Archive for 19 dicembre 2011

E’ morta Cesaria Evora

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Il 17 Dicembre, nelle sue isole di Capo Verde è morta Cesaria Evora.

L’Arci di Roma e tutto lo staff di “Roma incontra il mondo” partecipano con grande tristezza a questo lutto per la musica.

L’ARCI e Villa Ada ringraziano Cesaria Evora per le sue partecipazioni alla nostra rassegna, nelle quali ha profuso a piene mani bellezza, sentimento e armonia.

Ciao Cesaria!

 Il modo migliore per salutare  Cesaria è ricordarla attraverso il video di uno spettatore anonimo, che ha ripreso la sua ultima esibizione del 24/07/2011 a Villa Ada:

www.youtube.com

Eliminare il razzismo dalla storia

Dichiarazione del presidente nazionale dell’Arci Paolo Beni e del responsabile immigrazione Filippo Miraglia

 

I fatti successi domenica scorsa a Torino e ieri a Firenze devono indurre tutti a una seria riflessione, non basta la pur sacrosanta indignazione.

Quegli episodi parlano di un imbarbarimento profondo delle relazioni umane, di un malessere sociale che ha superato il livello di guardia.

Pesano sicuramente anni di politiche sull’immigrazione, a livello governativo e non solo, basate sull’emarginazione, spesso la persecuzione, delle persone straniere e delle minoranze, scelte legittimate, agli occhi di gran parte dell’opinione pubblica, grazie a un’operazione culturale che ha scavato in profondità, alimentando la paura del diverso, non da accogliere ma da cui difendersi, e molte volte indicato come capro espiatorio di tutti i guasti di una società in difficoltà.

Ma pesano anche vent’anni di berlusconismo, che lasciano un paese segnato dalle ingiustizie sociali, più frammentato, meno coeso, più ‘incattivito’ dalla mancanza di un futuro in cui sperare, per sé e per i propri figli. È dentro questo quadro di macerie sociali e culturali che vanno letti anche questi ultimi terribili episodi di razzismo.

Serve una vera e propria rivoluzione culturale, supportata da scelte concrete di segno completamente diverso rispetto a quelle fatte finora.

Che differenza c’è, nell’immaginario collettivo, tra la notizia di un campo rom raso al suolo da una ruspa inviata da un’amministrazione comunale o distrutto da un incendio doloso, se il messaggio che è stato fatto passare è che comunque i rom vanno cacciati?

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L’Italia sono anch’io: Giovedì 15 dicembre Assemblea pubblica. Venerdì 16 dicembre sit-in antirazzista

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L’ITALIA SONO ANCH’IO

AL FIANCO DELLE CITTA’ DI TORINO E FIRENZE

CONTRO IL RAZZISMO.

 

ASSEMBLEA PUBBLICA

Roma, 15 dicembre 2011

Sala fredda della CGIL, via Buonarroti 12, ore 17.00

 

SIT-IN ANTIRAZZISTA

Roma, 16 dicembre ore 17.00

Piazza della Repubblica

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XV BIENNALE DEL MEDITERRANEO: 16 e 17 Dicembre al Macro, Roma. Biennale OFF il 14 e 15 presso il circolo Arci Forte Fanfulla!

XV BIENNALE DE LA MEDITERRANEE

Symbiosis?

Roma, MACRO 16-17 dicembre 2011

Ore 18.00/  24.00

 MACRO – Via Nizza 138

 

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La XV Biennale de la Méditerranée il 16 e 17 dicembre

al MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma,con tanti eventi di cinema, letteratura, musica e video arte

 

L’Assessorato alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali, porta a Roma, dopo 12 anni di assenza, la XV Biennale de la Méditerranée promossa da BJCEM – Associazione Internazionale per la Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, il 16 e 17 dicembre al MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma.

