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Master Immigrati e Rifugiati
Foto UNHCR- Gangale, Maggio 2011
Sono aperte le iscrizioni per candidarsi alla X edizione del Master Immigrati e Rifugiati (a.a. 2011-2012) presso il Dipartimento di Scienze Sociali della Sapienza, Università di Roma.
Il Master Immigrati e Rifugiati è il primo master nato in Italia per formare esperti nel campo dell’immigrazione e dell’asilo, con particolare riferimento ai settori della formazione, della comunicazione e dei servizi pubblici. Tra i principali temi trattati: le pubbliche istituzioni, la comunicazione interculturale, il mondo del lavoro, le relazioni internazionali.
Il corso di formazione prevede un totale di 1500 ore (60 Crediti Formativi), suddivise tra 360 ore di didattica frontale, 450 ore di stage e le restanti ore dedicate a laboratori, seminari, convegni e studio individuale.
Per gli stage gli studenti verranno indirizzati, a seconda degli interessi individuali e della possibilità dei diversi Enti, presso istituzioni pubbliche o private, in Italia o all’estero, interessati a vario titolo alla tematica delle migrazioni. Tra questi: il Ministero dell’Interno, le Prefetture, i Comuni, l’UNHCR - Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, l’OIM - Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, il CIR - Consiglio Italiano per i Rifugiati, lo SPRAR - Servizio Centrale del Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati, il Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes, l’ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani, le Agenzia di Sanità Pubblica, UnionCamere, l’INPS - Istituto Nazionale Previdenza Sociale, Arci, ecc.
18 dicembre 2011: Giornata di azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati
In diverse occasioni, durante le riunioni nei vari Forum Mondiale e in altri eventi internazionali, il movimento dei migranti ha potuto costatare il bisogno di realizzare una azione comune a livello mondiale, perché mondiale è il nemico con il quale ci scontriamo quotidianamente.
Dal Forum Sociale Mondiale delle Migrazioni di Quito dell’ottobre 2010 e dal Forum Sociale Mondiale svoltosi a Dakar nel febbraio scorso ci arriva la proposta per la realizzazione di una giornata di azione globale per i diritti dei migranti, rifugiati ed sfollati, il 18 dicembre 2011, giorno in cui le Nazioni Unite adottarono la Convenzione per i diritti dei lavoratori Migranti e le loro famiglie.
Si tratta di riappropriarsi di questa data e di riempirla di significato: quello delle migliaia di lotte che quotidianamente il movimento dei migranti, rifugiati ed sfollati realizza nel mondo.
In Italia vogliamo raccogliere e rilanciare la proposta affinché sia concretizzata e riempita di contenuti e pratiche anche in questo paese; e vi proponiamo di farlo anche voi, diventando protagonisti dell’ideazione, della promozione e della realizzazione della giornata.
Sappiamo che è una proposta ambiziosa, ma crediamo sia anche necessaria e possa rappresentare un’opportunità e una responsabilità.
Un’ opportunità: perché la data del 18 dicembre 2011 può rappresentare un appuntamento unificante delle varie reti e movimenti dei migranti e degli antirazzisti che in ogni angolo del pianeta si battono per il diritto umano, sociale e politico di ogni cittadino del pianeta di decidere in piena libertà dove costruire il proprio futuro. Un’opportunità per diffondere in Italia la Carta Mondiale dei diritti dei Migranti, firmata a Gore il 4 febbraio 2011.
Una responsabilità: perché aderire a questa giornata e farla vivere in Italia significa rilanciare e proseguire l’impegno di mobilitazione che in questi anni ha avuto espressioni particolarmente significative in questo paese: dalle esperienze di lotta e di solidarietà che si sono moltiplicate per il diritto al permesso di soggiorno e per l’affermazione di diritti uguali per tutti fino alla preparazione della prossimo Primo Marzo 2012 - “Un giornata senza di noi”.
