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Il futuro non è una questione di fortuna. Report della commemorazione svoltasi a Eutropia il 3 ottobre 2014

Il 3 ottobre del 2013, al largo delle coste lampedusane, avviene quella che sarà ricordata come la più grave catastrofe marittima nel Mediterraneo dall’inizio del XXI secolo: su un barcone salpato dalla Libia che trasportava migranti di origine africana, un terribile incendio, causato dalla caduta

Volevamo l’America!

L’Arci di Roma deplora lo sgombero del cinema America occupato ed esprime la massima solidarietà militante agli occupanti, attori di una delle migliori pagine di protagonismo giovanile e di promozione culturale nella nostra città. Un’occupazione con una forte caratterizzazione innovativa nel rapporto col territorio e

Roma Pride 2014. In 200.000 per i diritti, l’uguaglianza e la laicità

Sabato 7 giugno si è svolta la ventesima edizione del Roma Pride, la storica manifestazione che, nello spirito dei moti di Stonewall, ribadisce i valori dell’uguaglianza e della pari dignità di tutti gli individui e reclama a gran voce la necessità di diritti civili per le persone lgbtqi (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali).

In 200.000, secondo le stime degli organizzatori, hanno sfilato per le vie della Capitale, da Piazza della Repubblica a Largo Corrado Ricci, portando per strada le proprie storie, i propri colori, le proprie famiglie. Quest’anno ha preso parte al corteo anche il sindaco Ignazio Marino, che ha sfilato fin quasi alla fine della parata insieme ai quindici presidenti di municipio, tutti con le fasce giallorosse indosso.

Una presenza significativa quella di Marino, giacché era dal lontano 1994, quando l’allora primo cittadino Francesco Rutelli intervenne all’edizione inaugurale, che un sindaco non partecipava ad un Pride. Marino ha promesso la calendarizzazione della delibera sul registro delle unioni civili entro la fine di giugno e ha ribadito la volontà di trascrivere in comune i matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso. I fatti, se ci saranno, diranno della veridicità delle sue intenzioni. Tra le altre presenze istituzionali, l’assessore Alessandra Cattoi, il Vice Presidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, venuto con il compagno Eddy, e il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, oltre a vari deputati e senatori. Nessun esponente di governo.

Per quanto riguarda le associazioni invece, che sono le vere artefici della realizzazione dei pride, oltre alle venti sigle che quest’anno componevano il Coordinamento Roma Pride, tante erano le realtà presenti (non solo laziali), tra le quali anche l’Arci di Roma, che ha sfilato con una propria delegazione.

Matrimonio egualitario, adozioni, diritto a cure gratuite ed efficaci per le persone in hiv, giuste leggi per le persone trans sono le rivendicazioni lanciate dalla comunità lgbt a una politica sorda che, prona al diktat delle gerarchie vaticane e incapace di sollevare lo sguardo da mere strategie di consenso, preferisce ignorare.

Il guanto di sfida è volto soprattutto al Primo Ministro Matteo Renzi, che nella campagna elettorale per le Primarie si era impegnato a legiferare su civil partnership e adozioni entro i primi cento giorni, un periodo che ormai è passato e che segna la sua prima promessa non mantenuta, come tuona dal palco finale Andrea Maccarrone, Portavoce del Coordinamento Roma Pride nonché Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, da anni in prima linea nella rivendicazione e nella tutela dei diritti lgbt. Molto grave è poi la mancanza nell’attuale governo di un dicastero assegnato alle Pari Opportunità, decisione “che palesa un’assenza di politiche di contrasto alle discriminazioni”, commenta Maccarrone. Altrettanto allarmante è la decisione del Ministro dell’Istruzione Giannini di fermare l’asse educativo di contrasto al bullismo omo/transfobico nelle scuole, delle cui conseguenze tanto tristemente si è sentito parlare negli ultimi anni.