                                                                                                                                

Due giorni intensi in cui prenderanno vita, dalle ore 18 alle ore 24, più di 50 eventi, tra reading letterari, performance musicali, proiezioni cinematografiche e video arte, e che prevedono la partecipazioni di oltre 70 artisti provenienti da 16 paesi europei e dell’area mediterranea (Albania, Bosnia Herzegovina, Egitto, Finlandia, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Macedonia, Malta, Spagna, Kosovo, Portogallo, Serbia, Libano, Slovenia) e dalla regione della Palestina.

Gli spazi del MACRO, Museo d’Arte Contemporanea Roma, accoglieranno una “primavera creativa” all’insegna delle arti e del dialogo. Dopo il successo delle altre sezioni della Biennale, ospitate dal 6 ottobre al 6 novembre a Salonicco, la città di Roma chiama a raccolta gli artisti selezionati per le categorie cinema, letteratura e musica. Gli spazi fluidi del MACRO diventano la sede ideale per un programma incessante e dinamico, a cura di Costanza Paissan, che il 16 e 17 dicembre vedrà succedersi giovani autori letterari, poeti, cineasti e musicisti. Il tema della XV edizione della Biennale, Symbiosis?, troverà concreta realizzazione durante lo svolgimento dell’evento e il pubblico potrà apprezzare alcune delle voci più interessanti nel panorama creativo europeo di oggi.

Tra i numerosi protagonisti segnaliamo: Gianluca e Massimiliano De Serio (Italia, 1978), che  presenteranno il loro film Bakroman (2010), sulle vite dei ragazzi di strada del Burkina Faso, tra dialogo e conflitto, all’insegna della sopravvivenza e della dignità; Eirini Steirou (Grecia, 1981) e Khaled Jarrar (Palestina, 1976), che nei rispettivi lavori cinematografici mostrano le dinamiche nascoste nel conflitto e nella guerra; i Point Blank Poets (Regno Unito), che con il loro slang letterario ritmato e coinvolgente danno la loro risposta alle domande dei giovani di oggi “Dove andiamo?”, “Da dove veniamo?”, “Cosa ci ferma?”; l’indie folk di Scarlett O’Hanna (Francia, 1985) che coinvolge con le sue sonorità intense e delicate.

Poesie, racconti brevi, film d’animazione e documentari, set di musica elettronica e esibizioni con nuovi strumenti musicali: l’offerta ricca e variegata farà dell’evento un vero e proprio happening culturale contemporaneo.

Le voci convivono e si chiamano, in una sinfonia di modalità espressive, forme artistiche, tonalità e volumi differenti ma allo stesso tempo aperti al dialogo e alla comunicazione.

Nella due giorni della Biennale, l’arte cerca di rispondere alla domanda “Symbiosis?”, dicendoci che ciò è ancora possibile, affermando il potere coesivo e comunicativo del dialogo e della convivenza delle differenze.

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10 dicembre 1948 – 10 dicembre 2011. La Dichiarazione universale dei diritti umani compie 63 anni

La geografia dei diritti umani, a distanza di oltre 60 anni dall’approvazione della Dichiarazione del 1948, mostra ancora una smisurata quantità di macchie che stanno a indicare le continue e diffuse violazioni in molti Stati del pianeta.

La Dichiarazione è stata scritta dopo l’evento che aveva segnato nella coscienza degli estensori e di milioni di persone una cesura netta tra la civiltà della guerra e dello sterminio e una nuova civiltà fondata sulla pace e la tutela dei diritti fondamentali degli individui. Da allora i progressi ci sono stati, ma seguendo un percorso molto accidentato e contraddittorio che ne ha spesso offuscato la portata.

Troppo spesso i diritti umani, nel corso di questi decenni, sono stati merce di scambio al servizio della geopolitica e in nome della ragion di Stato il riflettore sulle violazioni ha illuminato in maniera arbitraria alcuni lati del pianeta a discapito di altri. Per queste ragioni si è andata diffondendo la convinzione che il monitoraggio sia delle violazioni dei diritti umani che delle azioni di contrasto debba essere messe in campo da autorità indipendenti, legittimate dalle autorità statali, ma libere di denunciare qualsiasi situazione in cui venga messa in mora il pieno rispetto della Dichiarazione.