In ultimo, ma non per importanza, fare la nostra parte per la realizzazione della Giornata d’Azione Globale del 18 dicembre è un modo per contribuire, apportando le nostre esperienze ed energie, alla tessitura di una rete che si sta infittendo nel mondo: coi fili che collegano associazioni e movimenti di diverse nazioni e lungo le traiettorie che percorrono le popolazioni migranti: non più sentieri interrotti di disperazione, ma cammini di speranza, di progresso condiviso, di incontro e di pace.
Campagna di cittadinanza “L’Italia sono anch’io”: il 1 ottobre raccolta firme in tutta Italia
Sono stati centinaia i cittadini che giovedì 22 settembre, in poche ore, al gazebo allestito in Piazza del Pantheon a Roma hanno sottoscritto le due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla campagna “L’Italia sono anch’io”.
Pierluigi Bersani, Fausto Bertinotti, Luigi Bobba, Ascanio Celestini, Graziano Delrio, Roberto Di Giovanpaolo, Paolo Ferrero, Mimmo Lucà, Pancho Pardi, Gianni Rivera, Andrea Sarubbi, Jean Leonard Touadi, Livia Turco, Nichi Vendola sono solo alcuni dei nomi del mondo della politica e della cultura che hanno deciso di firmare per modificare l’attuale normativa sulla cittadinanza e introdurre il diritto di voto alle amministrative per le persone di origine straniera.
La raccolta proseguirà nei prossimi giorni con tanti appuntamenti locali e nazionali: l’obiettivo è raggiungere nei prossimi sei mesi le 50.000 firme necessarie per ciascuna delle due proposte di legge.
Banchetti saranno allestiti il 25 settembre, in occasione della Marcia della Pace, ai punti di partenza dei pullman che raggiungeranno Perugia, mentre lungo il percorso del corteo verranno allestiti dei punti informativi.
Sabato 1 ottobre i promotori hanno previsto una giornata nazionale di raccolta firme. Banchetti verranno allestiti in decine di città. L’elenco degli appuntamenti sarà pubblicato sul sito www.litaliasonoanchio.it.
Ricordiamo che la campagna L’Italia sono anch’io è promossa da 19 organizzazioni della società civile (Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei - Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco) e dall’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del Comitato promotore è il Sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio.
• Speciale decreto flussi 2010/2011
Domande al via dal 31 gennaio 2011.
I moduli per la compilazione disponibili dal 17 gennaio
Le informazioni, i consigli utili, i commenti, gli aggiornamenti, i documenti, le guide, le segnalazioni
In questi giorni che ci separano dal click day del 31 gennaio 2011 il Progetto Melting Pot Europa manterrà sempre aperta una finestra speciale ricca di informazioni, aggiornamenti, consigli utili e documenti sul decreto flussi per l’anno 2010 operativo nelle prossime settimane.
Inviate le vostre segnalazioni ed i vostri commenti all’indirizzo email
redazione@meltingpot.org
Attenzione!!! Le informazioni ed i consigli utili contenute di seguito sono fornite in attesa dell’emanazione di apposite circolari ministeriali che specificheranno in maniera più dettagliata le prcedure
Il presente articolo è in continuo aggiornamento.
Se copi sul tuo sito questa scheda, o la stampi, aggiornala continuamente con le novità e le precisazioni inserite quotidianamente.
Questa mattina il comitato romano del Clandestino Day ha bloccatto l’accesso al cosidetto Centro di accoglienza di via Salaria 971 del Comune di Roma, un’iniziativa dedicata “Alla ricerca dei bimbi perduti”. Quei bambini spostati senza criterio da una baracca ad una struttura alloggiativa ugualmente precaria, abbandonando tutto quello che avevano costruito nel passato: i minori smettono di andare a scuola, i genitori perdono il lavoro, le relazioni, l’aiuto spontaneo di tanti romani. Era presente anche Simonetta Salacone, già preside dell’istituto scolastico Iqbal Masil, che da anni è impegnata nella scolarizzazione dei minori Rom, e Luca Mascini, cantante del gruppo Assalti frontali.