Eppure, nonostante l’immobilismo politico e la lunghezza del cammino ancora da percorrere verso un’autentica parità, il messaggio lanciato dal Roma Pride è forte, assertivo, non lascia posto a rassegnazione e vittimismo. “Dopo tanti anni siamo ancora qui”, grida festosa Leila Daianis, Presidente dell’Associazione Libellula, “e siamo allegri, felici, rispondiamo con una grassa risata a tutto il mondo di destra e bigotto!”.

Possiamo quindi chiederci che cosa sia cambiato in vent’anni di pride. Di prima battuta si potrebbe rispondere niente. Ma, siccome è sempre meglio considerare comunque le proprie realizzazioni e siccome alcuni passi sono stati fatti, ha senso iniziare da lì. Pertanto dirò che la comunità lgbtqi ha, in questi venti anni di lotta, conquistato una visibilità che prima non c’era e, lo sappiamo, quando qualcosa esiste perché afferma il suo nome, allora diventa più difficile ignorarlo.

E infatti, malgrado i cambiamenti siano sempre lenti e graduali, la società civile è più avanzata di ciò che faziosi discorsi ideologici vorrebbero dare ad intendere, perché le cornici entro cui matura e si sviluppa l’affettività tra individui, etero o omosessuali, evolvono, sono anch’esse soggette alla storia, e nella realtà esiste una pluralità di situazioni e di legami di cui la gabbia di una certa rappresentazione idealizzata non può chiaramente rendere giustizia.

Siamo pertanto sicuri che la battaglia per i diritti delle persone omosessuali e transessuali riguardi solo costoro? A mio avviso la risposta è no, perché il diritto all’autodeterminazione, il valore dell’uguaglianza, l’antifascismo, la lotta contro ogni forma di discriminazione e di abuso sono valori universali che costituiscono il fondamento dei diritti umani, e riguardano perciò ciascuno e ciascuna di noi. E soprattutto non sono diritti negoziabili, non devono essere “concessi” ma “garantiti”, come afferma il segretario di Sel Nichi Vendola, perché una società che lascia indietro qualcuno non può definirsi realmente democratica.

E per chi intende ancora farsi garante di oscurantismi e pregiudizi, ci dispiace, una risata vi seppellirà.

Davide Oliva

Memoria e Costituzione. Oggi come sempre

 

Nel giorno della ricorrenza del 70° anniversario della Liberazione, l’Arci di Roma sente il dovere di ricordare con orgoglio tutti i partigiani e le partigiane  che hanno lottato per la liberazione dal Nazifascismo.

Nel fare ciò ribadiamo l’importanza del loro sacrificio che ha gettato le basi per la realizzazione della Costituzione repubblicana, eredità storica da preservare e custodire. Oggi come sempre.

Invitiamo tutti i compagni e le compagne a partecipare ai festeggiamenti che si terranno mercoledì 4 giugno presso la Città dell’Altra Economia.

http://www.anpiroma.org/2014/05/la-resistenza-continua-il-4-giugno-la.html

L’Arci di Roma aderisce al Roma Pride

Care compagne e compagni, vi comunichiamo che quest’anno anche l’Arci di Roma ha deciso di aderire al Roma Pride, la manifestazione che, in ricordo dei moti di Stonewall del 1969, celebra l’orgoglio e l’identità della comunità lgbtqi, ovvero delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali.

La manifestazione, che quest’anno celebra i vent’anni dal primo Pride, romano e nazionale, si svolgerà a Roma sabato 7 giugno e si caratterizza come un momento di rivendicazione universale, rivolto a tutta la cittadinanza (l’aggettivo “gay” è infatti caduto dalla dicitura), perché i diritti sono diritti e chi vuole negarli a qualcun altro desidera mantenere all’interno della società posizioni di potere che procrastinano disuguaglianza e ingiustizia, ed in questo senso è proprio la tutela delle minoranze, siano esse costituite da omosessuali, transessuali, migranti o Rom, a indicare il livello di civiltà e di benessere sociale presenti all’interno di un sistema democratico.

In queste settimane che precedono il grande evento, l’Arci di Roma seguirà la campagna di comunicazione del Roma Pride e ne diffonderà i contenuti sui propri canali, perché riteniamo importante che in merito a questa manifestazione esista un’informazione corretta e rispettosa e che le istanze di natura politica di cui il Pride è espressione non vengano sommerse da giudizi superficiali e atteggiamenti preconcetti.