Per capire, senza andare troppo lontano nel tempo, aiuta sottolineare come oggi sia facile esaltare la primavera araba e l’eroismo dei ragazzi Tunisini, Egiziani, Libici o Siriani, ma al tempo stesso ricordare che gli stessi dittatori deposti, responsabili di massacri e sistematiche violazioni dei diritti umani siano stati, negli anni, ricevuti e riveriti dai Capi di stato delle democrazie occidentali in nome della non ingerenza diplomatica.

Il mondo che stiamo consegnando alle nuove generazioni sarà sempre meno disposto ad accettare la globalizzazione delle merci e la nazionalizzazione dei diritti quando questo significhi carcere, tortura, discriminazioni etniche, sessismo.

www.arci.it

SE NON LE DONNE, CHI? Domenica 11 Dicembre Ore 14.00 a Piazza del Popolo, Roma

MANIFESTAZIONE/CONCERTO
con Paola Turci, Emma , Erica Mou, Marina Rei
Orchestra Sinfonica Europa Musica con la soprano Paola di Gregorio e la mezzo soprano Stefania Scolastici.

Tra gli interventi: Chiara Saraceno, Annamaria Testa.

Le donne di SNOQ tornano in piazza. A Roma in piazza del Popolo e in tante altre città italiane.

Perché vogliamo segnare questa stagione politica con la nostra forza, contare sulla scena pubblica, far capire che senza le donne non c’è crescita, che l’uscita dalla crisi passa attraverso il lavoro e il welfare per le donne, e che per questo serve una democrazia paritaria e una nuova rappresentazione della donna nei media.

 

Tutte le informazioni su:

www.senonoraquando.eu

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Al Circolo Forte Fanfulla ciclo di eventi a sostegno del Rwanda con ARCS

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Un ricco calendario di eventi animerà le serate al circolo Arci Forte Fanfulla di Roma.

A partire da fine novembre fino a metà dicembre infatti, il circolo ospiterà una serie di iniziative organizzate da Arci Cultura e Sviluppo a sostegno del progetto che ARCS sta attualmente realizzando in Rwanda, insieme all’associazione locale Sevota, per la reintegrazione sociale e lavorativa delle donne e dei ragazzi orfani che, avendo subito violenze e traumi nel corso del genocidio, soffrono di forti disagi psico-sociali.

Sevota e la comunità ruandese sono rimaste nel cuore anche al gruppo di ragazzi che due estati fa hanno partecipato al campo di lavoro in Rwanda; per questo si sono attivati per promuovere l’iniziativa a Roma con grande entusiasmo.

Il programma dell’iniziativa per raccogliere fondi a sostegno del progetto in Rwanda avrà inizio con due proiezioni di film, Sometimes in april di Raoul Peck, il 30 novembre alle 21, e Munyurangabo di Lee Isaac Chung, il 7 dicembre alla stessa ora.

Il 14 dicembre, alle 20,  Daniele Scaglione presenterà il suo rigoroso e intenso libro Rwanda.Istruzioni per un genocidio; a seguire dibattito. Negli spazi della sala verrà allestita la mostra fotografica dei campi di lavoro organizzati da ARCS. La serata però non finisce qui: per chi desidera intrattenersi ancora, cena solidale e dj set.

In Rwanda, nel 1994, sono morte 800 mila persone a causa di un genocidio programmato a tavolino, nell’indifferenza dell’Occidente che ha preferito bollare questa mattanza come ‘guerra tribale’.

ARCS ha deciso da tempo di essere a fianco della società civile ruandese che lavora sulla memoria del passato per la costruzione di un futuro migliore. Per questo dal 2007 l’Ong dell’Arci realizza campi di lavoro nel Paese e sostiene il lavoro di associazioni locali come Sevota. Sostenendo il progetto Reintegrazione socio-economica delle donne vittime di violenza e dei bambini orfani capo-famiglia in condizioni di estrema povertà, attualmente in corso, sosterrete il lavoro dell’Arci a favore delle donne rwandesi!