Un centinaio di aderenti a diverse associazioni romane, insieme alle famiglie Rom ed ai migranti, hanno così voluto denunciare il Piano Nomadi del Sindaco Alemanno, basato sullo sgombero senza prospettive di quanti, poveri ed emarginati, tentato di sopravvivere ai margini della capitale d’Italia. La soluzioni dei problemi di Roma non passa per l’allontanamento forzato dei Rom, per l’esodo dei poveri italiani o stranieri, proponendo stupidamente la chimera
di una sicurezza basata solamente sull’uso della forza sui deboli.
Roma città ancora aperta sostiene le inziative come quella di Metropoliz, occupazione di italiani, migranti e Rom di una delle tante aree abbandonate della capitale, che attraverso l’autorecupero danno una risposta dignitosa al
problema dell’abitare. Solamente atrraverso la solidarietà possiamo costruire la vera sicurezza, basata sulla convivenza pacifica.
Ribadiamo il nostro NO alle politiche discriminatorie e razziste del Comune di Roma, siamo contrari ad un Piano Nomadi senza proposte serie e concrete, che non risolve il problema emergenziale della casa. La soluzione non può essere
costruire nuovi campi con nuovi container, né l’allontanamento militare di donne e bambini, con uno spreco enorme dei fondi pubblici. Chiediamo non di spostare le persone da un punto all’altro della città, ma .un confronto che
affronti seriamente i problemi esistenti.
ARCI N. A. DI ROMA - POPICA ONLUS
• Clandestino Day contro il piano nomadi
ALLA RICERCA DEI BIMBI PERDUTI
Oggi, 24 settembre 2010, in tutta Italia si tiene il Clandestino Day, una giornata in cui ognuno di noi si dichiara clandestino.
Noi, scuole, associazioni e movimenti, abbiamo deciso di scegliere questo luogo come simbolo delle politiche escludenti del Comune di Roma e del Governo Italiano.
Il centro d’”accoglienza” comunale di via Salaria 971 é un centro di emarginazione dove oggi circa 300 rom romeni vivono ammassati in condizioni inaccettabili, contrarie anche alla Leg. Reg. N.41/2003 che dovrebbe regolamentare strutture come questa destinate a servizi socio-assistenziali.
La denuncia fatta in questi giorni dall’Associazione 21 luglio mette in luce le condizioni degradate e degradanti di questo spazio, evidenziando soprattutto l’assoluta carenza di scolarizzazione per i circa 170 minori che risiedono all’interno.
Proprio molti di questi minori, infatti, sgomberati assieme alle loro famiglie nell’ambito delle operazioni del Piano Nomadi di Alemanno, hanno dovuto interrompere drasticamente il percorso scolastico intrapreso nel 2009/2010.
Oggi siamo qui alla ricerca di questi bimbi perduti e delle loro famiglie. Siamo qui per informare la cittadinanza romana che sulla via Salaria esiste un centro di emarginazione illegale, per esprimere il nostro totale rifiuto al Piano Nomadi del Sindaco di Roma, per denunciare le politiche razziste di cui sono vittime i rom in Italia e in Europa.
Siamo qui per dire che la politica dei campi nomadi é una politica fallimentare, esosa e razzista e per affermare che è possibile disegnare dal basso una città davvero meticcia, come sta accadendo a Metropoliz dove italiani, migranti e rom convivono lottando per gli stessi diritti.
No alla finta accoglienza del Comune di Roma, No al Piano Nomadi, Diritto alla casa per tutti
• Nomadi, via alla chiusura del campo La Martora.
Per l’assessore Belviso, la popolazione rom è diminuita del 20%. Il prefetto risponde ai cittadini di via della Pisana, che oggi manifestano per dire no all’ipotesi di un nuovo campo nomadi in quell’area: “Non dovrebbero preoccuparsi gli abitanti di quella zona ma i municipi dove i campi non ci sono: lì mi preoccuperei”
“I nuovi campi rom saranno nei municipi dove è possibile attrezzarli, dove non ce ne sono già, dove esistono le infrastrutture e dove non ci sono campi attrezzati. In Via della Pisana un campo c’è già, quindi non dovrebbero preoccuparsi gli abitanti di quella zona ma i municipi dove i campi non ci sono: lì mi preoccuperei”. Così il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha voluto tranquillizzare i cittadini di Via della Pisana, che oggi manifestano per dire no all’ipotesi di un nuovo campo nomadi in quell’area. In realtà, Via della Pisana insiste su due municipi, il XV, dove c’è già un campo, e il XVI, che invece ha tutte le caratteristiche necessarie enunciate dallo stesso prefetto per averlo.
