Mentre l’esercito iracheno e curdo liberano Mosul (città irachena controllata dall’Isis), il leader turco Recep Tayyip Erdogan continua lo sporco lavoro di smantellamento di ogni opposizione e di annientamento del popolo curdo e i suoi rappresentanti. Una dittatura non formalizzata quella dell’AKP, che dopo migliaia di arresti e azioni repressive – successive al fallito colpo di Stato delle forze armate del paese dello scorso 15 luglio – che non ha risparmiato il mondo degli intellettuali e degli accademici e il successivo imbavagliamento dei media – con applicazione persino del reato di opinione e misure restrittive sui social network – continua a colpire i rappresentanti dell’HDP, il partito  filokurdo terzo della turchia con 59 deputati in Parlamento, principale partito d’opposizione ad Erdogan.

Spiccati nel corso di questa notte mandati di arresto verso tutte e tutti i parlamentari del partito. Quindici sono già stati prelevati dalla polizia. Tra di loro figurano i Copresidenti Selahttin Demirtas e Figen Yuksekdag, e i deputati Sirri Surreyya Onder, Nursel Aydogan, Ferhat Encu, Gulser Yildirim, Leyla Birlik, Pervin Buldan, Leyla Zana, Abdullah Zeydan, Idris Baluken. L’accusa, che ancora non sembra essere stata convalidata dal giudice, è di associazione e organizzazione terroristica e separatistica. Questo atto è stato possibile grazie all’entrata in vigore della legge che ha rimosso l’immunità parlamentare.

Gravissimo il silenzio delle istituzioni europee, che nella Turchia di Erdogan hanno trovato un partner per fermare le rotte dei migranti in fuga dalle zone di conflitto del Medio Oriente. Fino a quando l’Europa si renderà complice di questo crimine contro l’umanità? Dopo questa violazione senza precedenti della democrazia del paese e della volontà del popolo curdo, che si aggiunge alle distruzioni delle loro città, al massacro di centinaia di civili, alla destituzione e all’arresto di numerosi Sindaci ed eletti locali, è giunto il momento di dire Stop a Erdogan e allo Stato turco. Arci Roma aderisce allo stato di mobilitazione permanente del popolo curdo.

Per la presidente di Arci Roma Simona Sinopoli la repressione attualmente in corso in Turchia è la dimostrazione lampante di come Erdogan stia conducendo il paese verso una feroce dittatura. Ormai non è più assolutamente possibile considerare questo paese sicuro e un interlocutore credibile con cui poter siglare accordi che comportino il rispetto dei diritti umani sia degli autoctoni che dei migranti. La nostra totale solidarietà va a tutti gli arrestati e a tutti i democratici turchi e curdi così come ai funzionari pubblici, politici locali, giornalisti, professori e studenti che negli ultimi mesi sono stati licenziati, arrestati e perseguitati“.

L’Arci Roma Ritene che il solo modo di fermare Erdogan è di prendere contro di lui delle misure coercitive politiche, economiche, diplomatiche e militari. Per questo chiediamo venga attivato un provvedimento immediato di embargo contro lo Stato turco.

Rilanciamo il presidio di oggi in piazza indipendenza (ore 18) solidale con i due co-presidenti dell’ HDP S. Demirtas e F. Yuksekdag e gli altri deputati arrestati. Fermiamo la dittatura del sultano Erdogan, al fianco dei compagni e delle compagne che lottano in Turchia.