Vi aspettiamo al Forte Fanfulla, in via Fanfulla da Lodi 5, a Roma.

www.arciculturaesviluppo.it

Presentato l’Ottavo Rapporto dell’Osservatorio Romano sulle migrazioni

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Questa mattina, presso la sede della Provincia di Roma, è stato presentato l’ottavo Rapporto dell’Osservatorio romano sulle migrazioni.

Il Progetto , nato nel 2004 dalla volontà della Caritas diocesana di Roma , e in collaborazione con la Camera di Commercio e la Provincia di Roma,  durante gli anni si è affermato come un rapporto statistico sull’immigrazione nell’area romano-laziale e come un sussidio per amministratori locali, funzionari, insegnanti, operatori del sociale e cittadini.

Gli interventi, coordinati dall’Assessore alle Politiche Sociali e per la Famiglia, Claudio Cecchini, prendono l’avvio da una introduzione da parte della redazione dell’Osservatorio.

I primi dati, fornitici da Franco Pittau e Ginevra Demaio, fanno dunque riferimento alla presenza della popolazione straniera residente a Roma che, al 1 Gennaio 2011,  conta  345.747 persone, con un incremento annuale del 7,9% e un incidenza sul totale della popolazione pari al 12%.

Si stima che il 12% dei residenti stranieri sia di “seconda generazione”, in quanto nati in Italia , 52.000 gli studenti stranieri nelle scuole della provincia romana e quasi 4.000 gli stranieri “naturalizzati”, ossia che hanno acquisito nel 2010, la cittadinanza italiana.

Molto attive sul territorio risultano le scuole pubbliche e di volontariato per l’insegnamento dell’italiano ( circa 16.000 iscritti nella provincia di Roma), in particolar modo a  seguito dell’introduzione del test di lingua italiana per il rilascio del permesso di soggiorno.

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2/4 Dicembre presso il circolo Arci Forte Fanfulla: Raccolta firme a sostegno della campagna per i diritti di cittadinanza

Dal 2 al 4 dicembre presso il Forte Fanfulla a Roma si svolgerà “Analogica”, il festival di tecnologia analogica (cinema, fotografia, musica) promosso e ideato da Resistenza Analogica.

La tre giorni sarà un’occasione per avvicinarsi alla tecnologia analogica attraverso  una serie di eventi (proiezioni di pellicola, cortometraggi, rimusicazioni live), workshop sull’uso degli strumenti analogici (come usare il super8, fotografia senza obbiettivo, vinile e suoni elettromagnetici) e concerti.

All’interno della cornice del Festival,  l’Arci di Roma sarà presente per raccogliere le firme a sostegno della “Campagna per i diritti di cittadinanza “ promossa da L’Italia sono anch’io.

 

LA PROPOSTA DI RIFORMA DELLA LEGGE SULLA CITTADINANZA

 

. Chi nasce in Italia da almeno un genitore legalmente presente da un anno è Italiano.

La proposta di legge  riguardo i nativi introduce lo ius soli: sono  cittadini  italiani i nati in Italia  che abbiano almeno un genitore legalmente soggiornante da un anno.

 

. Jus soli anche per i minori non nati ma cresciuti in Italia

I bambini e le bambine che, nati in Italia da genitori privi di titolo di soggiorno, o entrati in Italia  entro il 10° anno di età,  vi abbiano soggiornato legalmente, possono diventare italiani con la maggiore età se ne fanno richiesta entro due anni. Un percorso che dà la certezza di poter diventare cittadini una volta maggiorenni. Inoltre, su richiesta dei genitori, diventano cittadini italiani i minori che abbiano concluso un percorso di studi.