L’occasione del chiarimento è stato il via allo sgombero del campo nomadi ‘tollerato’ della Martora, nel V municipio, che sorge vicino all’altra struttura di Via Salviati. Pecoraro ha ribadito che “nessuno vuole usare la forza, potremmo farlo ma non vogliamo. E per questo abbiamo cercato un accordo con le popolazioni”. Prima di iniziare la stesura del piano nomadi “nessuno sapeva alcunché: chi erano, quanti erano, se avevano precedenti penali o meno. Il censimento fatto è servito a dare più serenità alla città”.
Ad assistere all’abbattimento del primo camper, oltre al commissario straordinario per l’emergenza nomadi nel Lazio, Pecoraro, anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, l’assessore capitolino alle Politiche sociali, Sveva Belviso, oltre ai rappresentanti delle associazioni del gruppo di coordinamento e garanzia del piano nomadi. Soddiafatta l’assessore: “Nell’ultimo anno - ha detto - la popolazione rom a Roma è diminuita del 15-20%. Dal monitoraggio costante dei vigili e delle frze dell’ordine, che effettuano un controllo anche aereo, risulta infatti che molti hanno scelto di allontanarsi spontaneamente dalla capitale, magari perché non volevano sottostare ai regolamenti dei campi autorizzati nei quali verranno trasferiti”.
Alla Martora vivevano 350 persone, molti i bambini: i primi 50 nomadi saranno spostati in altri campi attrezzati e in particolare in quello di Castelromano. Ad accogliere gli amministratori, oggi, un cumulo di macerie e spazzatura, per la maggior parte bruciata. Non è mancata la stoccata a Veltroni, colpevole secondo Belviso di “aver definito ‘tollerato’ il campo, ma che in effetti è abusivo”. La chiusura totale è prevista entro l’estate; i 300 nomadi rimasti verranno trasferiti a scaglioni nelle prossime settimane.
Le condizioni del campo hanno colpito il sindaco. “Dopo la chiusura di Casilino 900 - ha spiegato - cancelliamo il secondo grande campo ‘tollerato’, dove si viveva in condizioni infernali”. Il sindaco, nel ricordare l’intento di far andare di pari passo “integrazione e legalità”, ha aggiunto che in questa realtà “non c’erano garanzie di sicurezza per i nomadi e per i cittadini del quartiere”. Dopo il completamento del trasferimento e dopo la bonifica dell’area, Alemanno ha annunciato che “verrà ripreso il progetto di realizzazione di un punto verde-qualità, con l’utilizzo dei due casali presenti”. Poi, secondo il programma del piano nomadi, “entro l’autunno verranno chiusi Tor dè Cenci e Muratella”.
• Contro la schedatura dei rom, io ci metto la faccia
Si è tenuta questa mattina presso la Piazza S. Apostoli a Roma, l’iniziativa “Contro la schedatura dei rom, io ci metto la faccia”, indetta dalla FP CGIL di Roma e Lazio e alla quale l’Arci, insieme ad altri rappresentanti del mondo dell’associazionismo, ha aderito.
Una iniziativa posta a conclusione della campagna di raccolte firme contro il provvedimento portato avanti dalla Prefettura di Roma, che impone il fotosegnalamento dei cittadini rom all’interno dei vari campi, e che ha visto anche il coinvolgimento di cittadini italiani, comunitari o provvisti di validi titoli per il soggiorno.