La campagna scelta per l’edizione del ventennale si mostra fiera, combattiva e coraggiosa. A scendere in campo sono i volti di persone comuni, che decidono di metterci la faccia e sfidare il pregiudizio “a viso aperto”, con il vessillo del war painting arcobaleno disegnato sulle guance al grido di “Ci vediamo fuori”, efficace claim che vuole indicare che le persone omosessuali e transessuali non sono degli ipotetici “altri” sempre lontani e mai presenti, ma che si trovano nella società e nei diversi contesti di vita al pari di tutte e tutti, e non intendono adottare un atteggiamento remissivo e questuante ma pretendono, altresì, ciò che di diritto spetta loro, come persone e come cittadine e cittadini.

Quest’elaborazione concettuale è racchiusa nello slogan del Roma Pride, “Adesso fuori i diritti!”, motto severo che non lascia spazio a tentennamenti e che ben esprime la tenacia e la determinazione con cui tutta la comunità lgbtqi reclama dalla politica risposte immediate ed efficaci. Quell’“Adesso” è infatti un richiamo polemico alla campagna elettorale del Premier Matteo Renzi, che, “prima di insediarsi a Palazzo Chigi, assicurava l’approvazione delle unioni civili per le coppie omosessuali entro i primi 100 giorni”. Un impegno che, puntualmente, è stato disatteso.

Eppure nemmeno vent’anni di non risposte sono riuscite a scalfire di un solo graffio la costanza e la forza di una battaglia per i diritti umani di cui la storia darà ragione. Perché è una battaglia giusta, perché è una battaglia di tutti e di tutte.

Per questo, ancora una volta, ci vediamo fuori, il 7 giugno.

Davide Oliva

L’Europa è la terra della ribellione, della critica e dell’attività riformatrice

Il 25 maggio saremmo chiamati a votare per le elezione del Parlamento europeo.

Si tratta di una scadenza che può segnare un passaggio importante per i cittadini italiani ed europei. Possiamo, tutti insieme, fermare l’avanzate delle destre xenofobe e populiste e contemporaneamente rafforzare la presenza di una sinistra anti-liberista non subalterna alla logica delle banche e delle lobby economiche.

Nella lista Tsipras per l’Europa è presente la nostra compagna Raffaella Bolini, dirigente nazionale della nostra associazione che mette a disposizione di questo progetto la sua esperienza sociale e politica maturata in questi anni di militanza all’interno della nostra associazione e nei movimenti italiani ed internazionali.

Progetto Educaitalia: parte il corso di alfabetizzazione per imparare a leggere e scrivere in arabo

“Imparo la lingua araba. Il tesoro delle lettere 

Un progetto di alfabetizzazione di base per imparare a leggere e scrivere arabo attraverso l’utilizzo di videolezioni e moduli di insegnamento su Internet

 

Il progetto “Imparo la lingua araba. Il tesoro delle lettere” si prefigge la finalità di fornire competenze adeguate ad una comprensione attiva della lingua araba, all’uso della scrittura e della lettura.

Il corso si compone di 150 videolezioni fruibili in classe con il supporto di un tutor o a distanza su internet ed è rivolto a giovani di origine marocchina di seconda generazione allo scopo di rafforzare le consapevolezza delle proprie radici in un’ottica di valorizzazione del multiculturalismo e del plurilinguismo e di rafforzamento delle identità culturali, premessa indispensabile per un positivo dialogo interculturale e per un percorso di integrazione maturo e consapevole.

Contando su tutte le potenzialità di internet e delle videolezioni, tutti i partecipanti iscritti, una volta completato il percorso formativo, potranno condividere le singole lezioni a casa con i propri familiari e amici.

Iscrizioni: 

 Arci di Roma

Viale G. Stefanini 15 (Metro B Pietralata)

Info:

Tel. 0641734712

romaimmigrazione@arci.it

L’Arci di Roma a sostegno delle unioni civili

L’Arci di Roma tutela e sostiene le unioni civili al fine di superare situazioni di discriminazioni e favorirne l’integrazione e lo sviluppo nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio.

