Conferenza stampa di chiusura della Campagna Premio Nobel della pace 2019 a Riace

Riace è l’impegno per la Pace coronato dal successo. L’esperienza di accoglienza del piccolo Comune calabrese ha attivato un processo virtuoso di integrazione e buone pratiche che ha fatto scuola in tutta Europa.
L’Organizzazione per le Migrazioni dell’ONU — OIM stima che solo nella pericolosa rotta Libia-Italia, negli ultimi 5 anni, le vittime sono state 17.644, più della metà di tutti i migranti morti nel mondo.

Con la guida coraggiosa di Mimmo Lucano, Riace e la sua comunità hanno accolto oltre 6.000 immigrati che hanno, a loro volta, insieme con gli abitanti rimasti, cambiato il volto del paese della Locride in via di inarrestabile spopolamento.
Tutto comincia nel 1998 quando sulla spiaggia di Riace approda un veliero con a bordo 220 curdi, incrociato da Domenico Lucano e dai suoi amici che istintivamente, aprono porte e case. Dal 2005, con il costante, impegnato supporto della Rete dei Comuni Solidali, si attivano botteghe artigiane e si dà il via ad un fiorente turismo sociale e solidale. Riaprono le scuole e un asilo multietnico, si crea un ambulatorio medico, si rimettono in moto attività produttive.

Un Paese rivive, accogliendo, rinnovandosi, sbarrando la strada alle attività criminali, in nome dell’Umanità. Due realtà completamente diverse, un territorio estremamente complesso, in tanta parte svuotato dall’emigrazione e una comunità di persone in fuga dalla guerra e dalla povertà, danno vita ad un’esperienza unica di pace praticata che ha contribuito al progresso della Pace e dei Diritti Umani e al rafforzamento della Democrazia in tutta Europa. Riace ha difeso e ha restituito prospettive ai riacesi rimasti e dignità ai migranti che sono costantemente ricattati dai trafficanti di esseri umani, alla mercé dei capi banda libici, oppressi dalla guerra, vittime dell’indifferenza e del cinismo dell’Occidente che alza muri, chiude porti e criminalizza la solidarietà. Riace e Domenico Lucano sono sotto accusa. Ma Riace, espressione concreta di “fraternità tra i popoli”, va avanti perché soccorrere è un dovere e chiudere i porti un crimine.

NO AI DECRETI MINNITI-ORLANDO SU IMMIGRAZIONE E SICUREZZA

Appello per un’assemblea pubblica il 21 marzo 2017
Giornata Internazionale contro il razzismo

Il Decreto Legge Minniti-Orlando e il Decreto ‘Sicurezza’, entrati recentemente in vigore ed in fase di conversione in Parlamento, rappresentano un passo indietro sul piano dei diritti e della civiltà giuridica del nostro Paese. Attraverso un uso improprio della legislazione di urgenza, i due decreti, anziché intervenire sulle tante contraddizioni e i limiti dell’attuale legislazione, introducono nuove norme di discutibile efficacia, senza peraltro migliorare l’efficienza del sistema. Ad esempio si rilancia il ruolo dei Centri Permanenti per il Rimpatrio, nuova denominazione per gli attuali CIE, senza che ne venga modificata la funzione e assicurato il pieno rispetto dei diritti delle persone trattenute.
Il Legislatore prevede un’unica procedura per le espulsioni, valida tanto per chi proviene da percorsi di criminalità e lunghi periodi di carcerazione, quanto per il lavoratore straniero privo di permesso di soggiorno, quando sarebbe al contrario opportuno prevedere percorsi di regolarizzazione individuale per chi si è di fatto inserito positivamente nel nostro Paese.

Esprimiamo forte contrarietà rispetto all’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo e alla sostanziale abolizione del contraddittorio nell’unico grado di giudizio, limitato da una procedura semplificata (rito camerale) priva del dibattimento. In tal modo non solo viene violato il diritto di difesa di cui all’art.24 della Costituzione, ma si preclude al giudice la valutazione in concreto della persona del ricorrente e del suo eventuale percorso di inclusione sociale ai fini della valutazione sul rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari.
Gestire e governare in modo efficace e lungimirante il fenomeno migratorio non significa — noi crediamo – limitarsi ad irrealistiche azioni di deterrenza. Occorrono, invece, norme che favoriscano i flussi d’ingresso e la permanenza regolare dei cittadini stranieri, contrastando così il lavoro nero e lo sfruttamento. Ribadiamo inoltre l’urgenza di aprire corridoi umanitari e aumentare considerevolmente i reinsediamenti, per consentire alle persone che fuggono da guerre, persecuzioni, fame e povertà di entrare in Italia e in Europa senza mettere in pericolo la loro vita.
Riteniamo inaccoglibile la pretesa di ricondurre la materia del “decoro urbano” al tema della sicurezza, avallando una concezione dell’ordine pubblico che non produce vera sicurezza ma, al contrario, rischia di creare maggiore insicurezza criminalizzando la marginalità sociale senza preoccuparsi di intervenire per combattere la povertà e la marginalità di un numero crescente di cittadini.

Riteniamo inopportuno il ricorso alla decretazione d’urgenza per riformare materie, come il diritto di asilo e le discipline sulla sicurezza urbana, che richiederebbero un più articolato confronto democratico. Nel merito, riteniamo, comunque, che i due Decreti Legge non debbano essere convertiti nella forma attuale: i firmatari chiedono dunque che si apra un confronto ampio e approfondito al fine di dare al Paese una nuova disciplina più bilanciata e condivisa.
Per questo facciamo appello a chi intende impegnarsi per impedire la conversione in legge di questi provvedimenti del Governo così formulati a partecipare a un’assemblea pubblica il prossimo 21 marzo, Giornata internazionale contro il razzismo. Appuntamento a Roma il 21 marzo 2017, ore 15, presso l’Università La Sapienza, in P.le Aldo Moro, edificio Fermi, aula 4 di Fisica.

 

A Buon Diritto, ACLI, ANOLF, Antigone, ARCI, ASGI, CGIL, Centro Astalli, CILD, CISL, Comunità Nuova, Comunità Progetto Sud, Comunità di S.Egidio, CNCA, Focus — Casa dei Diritti Sociali, Fondazione Migrantes, Legambiente, Lunaria, Oxfam Italia, SEI UGL, UIL

Scuola di italiano per stranieri: apericena solidale al circolo Arci Sparwasser

Una gran bella novità fa capolino nel panorama dei Circoli Arci di Roma e che siamo lieti di segnalare sulle nostre pagine. Il circolo Arci Sparwasser inaugura la sua prima classe di scuola di italiano per stranieri. Un servizio gratuito che viene messo a disposizione della comunità di migranti e stranieri residenti a Roma, contando su una rete di volontari e insegnanti, che da anni promuovono grazie alla rete ARCI un modello virtuoso di accoglienza e inclusione in questa città.

Per farlo Sparwasser chiama a raccolta tutti i soci, sostenitori e amici, che in quest’anno hanno imparato a conoscere il circolo, nonché tutti coloro che hanno ricevuto quest’invito e sono desiderosi di costruire questo progetto. Primo appuntamento è fissato per mercoledì 1 febbraio dalle 19:30 nella sede del circolo, in via del Pigneto 215 con apericena solidale.
La cena prevede una quota di sottoscrizione a partire da 15 euro con accesso libero al buffet. Nel corso della serata potrete incontrare i volontari, ricevere informazioni su come verrà realizzato il progetto e come aderire alle iniziative in cantiere