Provvedimento sostanzialmente in linea con il programma e l’azione di governo attuale, sostenuta e portata avanti dalla giunta Alemanno attraverso la realizzazione del cosiddetto “Piano nomadi” il quale, nato inizialmente con l’intento di regolare l’elevato numero di insediamenti presenti sul territorio, si è poi tradotto nella pratica in una serie di attività di sgombero dei residenti, procedendo pertanto alla distruzione delle baracche sorte spontaneamente e alla “cacciata” dei rom insediati in quei campi, senza però garantire loro una soluzione alternativa.
Caso esemplare, nonché motivo di vanto del sindaco di Roma, è stato lo sgombero del campo Casilino 900, e il seguente trasferimento delle persone che lo abitavano presso altri campi, quali il “Salone”, il “River” e ultimo il campo Candoni.
Tutto ciò ha provocato, come era facilmente desumibile, un sovraffollamento all’interno di questi campi, un peggioramento delle condizioni igienico- sanitarie e non meno importante una perdita di quel tessuto di relazioni sociali/lavorative costruite durante gli anni e venute a mancare in seguito allo sfollamento e alla decontestualizzazione dei residenti dal loro quartiere.
A subire questa politica discriminatoria e fortemente razzista sono stati soprattutto i bambini, trasferiti a metà dell’anno scolastico da un campo all’altro, impossibilitati quindi a mantenere una frequenza regolare all’interno delle scuole.
A tutto questo si sono affiancati i reiterati censimenti, il tentativo di prendere le impronte e il fotosegnalamento che è attualmente in corso.
Provvedimenti aventi la sola finalità di rendere ostile la città ai rom e peraltro in contrasto con le stesse linee guida delineate all’interno del Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), il quale prevede di sottoporre a fotosegnalamento solo coloro che non sono in grado di dimostrare con un valido documento la propria identità.
Mentre nella realtà queste pratiche vengono effettuate anche sui cittadini italiani, sui cittadini comunitari e su persone provviste di un titolo di soggiorno, in quanto tutte accomunate dal fatto di essere rom.
Questo il motivo per il quale oggi sono scesi in piazza i rom attualmente insediati al campo Candoni, con la volontà di “mettere la loro faccia per l’integrazione”, lasciandosi fotografare, o meglio “fotosegnalare”.
Ed è questo il motivo per il quale l’Arci ed altre associazioni erano lì presenti per chiedere una inversione di politica sul fronte dei campi rom e l’impostazione di una reale politica d’integrazione, che investa sulla scolarizzazione, sull’integrazione lavorativa, sui servizi sociali e su una reale convivenza pacifica.
• 4° Centro Territoriale Permanente per l’istruzione e la formazione in età adulta Luigi Di Liegro
Nell’ambito del progetto “L’Italiano, lingua nostra”, Progetto FEI, Fondo Europeo per l’Integrazione di Cittadini di paesi terzi, Ministero dell’Interno, dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione in convenzione con L’Università per Stranieri di Perugia si attivano dei corsi di lingua italiana per cittadini stranieri immigrati di livello base e conseguente certificazione linguistica “CELI” dell’Università Stranieri di Perugia
Il 24 Gennaio assemblea a Roma per rilanciare l’iniziativa al Sud
Il caso Rosarno è dunque un caso nazionale. Perché è un prodotto delle politiche sulla sicurezza e un episodio del generale clima di intolleranza che si respira in Italia, perché è un caso umanitario, perché è un episodio dello sfruttamento comune nelle campagne del Sud, perché è un prodotto della questione meridionale, perché si interseca con la questione mafiosa, perché occorre ripristinare l’agibilità politica e democratica in Calabria.
