati un alleato nella lotta per il riscatto da questo sistema soffocante. La solidarietà verticale con padroncini e malandrini che si è espressa a Rosarno è solo l’apice di un fenomeno indotto in tutto il territorio nazionale e nel Sud in particolare: con la crisi, è utile a padronato e governo indirizzare il disagio sociale contro l’anello più debole in una guerra tra poveri che impedisce di riconoscersi come ugualmente sfruttati. Per questo è importante capire che la lotta per la regolarizzazione dei lavoratori immigrati è la stessa lotta di tutti i lavoratori italiani costretti al lavoro nero e alla crescente precarietà sociale. Occorre sostenere una mobilitazione nazionale, che attraversi in particolare il Mezzogiorno, per ridare forza ai movimenti locali. Una mobilitazione il più larga possibile, che coinvolga le associazioni e i partiti, i sindacati e le organizzazioni di massa, le realtà territoriali, la chiesa, i movimenti, i cittadini e le cittadine che dicono no al razzismo. Costruiamo una rete nazionale di solidarietà che supporti gli africani prima sfruttati e poi deportati da Rosarno nei lager di mezz’Italia. E mobilitiamoci sui territori, per costruire un movimento capace di dare un segnale forte sul caso Rosarno, radicare il dissenso, progettare l’accoglienza. La tutela dallo sfruttamento sul lavoro e dai rischi che questo comporta e le politiche dell’accoglienza sono la vera garanzia della sicurezza sociale. Per questo motivo chiediamo la concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari a tutti i migranti di Rosarno. Lanciamo una vertenza per il riconoscimento automatico del permesso di soggiorno per gli stranieri che lavorano in agricoltura. E chiediamo una sanatoria generalizzata che salvaguardi la vita di migliaia di cittadini sfruttati e soggiogati dalle mafie che gestiscono la compravendita di forza lavoro. Dopo la protesta e il corteo del 9 Gennaio, dopo il sit-in con le arance insanguinate del 12 gennaio al Senato, dopo le tante iniziative che si sono svolte nel Paese, la mobilitazione non si ferma, ma si allarga.
Il 19 Gennaio a Roma, a Caserta e in tante altre città italiane si terranno dei presidi sotto le prefetture
Per far sentire la nostra voce portare al governo le nostre proposte.
Il 24 Gennaio a Roma l’assemblea nazionale sulle migrazioni
Che segue alla grande iniziativa del 17 ottobre, sarà l’occasione per lanciare una grande mobilitazione per l’intervento nel Sud Italia, a partire dalla Calabria.
comunità migranti e associazioni antirazziste di Roma
Claudio Graziano
Resp. Immigrazione
Arci Roma
• Contro la violenza sessista e razzista
Nella tua città c’è un lager
È il cie (centro di identificazione ed espulsione) di ponte galeria
Noi non siamo complici! Siamo tutte con joy
La donna che ha denunciato il tentativo di stupro da parte del suo carceriere nel cie di milano. Non vogliamo essere complici di una violenza legalizzata. Non vogliamo essere complici di una legge razzista fatta in nome delle donne. Non vogliamo essere complici di un sistema che considera le persone immigrate come dei criminali solo perché non hanno i documenti non c’è risposta alla violenza che non sia autodeterminazione:
L’autodeterminazione di una è l’autodeterminazione di tutte
Mercoledì 25 novembre 2009
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne
Presidio itinerante di donne
Femministe e lesbiche, migranti e autoctone
Verso il cie di ponte galeria
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• Sgomberata la ex fabbrica Heineken, circa 200 persone abbandonate per strada.
Roma, 12 Novembre 2009
Questa mattina circa 200 persone rom rumene sono state sgomberate dall´edificio della ex fabbrica Heineken in via dei Gordiani dove si erano provvisoriamente “sistemate” a seguito dello sgombero avvenuto ieri dell´insediamento dove vivevano da tempo. Lo sgombero è avvenuto senza che nessun rappresentante delle associazioni, nessun legale, mediatore culturale e giornalista si potesse avvicinare all´area e senza che nessun funzionario del Comune e delle forze di polizia desse notizia di ciò che stava avvenendo all´interno. Non riusciamo tutt´ora ad avere notizie di circa 20 persone che sono state portate via su un autobus terrorizzate e in lacrime. Non riusciamo a capire come si possa sgomberare un area e non proporre nessuna alternativa alle persone se non quella della divisione delle famiglie, il rimpatrio o la strada.Ci chiediamo anche perché chi ha deciso tale sgombero non ha trovato una seria soluzione di accoglienza per queste persone abbandonandole ancora una volta a loro stesse.