Sostiene inoltre l’istituzione del Registro delle unioni civili nella nostra città.
Alcuni municipi hanno già deliberato in favore di esso.

Domani 15 Maggio 2014 sarà la volta del XV Municipio, il comitato invita tutti i compagni e le compagne dell’Arci Roma e tutti i cittadini a partecipare al Consiglio e a sostenere questa battaglia di civiltà.

L’appuntamento è per domani 15 Maggio alle ore 10:00 nei locali del Consiglio Municipale del XV Municipio di Via Flaminia, 872.

L’Arci di Roma invita a partecipare alla votazione che si terrà domani in Consiglio Municipale per la votazione sull’istituzione del Registro delle Unioni Civili

Giovedì 15 maggio ore 10.00

Via Flaminia 872

Domani 15 Maggio 2014 nei locali del Consiglio Municipale del XV Municipio verrà discussa e messa in votazione l’istituzione del Registro delle Unioni Civili.

Invitiamo i compagni e le compagne dell’Arci Roma e tutti i cittadini e le cittadine a partecipare al Consiglio e a sostenere questa battaglia di civiltà.

L’Arci di Roma aderisce alla Manifestazione Nazionale per i beni comuni contro le privatizzazioni

L’ARCI ROMA aderisce all’appello per il contrasto alle politiche di austerità e privatizzazione dei Beni Comuni e altresì partecipa convintamente alla
Mobilitazione Nazionale a Roma sabato 17 Maggio 2014.

Invitiamo tutti alla partecipazione, l’appuntamento è alle alle 13.45 davanti a Santa Maria degli Angeli in Piazza Esedra.

BASTA AUSTERITA’! BASTA PRIVATIZZAZIONI!
ACQUA, TERRA, BENI COMUNI, DIRITTI SOCIALI E DEMOCRAZIA IN ITALIA E IN EUROPA

Negli ultimi anni in cui la Crisi da finanziaria è divenuta profondamente strutturale, abbiamo subito politiche di tagli e riduzione dello stato sociale, interventi normativi tesi a riorganizzare in senso verticale il lavoro e intensificare lo sfruttamento delle risorse naturali.
Vi è un attacco ai diritti sin ad ora conquistati in anni di lotte e conquiste sociali senza precedenti, sull’altare dei risparmi e del contenimento del debito pubblico, senza minimamente intaccare la rendita, l’evasione, l’economia malavitosa e la corruzione che nel nostro Paese producono circa 160 miliardi di sommerso all’anno.

Vi è in atto un vulnus di democrazia enorme che esclude dalle scelte che interessano i territori le comunità locali e in generale la cittadinanza nelle macro-questioni di interesse generale.

La vittoria referendaria del 2011 ha dimostrato la fine dell’ideologia del privato a tutti i costi e ha dato fiato alla miriade di conflittualità aperte sulla difesa dei beni comuni, dai teatri restituiti alla collettività allo squarcio del velo di maya sul biocidio, alle Grandi Opere che rappresentano la versione modernista di speculazioni selvagge e di interessi privati.

L’obiettivo è chiaro: impossessarsi della ricchezza sociale del Paese, con gravi ricadute sulla perdita del lavoro, del reddito, della possibilità di accesso ai servizi, sui danni ambientali e sui conseguenti impatti sulla salute.

Tutto ciò in piena continuità con i vincoli dei gruppi finanziari che decidono la linea politica dell’Unione Europea e con il patto di stabilità, il fiscal compact e l’imminente trattato di libero scambio USA-UE (TTIP), ingabbiando la possibilità di investimento pubblico a tutela e salvaguardia del welfare.

