Incontra le associazioni ma prende ancora tempo l’assessore alla Cultura di Roma Capitale. Il comunicato finale

Gotor alle associazioni: partecipate “pigliatutto”, briciole per le culture diffuse. Sui criteri dei finanziamenti diretti prende tempo. I firmatari della lettera sui fondi: incontro deludente. In una sala dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, mercoledì 21 febbraio, decine di rappresentanti di associazioni, enti, reti e strutture del settore culturale della città hanno incontrato l’assessore Miguel Gotor e srotolato una pergamena lunga tre metri. 

La pergamena riporta una lista di centinaia di “straordinari” festival, kermesse, rassegne, manifestazioni che ogni anno, e da molti anni, si svolgono a Roma grazie alla cura, all’intraprendenza e alla professionalità di un complesso e articolato ecosistema di operatori culturali: da soggetti informali a reti associative strutturate.

Il titolo dato alla pergamena, “Progetti di eccezionale rilevanza pubblica per la città”, allude alla dicitura prevista dal Regolamento sull’assegnazione diretta di fondi (Delibera Assemblea Capitolina n.82/2019) in aperta polemica con la disparità di trattamento tra chi beneficerà di finanziamenti diretti (erogati tra l’altro con netto anticipo nel caso del Cinema America) e la galassia composita di chi produce e promuove cultura nei territori contribuendo quotidianamente al benessere pubblico e alla coesione sociale.

Durante l’incontro hanno preso parola i firmatari e le firmatarie della Lettera aperta – inviata lo scorso 9 febbraio all’attenzione del Sindaco Gualtieri, della Presidente della Commissione Cultura Erica Battaglia e degli assessori municipali – dedicata alla questione dei fondi alla Cultura nella città di Roma e in particolare a quelli in assegnazione diretta. È evidente la delusione per un cambio di passo promesso in campagna elettorale, ma di cui non ci sono tracce in nessun processo promosso da questa amministrazione. Una su tutte la mancata implementazione del tavolo di co-programmazione previsto, per altro, non solo nel programma elettorale di Gualtieri, ma nel Codice del Terzo Settore come modalità di amministrazione condivisa.
L’assessore Gotor ha preso atto del clima di sfiducia e si è impegnato a rispondere per iscritto e nel dettaglio, entro 48 ore, a tutti i quesiti posti nella lettera aperta, tra i quali: la trasparenza sui criteri di assegnazione diretta, entità e tempistiche degli stanziamenti pubblici dedicati alla cultura, la messa a disposizione e gestione degli spazi per le iniziative artistiche, l’avviamento del tavolo di co-programmazione (il cui avviso pubblico è scaduto a luglio 2023).

Inoltre, ha ammesso il divario tra le parole d’ordine con cui la Giunta s’era proposta alla città e la centralizzazione del sistema culturale capitolino, in cui due partecipate monopolizzano buona parte delle risorse a discapito della biodiversità del tessuto delle culture diffuse e ha rivendicato, sostanzialmente, il diritto alla discrezionalità e alla responsabilità politica con cui la Giunta e il Sindaco hanno scelto di dirottare una pioggia di fondi pubblici, in assegnazione diretta, a una sola manifestazione. Al termine della riunione l’assessore s’è impegnato a portare le istanze del comparto anche all’attenzione del Sindaco con la proposta di stanziare fondi e spazi a sostegno della scena culturale diffusa. 

Come firmatari e firmatarie della lettera ci aspettavamo risposte limpide e concrete sulle questioni contingenti (assegnazioni dirette), ma anche sui temi di cui l’amministrazione è a conoscenza ormai da due anni e mezzo (spazi ridotti, risorse insufficienti, tempistiche inadatte dei bandi) e che ribadiamo incessantemente in ogni occasione e da più parti. Ci asteniamo dal giudizio prima di ricevere le risposte scritte (che riporteremo alla città) promesse entro i prossimi due giorni, ma non possiamo nascondere la nostra insoddisfazione e il nostro disappunto nel constatare ancora una volta l’immobilismo e le modalità opache di questa amministrazione.

Firmatari della lettera aperta del 9 febbraio: Arci Roma, Forum Terzo Settore Lazio, Rete P.A.C.- Performing Arts Contemporanee, CAE – Città Altra Economia, Co.sm.o – coordinamento delle scuole di musica organizzate della Regione Lazio, Kollatino Underground, Rete Caio, Daniele De Michele – Donpasta, Angelo Mai, Zalib, Nonna Roma, Margine Operativo, Luci Ombre, Artinconessione NuovaFlyer, Teatro della dodicesima, Viteculture, Muovileidee associazione culturale, Drop, Arci Pietralata, Arci Ealab, Al muretto – san lorenzo, Arci Solidarietà, Centofiori ETS, 30Formiche, Pianeta Sonoro, Stonehead, E’arrivatoGodot, Pentalfa, iMusic School Rome, APS Via Vai, Momo Edizioni, Sparwasser, La Fattorietta, Differenza Lesbica, Kokè, La città della musica, Manifesto Libri APS, Factorya APS, Musika Expo – Roma music expo, Popoff Quotidiano-Giornalismo o barbarie