• Rinviato lo sgombero dei Rom di Via di Centocelle
Roma, 27 Aprile 2009
Grazie al tempestivo, e quanto mai fondamentale, intervento delle Associazioni e della scuola “Iqbal Masih” che hanno deciso di promuovere un presidio in difesa dei rom romeni di via di Centocelle, vi annunciamo che, a seguito della forte diffusione che ha avuto la suddetta iniziativa, segnalata questa mattina personalmente dai nostri operatori alle cariche cittadine competenti, abbiamo avuto garanzia dai soggetti responsabili, che mercoledi` 29 non avra` luogo alcuno sgombero. L’immediata e forte risposta data da parte di tutti/e noi ha portato le istituzioni competenti a scegliere di non procedere per il momento alle operazioni di sgombero rinviandolo a data da destinarsi (presumibilmente a scuole terminate). Per questa ragione il presidio indetto per mercoledi` mattina non avra` luogo, invitiamo tutti e tutte a restare comunque attenti a quanto si muove quotidianamente in citta`, consapevoli che stando uniti possiamo farcela sempre.
Si ringraziano per aver sottoscritto l’appello: POPICA ONLUS, Studenti/esse PISM ROMA3, ARCI ROMA, STALKER OsservatorioNomade, Casa dei Diritti Sociali FOCUS, FEDERAZIONE ROM E SINTI, Antica Sartoria Rom, GRUPPO EVERYONE, GRUPPO WATCHING THE SKY, Associazione ANNE’S DOOR, A.N.P.I. Circolo “Giordano Sanganno” VII Municipio, Lega Missionaria Studenti, Laboratorio Sociale 100celle, Comitato Donne 100celle e dintorni, Sportello Popolare Quarticciolo, Roma` Onlus, Associazione TERRA TERRA, Centro d’iniziativa popolare Centocelle Alessandrino, Centro Informazione Ricerca e Cultura Internazionale, MISSIONE CATTOLICA ROM E SINTI, Coordinamento Giovani in Lotta, Coordinamento per la difesa del Parco Tor Tre Teste Alessandrino, Spazio Sociale 100celle APERTE, SCUP Spazio Culturale Peperino, “Una scuolina per crescere” ARPJ-Tetto, il Vicepresidente del Municipio V Antonio Medici e Andrea Alzetta del Gruppo consiliare al Comune di Roma per La sinistra- L’arcobaleno
• Pacchetto sicurezza - ecco cosa prevedono in sintesi il ddl 733/08 e il dl 11/09
Elaborato da Nicola Grigion, Progetto Melting Pot Europa
Integrato da Cristina Sebastiani, progetto Baobab ARCI Milano
Con 154 voti favorevoli e 114 contrari il 4 febbraio 2009 il Senato della Repubblica ha approvato il “pacchetto sicurezza”, il disegno di legge 733/08. Ora il disegno di legge tornerà alla Camera [NB la discussione riprenderà martedì prossimo 10 marzo], dopodiché, se approvato, dovrà essere firmato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale - solo allora sarà legge dello Stato .
Intanto, con decreto legge, il 23 febbraio 2009 viene approvato dal Consiglio dei Ministri il cosiddetto “pacchetto antistupro”, dl 11/09, che contiene alcune delle misure prima previste dal ddl 733 e che è, dato il carattere emergenziale previsto dall’utilizzo di un decreto legge, immediatamente esecutivo.
• Distrutta la comunità Rom di Pesaro. Le autorità avevano l’ordine di sgomberare e di smembrare le famiglie.
Gruppo EveryOne: “Abbiamo vissuto momenti tragici. Una donna è caduta a terra. Madri e padri di famiglia in lacrime volevano darsi fuoco se avessero tolto loro i bambini. Proibita la mediazione umanitaria ai nostri attivisti e nessuna assistenza ai malati”. Inatteso il raid della forza pubblica, perché Sindaco e autorità si erano impegnati formalmente ad attuare un programma di integrazione casa-lavoro.
• L’Arci attiva il Numero Verde SOS Diritti
Il Numero Verde
800 99 99 77
Per denunciare soprusi e violenze subite dai migranti.
L’Arci fornirà informazioni e assistenza legale
• Siamo medici ed infermieri non siamo spie
Il nuovo Pacchetto sicurezza prevede, tra le altre cose, l’abolizione del comma 5 dell’articolo 35 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull’immigrazione) che sancisce il divieto di “segnalazione alle autorità”, da parte dei medici che hanno in cura l’immigrato.
L’Appello di Medici senza Frontiere
Dal giuramento d’Ippocrate:
Giuro di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato
APPELLO
“DIVIETO DI SEGNALAZIONE”
siamo medici ed infermieri, non siamo spie



• PROGETTO SPRAR