Over the Rainbow: il 12 maggio l’arcobaleno attraversa il Forte Fanfulla

Lunedì 12 maggio
Forte Fanfulla
Via Fanfulla da lodi 5 ( Pigneto)
La Settimana Rainbow, manifestazione promossa da Roma Capitale per combattere ogni forma di discriminazione basata su orientamento sessuale e identità di genere, che vedrà l’alternarsi dal 12 al 18 maggio di conferenze, proiezioni e spettacoli teatrali, si apre con un evento all’insegna dell’arcobaleno!
Lunedì 12 maggio, infatti, le Volontarie e i Volontari in Servizio Civile presso l’ARCI di Roma presentano al Forte Fanfulla un dibattito intitolato Over the Rainbow: le problematiche del movimento lgbtqi tra penalizzazione dell’omosessualità e della transessualità e cattiva informazione, realizzato in collaborazione con il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Gaiaitalia.com e con l’Associazione Libellula.
Le cittadine e i cittadini in formazione attraverso il Servizio Civile intendono proporre un momento di approfondimento e di confronto intorno alla storia del movimento gay e trans e alle difficoltà che investono la realtà lgbtqi, considerato anche l’avvicinarsi della ricorrenza più importante e significativa dell’intera comunità, il Pride, la manifestazione che celebra l’orgoglio e l’identità delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali, che a Roma si svolgerà sabato 7 giugno.
Il dibattito intende ripercorrere la nascita del movimento di liberazione omosessuale a partire dai moti di Stonewall del 1969, per introdurre poi il percorso del movimento italiano, che quest’anno celebra i vent’anni dal primo Pride romano e nazionale. Successivamente, in coerenza con le problematiche affrontate quotidianamente dalle Volontarie e dai Volontari in Servizio Civile, che operano all’interno dell’Ufficio Immigrazione dell’ARCI, si vuole affrontare il tema della penalizzazione dell’omosessualità e della transessualità nei diversi paesi del mondo dove vigono leggi omo/transfobiche e liberticide, che costringono i cittadini e le cittadine di quegli Stati a fuggire e richiedere protezione internazionale. Infine, nel tentativo di elaborare degli strumenti utili a contrastare la discriminazione e l’incitamento all’odio nell’ambito del discorso pubblico, ci si concentrerà sul tema della rappresentazione mediatica delle persone lgbtqi e sulle responsabilità dei mass media, dedicando uno spazio particolare alla comunità transessuale, che subisce una tra le più forti stigmatizzazioni e non trova purtroppo spazi e modalità per manifestare le proprie istanze e la propria presenza.
A conclusione della serata sarà imbandito un aperitivo e avverrà inoltre la premiazione del contest “Win the Rainbow!”, iniziativa lanciata sulla pagina Facebook dell’evento (https://www.facebook.com/events/1448682232043063/?fref=ts), volta ad eleggere le tre migliori cover di “Somewhere Over the Rainbow”, il celebre brano scritto da Harold Arlen e Edgar Yipsel Harburg, colonna sonora del film “Il mago di Oz”. Partecipate e votate, le fortunate estratte/i fortunati estratti potreste essere proprio voi!

FrammaDay 2014 – Conferenza annuale della Fondazione Angelo Frammartino Onlus

Mercoledì 30 aprile ore 10.00

Sala della Protomoteca del Campidoglio

Il prossimo mercoledì 30 aprile, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio, si svolgerà la settima edizione del FrammaDay, la giornata dedicata alla memoria di Angelo Frammartino, giovane volontario assassinato nel 2006 durante una missione di pace a Gerusalemme, promossa dalla Fondazione Angelo Frammartino Onlus, associazione rivolta alla promozione dei valori della pace, della non violenza e della solidarietà.

Il FrammaDay è l’evento che segna il punto delle attività svolte dalla Fondazione durante l’anno e rappresenta l’occasione per la presentazione dei lavori di ricerca svolti dalle vincitrici e dai vincitori del bando di borse di studio finalizzate alla promozione tra i giovani della cultura di pace, legalità, diritti e convivenza tra i popoli.

ARCI Roma sarà presente all’iniziativa insieme alle Volontarie e ai Volontari del Servizio Civile Nazionale. 

Maggiori informazioni sul sito della Fondazione:

http://www.angeloframmartino.org/it/frammaday/14-frammaday/504-frammaday-2014.html

Invitiamo tutte e tutti a partecipare.