Adulti:  per la richiesta d’acquisizione di cittadinanza, sono necessari 5  anni di regolare soggiorno, invece di 10. Inoltre la richiesta potrà avvenire su proposta del Sindaco.

 

. Introduzione del diritto di voto e della partecipazione amministrativa:

La partecipazione alla vita politica ed alle attività di pubblica amministrazione è garantita a tutti senza discriminazione di cittadinanza o nazionalità.

Mentre per chi abbia maturato cinque anni di regolare soggiorno in Italia è garantito il diritto
di elettorato attivo e passivo nelle elezioni comunali, provinciali e regionali

La campagna è promossa da Italia sono anch’io in collaborazione con:

Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo è una Brutta Storia, Rete G2 – Seconde Generazioni, Tavola della Pace e Coordinamento nazionale degli enti per la pace e i diritti umani, Terra del Fuoco, Ugl Sei e dall’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del comitato promotore è il Sindaco di Reggio Emilia: Graziano Delrio.

 

Info e contatti:

www.litaliasonoanchio.it

litaliasonoanchio.roma@gmail.com

Guarda il video:

il sogno della cittadinanza

 

 

18 dicembre 2011: Giornata di azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati

In diverse occasioni, durante le riunioni nei vari Forum Mondiale e in altri eventi internazionali, il movimento dei migranti ha potuto costatare il bisogno di realizzare una azione comune a livello mondiale, perché mondiale è il nemico con il quale ci scontriamo quotidianamente.

 

Dal Forum Sociale Mondiale delle Migrazioni di Quito dell’ottobre 2010 e dal Forum Sociale Mondiale svoltosi a Dakar nel febbraio scorso ci arriva la proposta per la realizzazione di una giornata di azione globale per i diritti dei migranti, rifugiati ed sfollati, il 18 dicembre 2011, giorno in cui le Nazioni Unite adottarono la Convenzione per i diritti dei lavoratori Migranti e le loro famiglie.

Si tratta di riappropriarsi di questa data e di riempirla di significato: quello delle migliaia di lotte che quotidianamente il movimento dei migranti, rifugiati ed sfollati realizza nel mondo.

In Italia vogliamo raccogliere e rilanciare la proposta affinché sia concretizzata e riempita di contenuti e pratiche anche in questo paese; e vi proponiamo di farlo anche voi, diventando protagonisti dell’ideazione, della promozione e della realizzazione della giornata.

Sappiamo che è una proposta ambiziosa, ma crediamo sia anche necessaria e possa rappresentare un’opportunità e una responsabilità.

Un’ opportunità: perché la data del 18 dicembre 2011 può rappresentare un appuntamento unificante delle varie reti e movimenti dei migranti e degli antirazzisti che in ogni angolo del pianeta si battono per il diritto umano, sociale e politico di ogni cittadino del pianeta di decidere in piena libertà dove costruire il proprio futuro. Un’opportunità per diffondere in Italia la Carta Mondiale dei diritti dei Migranti, firmata a Gore il 4 febbraio 2011.

Una responsabilità: perché aderire a questa giornata e farla vivere in Italia significa rilanciare e proseguire l’impegno di mobilitazione che in questi anni ha avuto espressioni particolarmente significative in questo paese: dalle esperienze di lotta e di solidarietà che si sono moltiplicate per il diritto al permesso di soggiorno e per l’affermazione di diritti uguali per tutti fino alla preparazione della prossimo Primo Marzo 2012 – “Un giornata senza di noi”.

In ultimo, ma non per importanza, fare la nostra parte per la realizzazione della Giornata d’Azione Globale del 18 dicembre è un modo per contribuire, apportando le nostre esperienze ed energie, alla tessitura di una rete che si sta infittendo nel mondo: coi fili che collegano associazioni e movimenti di diverse nazioni e lungo le traiettorie che percorrono le popolazioni migranti: non più sentieri interrotti di disperazione, ma cammini di speranza, di progresso condiviso, di incontro e di pace.

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