Ci appelliamo allasocietà civile rosarnese
A quelle fasce di disagio sociale che vengono sottomesse dal governo clientelarmafioso del territorio e taglieggiate dalla speculazione economica e politica ad esso connessa, affinché riconoscano nei lavoratori immigrati un alleato nella lotta per il riscatto da questo sistema soffocante. La solidarietà verticale con padroncini e malandrini che si è espressa a Rosarno è solo l’apice di un fenomeno indotto in tutto il territorio nazionale e nel Sud in particolare: con la crisi, è utile a padronato e governo indirizzare il disagio sociale contro l’anello più debole in una guerra tra poveri che impedisce di riconoscersi come ugualmente sfruttati. Per questo è importante capire che la lotta per la regolarizzazione dei lavoratori immigrati è la stessa lotta di tutti i lavoratori italiani costretti al lavoro nero e alla crescente precarietà sociale. Occorre sostenere una mobilitazione nazionale, che attraversi in particolare il Mezzogiorno, per ridare forza ai movimenti locali. Una mobilitazione il più larga possibile, che coinvolga le associazioni e i partiti, i sindacati e le organizzazioni di massa, le realtà territoriali, la chiesa, i movimenti, i cittadini e le cittadine che dicono no al razzismo. Costruiamo una rete nazionale di solidarietà che supporti gli africani prima sfruttati e poi deportati da Rosarno nei lager di mezz’Italia. E mobilitiamoci sui territori, per costruire un movimento capace di dare un segnale forte sul caso Rosarno, radicare il dissenso, progettare l’accoglienza. La tutela dallo sfruttamento sul lavoro e dai rischi che questo comporta e le politiche dell’accoglienza sono la vera garanzia della sicurezza sociale. Per questo motivo chiediamo la concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari a tutti i migranti di Rosarno. Lanciamo una vertenza per il riconoscimento automatico del permesso di soggiorno per gli stranieri che lavorano in agricoltura. E chiediamo una sanatoria generalizzata che salvaguardi la vita di migliaia di cittadini sfruttati e soggiogati dalle mafie che gestiscono la compravendita di forza lavoro. Dopo la protesta e il corteo del 9 Gennaio, dopo il sit-in con le arance insanguinate del 12 gennaio al Senato, dopo le tante iniziative che si sono svolte nel Paese, la mobilitazione non si ferma, ma si allarga.
Il 19 Gennaio a Roma, a Caserta e in tante altre città italiane si terranno dei presidi sotto le prefetture
Per far sentire la nostra voce portare al governo le nostre proposte.
Il 24 Gennaio a Roma l’assemblea nazionale sulle migrazioni
Che segue alla grande iniziativa del 17 ottobre, sarà l’occasione per lanciare una grande mobilitazione per l’intervento nel Sud Italia, a partire dalla Calabria.
comunità migranti e associazioni antirazziste di Roma
Claudio Graziano
Resp. Immigrazione
Arci Roma
• Contro la violenza sessista e razzista
Nella tua città c’è un lager
È il cie (centro di identificazione ed espulsione) di ponte galeria
Noi non siamo complici! Siamo tutte con joy
La donna che ha denunciato il tentativo di stupro da parte del suo carceriere nel cie di milano. Non vogliamo essere complici di una violenza legalizzata. Non vogliamo essere complici di una legge razzista fatta in nome delle donne. Non vogliamo essere complici di un sistema che considera le persone immigrate come dei criminali solo perché non hanno i documenti non c’è risposta alla violenza che non sia autodeterminazione:
L’autodeterminazione di una è l’autodeterminazione di tutte
Mercoledì 25 novembre 2009
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne
Questa mattina circa 200 persone rom rumene sono state sgomberate dall´edificio della ex fabbrica Heineken in via dei Gordiani dove si erano provvisoriamente “sistemate” a seguito dello sgombero avvenuto ieri dell´insediamento dove vivevano da tempo. Lo sgombero è avvenuto senza che nessun rappresentante delle associazioni, nessun legale, mediatore culturale e giornalista si potesse avvicinare all´area e senza che nessun funzionario del Comune e delle forze di polizia desse notizia di ciò che stava avvenendo all´interno. Non riusciamo tutt´ora ad avere notizie di circa 20 persone che sono state portate via su un autobus terrorizzate e in lacrime. Non riusciamo a capire come si possa sgomberare un area e non proporre nessuna alternativa alle persone se non quella della divisione delle famiglie, il rimpatrio o la strada.Ci chiediamo anche perché chi ha deciso tale sgombero non ha trovato una seria soluzione di accoglienza per queste persone abbandonandole ancora una volta a loro stesse.
