A settembre dell’anno scorso è partito   un percorso nuovo, a carattere  europeo, che testava i primi passi della rete che intorno alla difesa dell’acqua pubblica si era da poco costituita. Questa strada si chiamava ICE, Iniziativa dei cittadini Europei, era ed è il primo strumento a carattere continentale per far esprime la volontà popolare.

Uno strumento sicuramente insufficiente ma, in questo momento fondamentale, per la battaglia in difesa dell’acqua e per i beni comuni. Dunque, la rete europea dell’acqua, ha deciso di investirci e provare a trovare un primo terreno comune, di attivazione e ragionamento che inizia dalla difesa del servizio idrico come diritto collettivo e si è sviluppato sulla speculazione che viene fatta sui beni comuni.

La finanziarizzazione e la creazione di profitti a scapito dell’interesse collettivo sono la ricetta che accomuna le politiche neoliberiste in tutta Europa, con l’indicazione di privatizzazioni, anche forzate, a partire dalla Grecia, per arrivare in Spagna o in Portogallo. Siamo convinti che il percorso per l’ICE sull’acqua diritto umano debba essere sostenuto e non possa fallire. Infatti siamo consapevoli che all’interno della Commissione Europea si prepara una nuova strategia per privatizzare i servizi pubblici, e quelli idrici, a breve. Sappiamo che le direttive europee sono indicazioni perentorie ai governi dei singoli paesi e, spesso, nascondono le volontà e gli appetiti dei grandi interessi finanziari. Vengono usate come arieti, nei singoli Stati, per produrre ulteriori privatizzazioni.

I fatti ci stanno dando ragione perché, a febbraio, è stato superato il milione di firme; ma la strada è ancora lunga, soprattutto nel nostro paese, dove dobbiamo ancora raggiungere le firme necessarie.

Infatti, per ogni paese è stabilita una soglia minima necessaria a rendere valide tutte le firme; per l’Italia tale soglia è fissata in 54.750.

Inoltre, abbiamo necessità di dare un segnale dal paese che ha indicato una strada con la vittoria dei referendum; perché è necessario anche per tutelare proprio quel risultato referendario.

Anne-Marie Perret, Presidente del Comi­tato dei cittadini dice: «Il raggiungimento di questo importante traguardo, con un milione di cittadini europei d’accordo che l’acqua e servizi igienico-sanitari sono i diritti umani, è un grande successo. Ap­prez­ziamo il supporto di tanti e la campagna continuerà per far passare un messaggio forte alla Commissione europea».

Per questo è necessario intensificare la raccolta di firme in tutta Europa, per dire in modo chiaro che l’acqua e la sua gestione devono essere pubbliche e fuori dal mercato, un diritto umano garantito per tutti.

In conclusione, se ancora non avete firmato fatelo subito sul sitowww.acquapubblica.eu, con un po’ di pazienza e un documento di identità è possibile farlo in pochi minuti; potrete farlo anche presso i tanti banchetti che saranno organizzati in decine di piazze in tutta Italia il prossimo 22, 23 e 24 marzo, proprio in occasione della Giornata Mondiale per l’Acqua.

Informazioni a riguardo è possibile trovarle su www.acquabenecomune.org.

Se invece avete già firmato, diffondete l’informazione ad almeno tre persone ed invitateli a firmare.

info: segreteria@acquabenecomune.org

 

5 piccole azioni in 5 minuti per partecipare anche tu all’iniziativa:

1) Se non hai ancora firmato fallo al più presto cliccando su http://www.acquapubblica.eu

2) Se hai firmato convinci almeno altre due persone a farlo

3) Condividi sui social network la pagina http://www.acquapubblica.eu

4) Scarica qui la cover dell’ICE ed esponila sul tuo profilo facebook fino al 22 marzo

5) Inoltra questa e-mail a tutti tuoi contatti buy cialis canadian pharmacy