• Rinviato lo sgombero dei Rom di Via di Centocelle
Roma, 27 Aprile 2009
Grazie al tempestivo, e quanto mai fondamentale, intervento delle Associazioni e della scuola “Iqbal Masih” che hanno deciso di promuovere un presidio in difesa dei rom romeni di via di Centocelle, vi annunciamo che, a seguito della forte diffusione che ha avuto la suddetta iniziativa, segnalata questa mattina personalmente dai nostri operatori alle cariche cittadine competenti, abbiamo avuto garanzia dai soggetti responsabili, che mercoledi` 29 non avra` luogo alcuno sgombero. L’immediata e forte risposta data da parte di tutti/e noi ha portato le istituzioni competenti a scegliere di non procedere per il momento alle operazioni di sgombero rinviandolo a data da destinarsi (presumibilmente a scuole terminate). Per questa ragione il presidio indetto per mercoledi` mattina non avra` luogo, invitiamo tutti e tutte a restare comunque attenti a quanto si muove quotidianamente in citta`, consapevoli che stando uniti possiamo farcela sempre.
Si ringraziano per aver sottoscritto l’appello: POPICA ONLUS, Studenti/esse PISM ROMA3, ARCI ROMA, STALKER OsservatorioNomade, Casa dei Diritti Sociali FOCUS, FEDERAZIONE ROM E SINTI, Antica Sartoria Rom, GRUPPO EVERYONE, GRUPPO WATCHING THE SKY, Associazione ANNE’S DOOR, A.N.P.I. Circolo “Giordano Sanganno” VII Municipio, Lega Missionaria Studenti, Laboratorio Sociale 100celle, Comitato Donne 100celle e dintorni, Sportello Popolare Quarticciolo, Roma` Onlus, Associazione TERRA TERRA, Centro d’iniziativa popolare Centocelle Alessandrino, Centro Informazione Ricerca e Cultura Internazionale, MISSIONE CATTOLICA ROM E SINTI, Coordinamento Giovani in Lotta, Coordinamento per la difesa del Parco Tor Tre Teste Alessandrino, Spazio Sociale 100celle APERTE, SCUP Spazio Culturale Peperino, “Una scuolina per crescere”ARPJ-Tetto, il Vicepresidente del Municipio V Antonio Medici e Andrea Alzetta del Gruppo consiliare al Comune di Roma per La sinistra- L’arcobaleno
Elaborato da Nicola Grigion, Progetto Melting Pot Europa
Integrato da Cristina Sebastiani, progetto Baobab ARCI Milano
Con 154 voti favorevoli e 114 contrari il 4 febbraio 2009 il Senato della Repubblica ha approvato il “pacchetto sicurezza”, il disegno di legge 733/08. Ora il disegno di legge tornerà alla Camera [NB la discussione riprenderà martedì prossimo 10 marzo], dopodiché, se approvato, dovrà essere firmato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale - solo allora sarà legge dello Stato .
Intanto, con decreto legge, il 23 febbraio 2009 viene approvato dal Consiglio dei Ministri il cosiddetto “pacchetto antistupro”, dl 11/09, che contiene alcune delle misure prima previste dal ddl 733 e che è, dato il carattere emergenziale previsto dall’utilizzo di un decreto legge, immediatamente esecutivo.
Gruppo EveryOne: “Abbiamo vissuto momenti tragici. Una donna è caduta a terra. Madri e padri di famiglia in lacrime volevano darsi fuoco se avessero tolto loro i bambini. Proibita la mediazione umanitaria ai nostri attivisti e nessuna assistenza ai malati”. Inatteso il raid della forza pubblica, perché Sindaco e autorità si erano impegnati formalmente ad attuare un programma di integrazione casa-lavoro.
Il nuovo Pacchetto sicurezza prevede, tra le altre cose, l’abolizione del comma 5 dell’articolo 35 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull’immigrazione) che sancisce il divieto di “segnalazione alle autorità”, da parte dei medici che hanno in cura l’immigrato.
L’Appello di Medici senza Frontiere
Dal giuramento d’Ippocrate:
Giuro di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell’esercizio della mia professione o in ragione del mio stato
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